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Home La casa perfetta sulla carta c’è ma, per costruirla, bisogna fare squadra

La casa perfetta sulla carta c’è ma, per costruirla, bisogna fare squadra

salvalai

Al calendario non si comanda. E neppure all’ambiente e al portafoglio. Lo dicono le norme, e lo conferma Graziano Salvalai, docente di architettura tecnica ed efficienza energetica al Politecnico di Milano, da sempre attento a un tema destinato a farsi largo nelle agende di pubbliche amministrazioni e privati cittadini intenzionati a investire (di nuovo) nel mattone.

UE E LOMBARDIA
D’altronde, la direttiva 31/2010 dell’Ue parla chiaro: la casa del futuro dovrà essere a energia (quasi) zero, ovverosia dovrà essere in grado di generare autonomamente l’energia necessaria a mantenere sé stessa e chi la occupa. I tempi dettati da Bruxelles sono solo in apparenza a maglie larghe.

Se è infatti vero che entro il 2020 tutti i nuovi edifici realizzati nel Vecchio Continente dovranno rispettare l’ambiente, altrettanto vero è che ciascuno Stato (e, nel caso dell’Italia, ciascuna Regione) ha avuto facoltà di giocare d’anticipo.

RIMANERE SUL MERCATO
Così ha fatto la Lombardia che, con deliberazione della Giunta Regionale 17 luglio 2015, ha recepito i decreti interministeriali del 26 giugno sull’efficienza energetica, disponendo l’avvio dell’era dell’edilizia-ecologica a partire dal primo gennaio 2016.

Rivoluzione in atto, dunque, per i cittadini, gli enti pubblici, i progettisti e gli operatori del settore casa, cui spetta il compito di restare sul mercato per non invecchiare insieme a norme vicine alla rottamazione.

«Da ora in poi nessuna costruzione ex novo o risanamento potrà prescindere dall’efficienza energetica e, affinché questo possa avvenire, l’intera filiera della casa dovrà ripensare sé stessa, avviando un’integrazione ad oggi pressoché inesistente» mette in chiaro Salvalai.

EDILIZIA ANNI SETTANTA
Indietro non si torna, tanto più in un Paese dove il patrimonio edilizio risale per gran parte agli anni della ricostruzione e del boom (anni ’50 e ’70), ma di quell’epoca porta con sé scomodità, inefficienze e dispendi energetici ed economici.

Le fondamenta per cambiare passo ci sono: «Prodotti e tecnologie non mancano, al contrario, talvolta mancano il know-how per la posa di questa tecnologia, la conoscenza approfondita dei prodotti ormai disponibili sul mercato e un’integrazione progettuale efficace». Come dire: metter su carta (o su pc), l’edificio perfetto non necessariamente significa vederlo realizzato.

«Figure professionali diverse hanno competenze diverse, e fino a oggi, il mercato, ha fatto spazio a tutti. Ora no – prosegue Salvalai – clientela e norme non ammettono imprecisioni, non ammettono incapacità nell’innesto di tecnologie all’avanguardia e s’aspettano customizzazione, efficienza, risparmi, comodità, rispetto delle norme e gradevolezza anche dal punto di vista estetico».

SU MISURA
Quindi? Quindi, meglio farsi trovare preparati, sia sul fronte imprese – «integrando professionalità tra loro diverse, sin dalla fase di progettazione» – che sul fronte acquirenti, «scegliendo chi è in grado di formulare proposte concrete, certificate ed efficienti». Altrimenti, una volta acquistati (o ristrutturati) case o edifici nuovi di zecca, il rischio di ritrovarsi ad affrontare spese impreviste o costi inadeguati sarà da mettere in conto.

Prosegue il docente del Politecnico: «Quando si decide di acquistare una nuova auto, in genere, come ci si comporta? Ci si informa, si acquistano riviste specializzate, si cerca il rivenditore più affidabile, si calcolano le spese per assicurazione e bollo, per il mantenimento della vettura e per il rifornimento, si stima una durata di vita che possa, quantomeno, ammortizzare l’investimento. E quando si compra una casa?».

COME CON L’AUTO
Il consiglio è quello di applicare la tecnica dell’auto: informarsi, pianificare, calcolare, scegliere, preventivare. E, infine, far sì che «alle promesse corrispondano i fatti».

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