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Vita e lavoro, la conciliazione arriva anche nelle piccole imprese

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#newsdalterritorio Quasi cinquecentomila euro per dare una spinta alla conciliazione vita-lavoro, sopratutto nelle piccole e piccolissime imprese. E’ questo l’obiettivo di Regione Lombardia, che ha stanziato in tutto 3,5 milioni di euro (cui sono da aggiungere risorse europee per un importo pari a 2,5 milioni) per migliorare l’integrazione tra occupazione e gestione familiare.

Un obiettivo ambizioso, illustrato nei giorni scorsi a Varese dall’assessore al Reddito di autonomia e Inclusione sociale di Regione Lombardia Francesca Brianza: «La conciliazione dei tempi vita lavoro – ha spiegato l’assessore varesina – insieme alle altre misure messe in campo da Regione Lombardia, come ‘Nidi gratis’ e ‘Bonus Famiglia’, vanno nella medesima direzione: fornire servizi alle famiglie perché non si debba essere costretti a scegliere tra lavoro e casa».

Con i primi 2,5 milioni saranno finanziate prevalentemente pratiche conciliative all’interno delle imprese, spostando l’asse di attenzione anche sulle piccole e piccolissime realtà imprenditoriali. Sarà invece con le risorse del Por che si sosterranno interventi volti ad offrire servizi a famiglie con figli minori (prima infanzia, pre-post scuola, periodi festivi/estivi ecc..).

A fine febbraio, Ats Insubria – così come previsto da Palazzo Lombardia – ha messo a punto il documento territoriale di indirizzo sulla conciliazione, con l’obiettivo di orientare la costituzione di alleanze e la presentazione dei progetti, ed arrivare entro il 31 maggio 2017 alla definizione e presentazione dei Piani territoriali. Piani che resteranno validi sino al 15 gennaio 2019.

Tra le azioni finanziabili, figurano interventi di time saving in favore di titolari o dipendenti di imprese commerciali o artigianali con massimo tre occupati per attività non legate alla gestione dell’azienda; attività di assistenza, servizi di mobilità/trasporto per l’accesso a servizi rivolto a soggetti fragili e figli minori di famiglie di lavoratori/lavoratrici con esigenze di conciliazione tra impegni lavorativi e carichi di assistenza, purché non già sostenuti da altri interventi e misure pubbliche; accompagnamento e supporto, anche attraverso iniziative di formazione, per micro, piccole e medie imprese e reti di imprese per usufruire del regime di defiscalizzazione; accompagnamento e supporto per micro, piccole e medie imprese, reti di imprese e aziende di cura pubbliche o private per la costruzione di piani di congedo e piani di flessibilità aziendale e per l’adozione di misure flessibili di lavoro; adozione di modalità di lavoro flessibili e di spazi di lavoro condivisi (co-working, smart working, telelavoro) e sostegno all’avvio di progetti di autoimprenditorialità femminile promossi da donne escluse dal mondo del lavoro nell’ambito dei servizi di conciliazione

«Regione Lombardia – ha spiegato Brianza – crede in queste misure che possono tradursi in un volano economico e, oltre ad investire importanti risorse, ha deciso di connotarle con un apposito brand perché siamo certi che la partnership pubblico privata, sia un elemento vincente per arrivare a coinvolgere con la spinta di Regione Lombardia il maggior numero possibile di soggetti».

E ha aggiunto: «Vogliamo arrivare al risultato che anche le piccole e medie imprese si dotino di quegli strumenti che le grandi multinazionali già da tempo mettono a disposizione dei lavoratori; misure di conciliazione e strumenti flessibili di lavoro come lo smart working, il telelavoro, il coworking che, sommati alle misure messe in campo da Regione Lombardia come il ‘Baby sitting, il pre e post scuola e i Grest estivi, consentano al lavoratore e alle famiglie  di gestire al meglio le varie esigenze conciliandole».

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