Cerca:
Home Cinque domande, e una guida, per diventare una Pmi4.0 “all’italiana”

Cinque domande, e una guida, per diventare una Pmi4.0 “all’italiana”

industria-4-0-pmi-639x513

Nel 1765 la fatica dell’uomo fu sostituita dal vapore delle macchine, con conseguente nascita dei primi agglomerati manifatturieri. Più di centotrent’anni dopo, la seconda svolta, con l’introduzione delle linee di assemblaggio, la cosiddetta “produzione di massa” e le economie di scala, funzionali al contenimento del costo-prodotto iniziale e finale. E’ invece agli anni Ottanta del secolo scorso che va attribuita la paternità dei sistemi informativi gestionali e della diffusione di processi sempre più automatizzati.

A un soffio dal 2020 è invece dalla quarta rivoluzione industriale che dipendono futuro, crescita, sviluppo e competitività delle imprese, senza distinzione dimensionali. La chiamano rivoluzione “Industria4.0” ed è sinonimo di commistione tra informazioni digitali e prodotto fisico, e di dematerializzazione dei processi, inclusi quelli produttivi.

Benvenuti nel nuovo mondo, nell’Italia 4.0, Paese del manifatturiero ma anche del ritardo competitivo, dell’obsolescenza dei macchinari, degli insufficienti investimenti in ricerca e sviluppo, delle connessioni internet non pienamente efficienti e della ridotta riqualificazione dei profili manageriali.

Fotografia di un Paese che di qui al 2020 conta di cambiare rotta sotto l’impulso di un piano nazionale governativo di investimenti orientati alla riqualificazione, culturale e produttiva, dell’immenso patrimonio manifatturiero detenuto perlopiù dalle Piccole e Medie Imprese.

Una guida alla “via italiana” alla quarta rivoluzione industriale a portata di Pmi è stata realizzata da Confartigianato in collaborazione con il centro Rise (laboratorio di ricerca del dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale dell’Università di Brescia) con l’obiettivo di fornire alle imprese gli strumenti necessari ad agganciare i benefici dell’I4.0.

Il tutto in un mercato dove «convertire i fabbisogni del singolo cliente in profitto, soddisfacendo tutte le sue esigenze e differenziandosi rispetto ai concorrenti e mantenendo i benefici di costo tipicamente legati alla produzione di larga serie» non sarà più opzione, ma regola.

Parole d’ordine: personalizzare e digitalizzare, mantenendo intatto il valore artigianale della produzione. Tecnologie al servizio dell’abilità e della flessibilità richiesta alle Pmi. Con l’uomo al centro del dialogo e dell’interazione tra cose, oggetti e dati. La via italiana all’I4.0 porta al cambio del paradigma culturale della produzione, ma ne mantiene intatta la qualità distintiva.

Supportando le imprese attraverso una serie di incentivi fiscali (credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo, iper ammortamento e super ammortamento), infrastrutture di rete (banda larga e ultra-larga), scuola digitale, alternanza scuola–lavoro, competence center e digital Innovation Hub (centri territoriali destinati ad aiutare le Pmi italiane nella trasformazione verso l’Industria 4.0), dottorati universitari ad hoc e cluster tecnologici.

Nel documento non solo è possibile trovare la sintesi di incentivi e innovazioni tecnologiche, ma anche il modo migliore per utilizzarli.

Difficile dire dove porterà l’I4.0, più facile è dire quali domande è bene porsi sin d’ora per non dover partire in rincorsa: come il digitale rivoluzionerà il mio settore nei prossimi cinque-dieci anni? Quale è il potenziale valore per la mia azienda e cosa posso fare per massimizzarlo? Su quali processi ha senso che io orienti i prossimi investimenti? Quali nuove competenze serviranno e come fare per identificarle e mantenerle? Cosa devo fare per pilotare la mia azienda all’interno di questo percorso?

Cinque domande. Dalle risposte dipende la quarta rivoluzione industriale italiana a misura di Pmi di Varese.

LA GUIDA COMPLETA

 


TORNA SU