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Rompere gli schemi, cambiare le regole, fare squadra: destinazione 2021 con Davide Galli

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“Fare squadra” è il concetto che più ricorre nel curriculum di Davide Galli, confermato ieri mattina – domenica 14 maggio – dal Congresso provinciale alla carica di presidente di Confartigianato Imprese Varese per altri quattro anni. Diplomato al Liceo Scientifico Statale di Gallarate (città nella quale nasce il 7 giugno 1959), laureato al Politecnico di Milano in Ingegneria Meccanica, Galli raccoglie le prime esperienze lavorative alla Aermacchi Spa nel 1987, dove viene assunto nell’Ufficio Ingegneria Industriale – Tempi e metodi.

Nel 1988 dà il via alla sua avventura da imprenditore nella Ellebi di Attilio Briata e Davide Galli & C. Snc, azienda meccanica di tornitura di precisione, componentistica tornita e produzione di minuterie tornite. Uomo di relazione, Davide Galli entra in Confartigianato Imprese Varese con la passione e l’umanità che lo caratterizzano.

Dal 1999 ad oggi, gli incarichi si succedono rapidamente: da consigliere provinciale di Confartigianato Imprese Varese a consigliere di PromoVarese, della Camera di Commercio di Varese, di Artigianfidi Lombardia, a vicepresidente di Confartigianato Lombardia. Nel 2013 l’elezione a presidente di Confartigianato Imprese Varese.

E domenica 14 maggio la conferma: al suo secondo e ultimo mandato, il presidente resterà in carica fino al 2021.

Di fronte ad una platea di quasi mille persone tra imprenditori, ospiti, autorità, amministratori pubblici, famiglie, il presidente Galli ha sottolineato quanto «con questo Congresso provinciale si inizi a scrivere la storia più importante di Confartigianato Imprese Varese. La storia di un futuro che sarà ancora all’insegna del cambiamento, della sfida, della relazione. Ci misureremo con le nostre imprese, misureremo i nostri risultati ma anche quelli degli altri. Perché in questi mesi abbiamo bussato a molte porte, alcune si sono aperte, altre sono rimaste sorde. Continueremo a bussare e a comunicare nome e cognome di chi ascolta e di chi non lo fa».

Il cambiamento passa anche da qui: dalle regole, dalla loro osservanza, dalla necessità di semplificarle per agevolare gli imprenditori nel loro lavoro quotidiano. I dati, dalla voce del presidente Galli, pesano come macigni: «In provincia di Varese le imprese usano 240 ore per pagare le imposte, il 47,2% in più della media Ocse di 163 ore; i procedimenti giudiziari durano in media 569 giorni (un anno e sette mesi), 49 giorni in più rispetto alla durata media regionale (520), le imprese artigiane esposte alla concorrenza sleale sono 14.387, il 66% dell’artigianato della provincia».

Al Congresso provinciale di Confartigianato Varese si è raccontata questa Italia – quella della complessità burocratica e dell’illegalità – ma anche l’altra Italia, quella delle regole. E degli imprenditori che le seguono, le vogliono e le chiedono.

Ma, come da tradizione imprenditoriale, sono pratici e quindi si preoccupano che la fibra ottica arrivi dappertutto, che gli allacciamenti telefonici, elettrici, idrici, del gas siano tempestivi (giorni, anziché mesi) e che gli adempimenti passino dalle centinaia di oggi a meno di 10 all’anno.

«Il momento storico, il mercato, il contesto socio-economico e il quadro politico non ci consentono d’essere spettatori – ha rimarcato il presidente Galli – Ci impongono di essere attori, protagonisti o gregari a seconda della circostanza, ma sempre attori. Sul palco dell’economia non c’è posto per dubbi, incertezze e ambiguità».

Da qui la presa di posizione del presidente: «Come Associazione che crede nella collaborazione, nel dialogo, nel confronto, nelle reti chiederemo una misurazione continua degli effetti di norme, leggi e regole sulle piccole imprese. Non solo per evitare sovrapposizioni, ridondanze o complessità ma anche a beneficio di un’applicazione equa e corretta. Perché legalità sia anche, e soprattutto, sinonimo di efficacia e utilità collettiva».

Un messaggio accorato agli imprenditori presenti ma anche un monito diretto alle autorità in sala: «Sarà questo il nostro impegno e la nostra promessa: monitoreremo la qualità delle politiche locali, valutandone gli effetti sulle imprese, ripristinando un indicatore utilissimo come l’indice di attrattività territoriale. Istituiremo uno sportello della legalità in grado di assistere le imprese anche nell’ambito della conciliazione. E sosterremo l’azione dei parlamentari nazionali ed europei della provincia di Varese che insieme a noi valuteranno gli impatti normativi sulle aziende di piccole dimensioni».

«Anche attraverso un tavolo permanente di studio e confronto, rafforzato da indagini e da sondaggi d’opinione».

L’impegno sarà costante, perché un’Associazione come Confartigianato Imprese Varese vuole misurarsi con quanto accade nel mondo.

Con coraggio: «Quello delle tante Pmi che da sole vanno avanti in un mondo che si allarga, viaggia con la velocità dei social e della Rete, dell’e-commerce e del 4.0 di cui molti parlano senza sapere come applicarlo. Abbiamo avuto il coraggio di sentirci piccoli e unici nelle nostre aziende ma anche aperti e consapevoli dell’importanza del territorio e dei suoi interlocutori. Piccoli, responsabili, consapevoli, forti. Fortificati», ha chiuso il presidente Galli.

E sempre più fortificati da questo bisogno di diffondere la cultura del rispetto delle regole gettando le fondamento del futuro: «L’hardware di un sistema-Varese sul quale costruire innovazione, internazionalizzazione e competitività nel rispetto di una giusta, e condivisa, grammatica delle relazioni».

LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE DAVIDE GALLI

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