Cerca:
Home Marco, e il lavoretto che fa cambiare tutto
La lezione dell’azienda? I rapporti umani

Marco, e il lavoretto che fa cambiare tutto
La lezione dell’azienda? I rapporti umani

Marco Mondini ha lo sguardo sveglio, un diploma in Perito meccanico con opzione energetica all’Itis Newton di Varese, un anno di Ingegneria meccanica alla Supsi (la Scuola universitaria professionale della Svizzera Italiana) e un’iscrizione alla Facoltà di Biotecnologie all’Università dell’Insubria di Varese. Crede nella laurea, Marco, «perché con un titolo in mano hai più opportunità di entrare nel mercato del lavoro». Nel frattempo, è alla ricerca di un lavoretto. Di quelli che ti tengono occupato per tutta l’estate e che ti abituano a capire come va il mondo. Anche se Marco – che incontriamo all’Informagiovani di Varese – il mondo degli orari fissi, delle dodici ore al giorno, dei problemi che devono essere risolti, dell’umiltà e della fatica l’ha conosciuto al IV anno delle superiori: «Ero in alternanza scuola-lavoro, tre settimane in stage in una piccola impresa di Arcisate. Nessun lavoro particolarmente impegnativo perché esperienza non ne avevo, però ho imparato cosa vuol dire entrare in officina la mattina e uscire la sera. Poi, i rapporti umani: tutto parte da lì».

Soprattutto, questo diciannovenne ha capito che un lavoro fa stare bene. Anche se solo per un’estate: «Vorrei fare esperienza in una concessionaria di auto come assistente alle vendite oppure al Belgo Briko. A giorni avrò un colloquio alla Norauto di Varese: incrocio le dita». Non tanto per guadagnare qualche soldino, ma per prendere confidenza con quello che, un giorno, dovrà essere impegno quotidiano. I suoi genitori sono contenti, lo sostengono, sanno che il famoso “lavoretto” è un’occasione per maturare. Il mondo del lavoro ti spaventa? «So che è rognosetto e, proprio per questo, prima di scegliere qui in Italia vorrei passare qualche mese in Olanda dove vive e lavora mia zia. Il Nord Europa mi affascina, ma per ora sono troppo giovane per dire cosa farò veramente. Mi piacerebbe trovare un posto in campo farmaceutico, nella ricerca e nelle applicazioni delle biotecnologie». In ottobre si parte con i corsi all’Insubria e Marco ci lascia con un impegno che è bello trovare in un giovane: «Il mio futuro non lo voglio immaginare, ma costruire».

TORNA SU