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Export in Canada per Pmi e professionisti: un seminario per fare chiarezza sul Ceta

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Nel 2016
– rileva l’Osservatorio Mpi di Confartigianato – la Lombardia ha venduto prodotti manifatturieri in Canada per un valore di 940 milioni di euro, un importo pari allo 0,9% del valore delle vendite di manufatti lombardi nel mondo e all’1,9% dell’export manifatturiero verso i paesi Extra UE28.

Più del valore assoluto, però, a determinare il peso crescente del Paese della foglia d’acero è la tendenza registrata negli ultimi dieci anni, durante i quali le esportazioni sono cresciute del 16,8%. Il tutto a fronte di una dinamica delle importazioni negativa sia nel lungo che nel breve periodo (-36,9% tra 2015 e 2016).

Numeri che, a breve, sono destinati tuttavia a subire una prevedibile, e consistente, modifica anche alla luce dell’ormai prossima applicazione in forma provvisoria (21 settembre) del nuovo accordo commerciale ed economico globale siglato tra Unione Europea e Canada il 30 ottobre dello scorso anno.

Un accordo del quale in queste settimane si discute anche in Italia, in vista del passaggio in Parlamento della ratifica definitiva (se ne parlerà, stando ai calendari di Camera e Senato, dopo le ferie).

A quel punto, il Ceta aprirà – stando alle previsioni di Governo e Ue – una serie di opportunità delle quali potranno beneficiare soprattutto Pmi e professionisti. Lo ha ribadito in una recente lettera aperta inviata al Corriere della Sera lo stesso ministro per Sviluppo Economico, Carlo Calenda: «La nostra crescita presente e futura è legata alla possibilità di legarci sempre di più a una domanda globale in costante espansione e affamata di prodotti italiani. Per farlo abbiamo bisogno di portare più Pmi a esportare. E possiamo riuscirci se apriamo nuovi mercati, abbattendo dazi e barriere non tariffarie. Tendiamo a dimenticare che le multinazionali possono affrontare ostacoli burocratici e delocalizzare per aggirare i dazi, mentre le piccole imprese non hanno queste possibilità. Per questo gli accordi di libero scambio sono importanti soprattutto per le Pmi».

Per aiutare sia le piccole e medie imprese che i professionisti a orientarsi tra regole, norme e opportunità dell’altra America, il servizio Internazionalizzazione-AreaBusiness di Confartigianato Imprese Varese ha in programma mercoledì 26 luglio il seminario gratuito “L’accordo Ceta e le opportunità di business tra Canada, Italia e Unione Europea”.

IL PROGRAMMA

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L’appuntamento, su prenotazione, è in Sala Turri, al terzo piano della sede provinciale di viale Milano, 5 a Varese. Con Davide Galli, presidente di Confartigianato Varese, Corrado Paina, direttore esecutivo della Camera di Commercio Italiana dell’Ontario, Giuseppe Pastorelli, console generale d’Italia a Toronto; Jan Scazighino, Ministro Consigliere dell’Ambasciata del Canada a Roma; Mario Nigro, avvocato dello Studio legale Stikeman Elliott Llp e Vittorio Turinetti di Priero, Lca Studio Legale saranno approfonditi tutti gli ambiti di azione del nuovo accordo, con particolare riferimento al settore manifatturiero, all’industria alimentare e del design oltre che alle novità introdotte in termini di soggiorno temporaneo dei lavoratori Ue in Canada e al riconoscimento delle qualifiche professionali.

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È opportuno ricordare che, per facilitare ulteriormente le imprese e i professionisti, Confartigianato Imprese Varese ha scelto di aderire alla Camera di Commercio Italiana dell’Ontario. Garantendosi la possibilità di supportare gli associati nell’organizzazione di fiere e missioni, nella diffusione di informazioni in real time attraverso newsletter ad hoc, nella ricerca di mercato, in specifiche consulenze burocratiche e attraverso un Virtual Office il loco.

IL CETA IN SINTESI

– Eliminazione di oltre novemila tariffe doganali entro sette anni dall’entrata in vigore
– Possibilità, per le imprese dell’Ue, di partecipare agli appalti pubblici in Canada
– Apertura del mercato canadese dei servizi alle imprese dell’Ue
– Riduzione dei costi per gli esportatori dell’Ue
– Definizione di un quadro per il riconoscimento reciproco tra Ue e Canada delle qualifiche in professioni regolamentate quali architetti, contabili e ingegneri
– Protezione di 145 prodotti tipici attraverso l’indicazione geografica
– Conformità dei prodotti alle disposizioni dell’Ue sulla sicurezza alimentare
– Protezione di 41 prodotti di denominazione di origine controllata (ad esempio aceto balsamico di Modena, mozzarella di bufala campana e prosciutto di Parma)
– Eliminazione dell’Italian sounding attraverso l’obbligo di indicazione “Prodotto in Canada” e l’eliminazione di simboli riferibili all’Italia

I PRODOTTI LOMBARDI PIU’ RICHIESTI

  • Macchinari e apparecchiature (24,3% dell’export totale verso il Canada)
  • Prodotti chimici (10,4%)
  • Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia) (8,3%)
  • Prodotti della metallurgia (6,6%)
  • Prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (6,3%)
  • Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature (6,2%)

I SETTORI INTERESSATI

  • Filiera casa
  • Mondo food e lavorazione food
  • Moda e arredo
  • Architetti
  • Manifattura
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