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Faberlab gira il mondo in 3D con il Mongol Rally della Carbonara Mariachi

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Sulla vecchia via della seta con una forchettona stampata in 3D nel laboratorio digitale Faberlab. Ma che ci fa una forchetta sul tettuccio di un furgoncino Fiat T900 del 1977? Frena la corsa e oppone resistenza all’aria, questo lo sappiamo. Però è anche il simbolo dei quattro Carbonara Mariachi – Gianluca (El tanguero) e Giacomo (L’Indio) hanno 26 anni, Alessandro (Er chicoria) e Andrea (Il bongo) 31 – ormai in viaggio per affrontare una fra le competizioni più impegnative della storia: il Mongol Rally. La sfida, a scopo di beneficenza, è definita come «la più grande avventura del mondo».

Ed è così che la vivranno questi ragazzi (due sono già in viaggio) che del Made in Italy abbinano i valori più grandi: da un lato la cucina (con i sapori e i colori di una gustosa Carbonara) e dall’altro la creatività e l’innovazione con una marea di forchettine – quasi duecento – realizzata al Faberlab.

Intendiamoci, forchettine-gadget che ci serviranno, dice Andrea Turco, «per creare occasioni di incontri e confronti. La forchetta è il logo dei Carbonara Mariachi ma potrebbe rivelarsi anche un passepartout per entrare in contatto con le tante popolazioni che incontreremo tra l’Europa e l’Asia centrale». Perché il Mongol Rally è lungo: 16.200 km, 55 giorni stimati, 22 nazioni da attraversare. Per il bene degli altri: «Jay Nepal – prosegue il suonatore di ukulele che si definisce “fine pensatore e romantico” – è un’associazione di volontariato che opera a sostegno della comunità nepalese con cui abbiamo stretto una collaborazione per dare una mano a queste splendide persone».

Meccanico il T900 (battezzato affettuosamente “Il Poderoso”) e digitale il pensiero. Perché coniugare lentezza e velocità non è facile. Di mezzo ci sta il Faberlab, con quelle forchettine con tanto di spaghetti avvolti intorno ai rebbi. Coloratissime (ma la tonalità prevalente è il giallo sbiadito, lo stesso colore del furgoncino dei Mariachi usato tempo fa come scuolabus per i ragazzi di Castellino del Biferno in Molise) e dotate di tutti quei particolari che faranno chiedere a molti – e probabilmente non solo in Mongolia – come è mai possibile ottenere tali risultati in dimensioni così ridotte.

Faberlab, dunque, fa il viaggio del mondo tra Italia, Inghilterra, Francia, Germania, Austria, Serbia, Turchia, Georgia, Armenia, Azerbajan, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Russia e poi – infine – in Mongolia con arrivo a Ulaanbaatar nel mese di agosto. Perché se la lingua inglese la conoscono tutti, ormai anche le nuove tecnologie si stanno trasformando in alfabeto comune. Anche se è meglio non illudersi. Chiediamo a Andrea di inviarci le foto di ogni tappa, perché vogliamo raccontare con loro questo viaggio: «Bella idea, ma vi prometto l’invio degli scatti solo dall’Europa. Più in là la connessione non sempre è garantita». Una marcia alla volta, sospensioni permettendo.

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