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Progetti pilota: a ottobre le prime azioni di ImpresAperta

 

milano - incontro in regioneUna nuova Tavola Rotonda delle “Imprese per il territorio”, una proposta di legge per porre un freno alla desertificazione economica in corso nell’area del Luinese e della Valcuvia e la definizione di un progetto per l’avvio di percorsi formativi specifici mirati alle esigenze dei singoli comparti produttivi della provincia di Varese, con il coinvolgimento diretto e attivo delle imprese, dell’associazione ed eventualmente di Regione Lombardia («scuola delle professioni»).

Obiettivi chiari, disponibilità al dialogo e al confronto nella continuità e massima propositività: l’approdo del progetto ImpresAperta in Commissione Attività Produttive del Consiglio Regionale della Lombardia, ultima fase dell’iniziativa condotta da Confartigianato Imprese Varese con il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo, si è rivelato nei fatti un nuovo inizio.

«Un esempio di buona politica e una testimonianza di associazione di proposta anziché di protesta» ha sintetizzato oggi, giovedì 14 settembre, il presidente dell’associazione di viale Milano, Davide Galli, dopo l’audizione in via Fabio Filzi a Milano con il direttore generale Mauro Colombo e i rappresentanti di Tintoria Filati Maino, Bbr Models di Saronno e Ratti Luino Srl. Ovvero le tre imprese protagoniste del viaggio avviato da Confartigianato Varese per facilitare la reciproca conoscenza tra ente regionale e imprese.

OGGI E’ NECESSARIO DARE DI PIU’
«Imprese che, in questi anni e in contesti diversi, hanno sempre garantito un livello occupazionale importante per la provincia di Varese, hanno creduto nel futuro, hanno scommesso sulla crescita e sulla riqualificazione professionale. Imprese alle quali, oggi, è necessario offrire un supporto aggiuntivo» ha spiegato ai membri di commissione il dg Colombo. Di qui, dall’ascolto e dal viaggio di ImpresAperta, la consapevolezza delle urgenze alle quali porre con concretezza rimedio: percorsi formativi specifici e sostegno ad aree di confine particolarmente svantaggiate come quella del Luinese, affaticate dal dumping salariale ticinese e dalla lontananza dalle principali istituzioni scolastiche provinciali.

Una proposta di legge in tal senso – alle cui fondamenta porre un regime fiscale incentivante per i lavoratori che risiedono in Italia e sono occupati in aziende italiane con sede legale entro venti chilometri dal confine – verrà presentata entro le prime settimane di ottobre ai rappresentanti della provincia di Varese in Regione Lombardia e in Parlamento, dopo un ultimo confronto con le imprese protagoniste della Tavola Rotonda “Imprese per il Territorio”.

IMPEGNO BIPARTISAN
«Una proposta che va nella direzione del sostegno ai dipendenti delle nostre imprese, non delle imprese stesse» ha rimarcato Galli, aggiungendo al contempo che, il lavoro in corso sulla scuola dei mestieri, potrebbe rappresentare una sorta di esperimento pilota “da esportazione”.

Dal presidente Cattaneo «la disponibilità al confronto» e, soprattutto, l’apertura a «proposte interessanti per le quali occorre ora mettere in campo strumenti legislativi specifici». Da affidare anche alla stessa Regione Lombardia, affinché possa portarla sul tavolo nazionale.

Da sottolineare l’impegno bipartisan raccolto in Commissione: dalla rappresentante del Movimento Cinque Stelle, Paola Macchi, ai consiglieri regionali democratici Enrico Brambilla e Luca Gaffuri, passando per lo stesso presidente di Commissione, il leghista Pietro Foroni, la collega Donatella Martinazzoli, il forzista Salvatore Carlo Malvezzi, e Daniela Mainini, “Con Ambrosoli Presidente-Patto Civico.

E non è escluso che Confartigianato, nei prossimi mesi, possa tornare in Regione Lombardia.

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