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Giovani e Industria 4.0: nella Legge di Bilancio si ricomincia dalla formazione

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Due sono le parole d’ordine che tengono in piedi la bozza della Legge di Bilancio del Governo approvata dal Consiglio dei Ministri: giovani e Industria 4.0. Ed entrambe si dirigono con determinazione verso la terza parola, che è una promessa per tutti: lavoro.

Incentivi alle assunzioni, credito d’imposta per la formazione che qualifica i lavoratori per affrontare i cambiamenti della rivoluzione industriale, iper e super ammortamento, ricollocazione incentivata durante la Cigs. E tanto altro. Vediamo in sintesi le principali misure:

Assunzione dei giovani under 35
Lo sgravio contributivo per i datori di lavoro sarà del 50% e riguarderà l’assunzione stabile di ragazzi under 35. Dal mese di gennaio 2019 l’agevolazione interesserà i giovani fino a 29 anni. Per chi assumerà studenti in alternanza o apprendisti “duali” lo sgravio salirà al 100%. E questo sarà valido anche per le assunzioni di giovani e disoccupati nel Sud Italia e per gli under 29 Neet. Una postilla fondamentale: l’impresa perderà l’incentivo in caso di licenziamento del giovane o se lo ha licenziato nei sei mesi precedenti nella stessa unità produttiva.

Super e iper ammortamento e Nuova Sabatini
L’aliquota del superammortamento (che agevola l’acquisto di macchine utensili tradizionali) passerà dal 140 al 130% e sarà esteso anche agli investimenti effettuati nel 2018 e fino al 30 giugno 2019 per le consegne (in questo caso, però, si dovrà dimostrare di aver versato un acconto di almeno il 20% entro il 2017). Si conferma l’aliquota del 250% per l’iperammortamento. Lo strumento, che agevola l’acquisto di beni utili alla digitalizzazione delle imprese, varrà per tutto il 2018 con una coda nel 2019. La Nuova Sabatini avrà qualche risorsa in più: 55 milioni per il 2018, 110 milioni dal 2019 e fino al 2022, ancora 55 milioni nel 2023. Il 30% dei fondi andrà ai finanziamenti Industria 4.0.

Credito d’imposta al 50% sulla formazione
Per la qualificazione o riqualificazione dei lavoratori che devono stare al passo con i cambiamenti della rivoluzione industriale, ma non solo. L’agevolazione del 50%, per le attività di formazione, interessa le spese riguardanti il solo costo aziendale del personale dipendente. L’incentivo è riconosciuto fino a un importo massimo annuale di 1 milione di euro per ciascun beneficiario.

Ecobonus e riqualificazione energetica
Il bonus “verde” al 36% è la novità di questa manovra. Il credito d’imposta interesserà le spese, fino a un massimo di 5mila euro, per interventi di ristrutturazione delle aree verdi (o anche per crearne di nuove, compresi i giardini pensili) in case singole e condomini. Confermato, invece, il credito d’imposta al 65% per la riqualificazione energetica (isolamento termico o pannelli solari) delle singole unità immobiliari (per tutto il 2018) e per i condomini (fino al 2021). Per gli infissi e l’installazione di caldaie a condensazione e a biomassa, la detrazione scende al 50%.

Le ristrutturazioni “semplici” e il sisma-bonus
Sono quelle non legate all’efficienza energetica. La detrazione fiscale è pari al 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 96 mila euro. La somma si recupera in 10 rate annuali. Il sisma-bonus, anche questo del 50% per un massimo di 96mila euro, interessa invece quelle spese che puntano alla sicurezza antisismica degli edifici in zone ad alta pericolosità (nelle fasce da 1 a 3 su una scala di 5). La novità è che il bonus si estende, quest’anno, anche alle case popolari.

Cigs e ricollocazione anticipata
Durante il periodo di collocamento in Cigs, il lavoratore potrà seguire un percorso di ricollocazione anticipata. La misura prevede un incentivo all’esodo del detassatore decontribuito e uno sgravio contributivo del 50% per il nuovo datore di lavoro che assume il collaboratore. Il tetto massimo è di 4.030 euro per 12 o 18 mesi: la durata temporale dipende dalla tipologia del contratto, se a termine o a tutele crescenti.

Anticipo pensionistico per le donne
Per accedere all’Ape sociale, alle lavoratrici verrà riconosciuto un bonus di 6 mesi per ogni figlio; il tetto massimo è di 24 mesi. All’Ape potranno ricorrere anche i contrattisti che negli ultimi tre anni, con i requisiti in regola, abbiano cumulato almeno 18 mesi di contratto.

La fattura elettronica
Dovrà essere usata per la fatturazione e registrazione Iva per cessioni di beni e prestazioni di servizi a partire dal 1° gennaio 2019. Dal 1° luglio 2018, invece, la e-fattura dovrà essere utilizzata per le cessioni di benzina o gasolio per motori e per i subappalti. Ci sarà invece una stretta sulle compensazioni con profili di rischio, sottoposte a controllo preventivo per almeno 30 giorni.

Meno risorse ai Ministeri
Arriva una stretta anche alle spese dei ministeri: il taglio sarà di 1 miliardo e 92 milioni di euro. Dal 2018, e per i tre anni successivi, i ministeri dovranno assicurare un taglio alla spesa per un altro miliardo l’anno. Si tratta di riduzioni finanziarie che vengono poste a copertura delle misure previste.

I tagli maggiori interessano il ministero dell’Economia (594 milioni) e il ministero del Lavoro con 224 milioni. Gli altri dicasteri hanno riduzioni comprese tra i 4 e i 47 milioni di euro.

Sostegno agli investimenti degli enti locali
La manovra permette l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione per l’anno 2018 e fino al 2023. Per i comuni che hanno risparmiato sui bilanci si prevede un finanziamento aggiuntivo di 200 milioni di euro. Per chi non ha avanzi, il contributo sarà di 150 milioni per il prossimo anno. Ma arriveranno anche rimborsi per quelle amministrazioni che sono state penalizzate dal passaggio dell’Imu alla Tasi.

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