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Occupazione under 35: il 2018 dà un taglio al cuneo fiscale

Portrait of a group of teenagers posing

Punta sui giovani, e la direzione è quella giusta, la manovra del governo “snella ma efficace” approvata dal Consiglio dei Ministri. E lo fa con un intervento di peso sul cuneo fiscale. Per i datori di lavoro privati, infatti, viene introdotto uno sgravio del 50% per i primi tre anni di contratto, con un tetto annuo di tremila euro, per le assunzioni stabili dei giovani. Per il primo anno la misura interesserà gli under 35, mentre da gennaio 2019 sarà limitata ai giovani fino a 29 anni. Ma c’è di più: per chi assumerà studenti in alternanza o apprendisti “duali” lo sgravio salirà al 100%. E sarà valido anche per le assunzioni al Sud, di giovani e disoccupati, e per gli under 29 Neet. Una postilla fondamentale: l’impresa perderà l’incentivo in caso di licenziamento del giovane o se lo ha fatto nei sei mesi precedenti nella stessa unità produttiva.

Il bonus per le assunzione dei ragazzi è una questa una fra le azioni di maggior interesse contenuta nella manovra e che riapre il capitolo occupazione giovanile. Per altro in salita: il tasso degli under 35 nei primi sette mesi del 2017, secondo dati Confartigianato, è arrivato al 42% con una crescita di 2,1 punti rispetto all’anno precedente. Incoraggiante, vero, ma ancora inferiore alle aspettative: nonostante la ripresa economica (piccola e debole, ma c’è) il tasso di occupazione degli under 35 è sotto di 10,6 punti a quello massimo registrato nel luglio 2007.

Anni in cui la crisi non si era ancora fatta viva. E in un momento in cui l’alternanza scuola-lavoro, se fatta bene, si dimostra una valida occasione per far conoscere, fra loro, impresa e giovani anche l’apprendistato ricopre sempre più un ruolo chiave per la crescita dell’occupazione dei ragazzi.

L’analisi dei dati sui flussi del mercato del lavoro nel settore privato per classi di età evidenzia che nel segmento dei giovani under 30, nei primi sette mesi del 2017, il numero delle nuove assunzioni in apprendistato (160mila) aumenta del 25% rispetto allo stesso periodo del 2016 ed ha quasi eguagliato quello delle assunzioni a tempo indeterminato (167mila, in discesa del 9%). Nel dettaglio per genere, per le donne le assunzioni di apprendisti (67mila) superano quelle a tempo indeterminato (65mila).

L’analisi di questa tendenza mette in luce che al diminuire delle distorsioni date dagli incentivi concentrati sul lavoro a tempo indeterminato, l’apprendistato acquisisce un ruolo paritario per le assunzioni stabili dei giovani lavoratori: nei primi cinque mesi dell’anno, le assunzioni con questo strumento sono aumentate del 27%. Nei primi sette mesi del 2017 il maggiore dinamismo dell’apprendistato lo riscontiamo in Sardegna dove nei primi sette mesi del 2017 le assunzioni di apprendisti salgono del 57,6% rispetto allo stesso periodo del 2016. Seguono il Friuli Venezia Giulia con il 48,9%, la Puglia con il 40,7% e la Lombardia con il 32,6%.

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