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Tra Batman, centauri e benzinai: ecco il tessuto che fa stare al sicuro

foto_umberto_negriUn tessuto così l’avrebbe voluto anche Batman. In attesa che i supereroi se ne accorgano, quello che fa la Argar Technology Srl è indossato da tutti i benzinai italiani e dai collaboratori di Anas (Azienda Nazionale Autonoma Strade) che ha chiesto espressamente tessuti antibatterici (con il trattamento FFRES, che riduce la proliferazione dei batteri mantenendo una straordinaria sensazione di pulizia e di freschezza) e protettivi ai raggi solari / UV.

Tessuti intelligenti
Colorati, indistruttibili, confortevoli: in questi tessuti è bello entrarci. Si modellano al corpo e non ostacolano i movimenti. Verrebbe da dire, tessuti intelligenti. Perché possono essere antistatici, antiabrasivi, ecologici e ignifughi. Di volta in volta, oppure tutte queste cose insieme. E servono per realizzare capi di abbigliamento che rientrano nei Dispositivi di Protezione Individuali (DPI). Alla Argar si studia, si prova, si combinano i fili e poi si lavorano. E da un impegno costante su tutto quello che è “Ricerca e Sviluppo” nasce quello che ha cambiato il mondo dell’impresa tessile: il tessuto tecnico. Sulle esigenze più diverse dei clienti.

Li vuole anche Eni
Umberto Negri, il titolare, tiene a precisarlo: «Qui a Magnago si realizza solo il tessuto; il capo finito che rientra nei DPI si fa altrove». Con una rete di piccole imprese che tingono, tagliano, cuciono e confezionano: il Made in Italy è fatto anche a chilometro zero. E da quando nel 2000, a trentatre anni, Negri ha realizzato il primo tessuto antistatico il mercato lo ha premiato: «L’ultimo capitolato di Eni, che risale a un anno e mezzo fa, chiede espressamente che vengano utilizzati i nostri tessuti». Le pezze del campionario, in questa impresa, sono ovunque ma per capire le proprietà di queste maglie si deve partire dal filo. Anzi, dai fili greggi. Ognuno ha la sua proprietà e il suo brevetto, e provengono da tutto il mondo (Stati Uniti, Giappone, Est Europa) dopo un’attenta selezione.
La magia dei tessuti Argar nasce da come questi fili si possono mettere insieme e da come si sviluppa il lavoro della tessitura. Che deve sempre rispondere a tante domande: come rendere un tessuto ancora più resistente allo scoppio? Come farlo più comodo? Come trovare una soluzione ad un problema di mercato?

Resistenza al lavaggio e prova colore. Ma che non gratti
Si sale in laboratorio, il regno dei test. E qui, dopo il passaggio in tintoria e in tessitura (dove le matasse si consumano alla velocità della luce e ogni macchina ha la sua base di tessuto, sia piquet o jersey), a fare la differenza è una scatoletta iper-tecnologica. Lo spettrofotometro misura il colore del prodotto, ne controlla la precisione in tutte le fasi di produzione e ne registra l’uniformità. Quella che si definisce “impronta digitale” del colore è una garanzia di qualità. Con il controllo della stabilità dimensionale («una delle prime prove richieste dalle certificazioni», interviene Negri) e quello del “pilling”, dell’abrasione. Un tessuto non deve né grattare e né graffiare.
Una macchina di fabbricazione tedesca, con tanti cerchi di metallo corrispondenti, misura il consumo del tessuto per sfregamento: una fra le principali richieste del mercato è una bassa abrasione. Ma anche la resistenza al lavaggio industriale. Ma anche un prodotto realizzato secondo le norme internazionali come la Oeko-tex standard 100 (che garantisce, attraverso una certificazione indipendente, l’innocuità dei materiali per la salute umana) o lo standard GO/RT 3279 richiesto dall’industria ferroviaria del Regno Unito. La Argar le ha entrambe ma non sono le sole, perché può accadere che da questa azienda escano tessuti con ben quattro certificazioni europee.

Comfort, resistenza e il polipropilene che fa miracoli
Grazie al lavoro in laboratorio, in azienda si sperimentano tessuti che oggi rappresentano una fra le soglie di innovazione più alta in Europa. Esportati in Germania, Spagna, Repubblica Ceca, Serbia, Svizzera, Austria, Polonia, Norvegia. Insomma in tutta Europa. Lì arrivano tessuti che sono anche in grado di dissipare le cariche elettrostatiche tramite l’utilizzo di filo contenente fibra antistatica. Ma ci arriva anche quel polipropilene sul quale l’impresa scommette da tempo: è questo il tessuto che migliora le caratteristiche di comfort di indumenti indossati per periodi di tempo prolungati o in condizioni ambientali difficili. Polipropilene sulla pelle (assolutamente atossico, con assorbimento dell’acqua quasi vicino allo zero, evita la sgradevole sensazione di bagnato sulla pelle) e tessuto di cotone a contatto con l’aria. Il tutto per garantire un rapido asciugamento del tessuto e ottime proprietà di gestione dell’umidità e del sudore.
Rosario Sala – conosciuto dal web per i suoi lunghi viaggi in sella al suo centauro a due ruote – ha testato questa maglia partendo da Trento destinazione Hanoi, in Vietnam. I chilometri sono stati 25mila e il capo è stato indossata dallo sportivo per giorni e giorni senza alcun lavaggio. Tra i più diversi agenti atmosferici. Sia Sala che Argar (impresa che compare fra gli sponsor tecnici del motociclista) hanno vinto le loro, rispettive, prove di resistenza.

Chiedete al vostro benzinaio
E finalmente si arriva alla specula. Parola strana, vero? Eppure il passaggio è fondamentale per controllare il proprio lavoro e per garantire al cliente finale un ulteriore servizio. Il tessuto, poggiato su una parete gigantesca e illuminata, viene controllato a vista per cercarne eventuali difettosità come buchi, macchie, problemi di tintura, pelosità. Una volta fatto, si confeziona e si spedisce.  Se volete una conferma, chiedete al vostro benzinaio di fiducia.

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