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Home Kaleydos, la nuova impresa è creativa ma ha un punto fermo: il business plan

Kaleydos, la nuova impresa è creativa ma ha un punto fermo: il business plan

artigianato-10Per alcuni imprenditori, è stato un salto nel buio. Ma hanno imparato a saltare. Con paura, certo, ma in fondo «è quella che ti stimola». A dirlo è Roberta Vanetti, che da neo imprenditrice si sta ancora allenando – il suo atelier, dove si scelgono modelli e tessuti per abiti personalizzati, ha due anni di vita – ma ha già imparato ad evitare gli ostacoli. La sua idea l’ha coltivata per anni: «Per iniziare ho messo su carta tutti i punti sui quali avrei dovuto lavorare. L’unica cosa certa era il progetto: mi sono sempre piaciuti i tessuti e i capi sartoriali, così da lì ho iniziato», dice Roberta. Con uno strumento di cui non si può fare a meno: il business plan. Continua l’imprenditrice: «Sono partita da lì perché è la base: il Business Plan deve essere sempre aggiornato con gli eventuali cambiamenti dettati dalle tue scelte ma soprattutto da come e dove va il mercato. L’obiettivo finale dell’imprenditore, però, non deve cambiare mai».

E anche di Business Plan parleremo martedì 21 novembre a Villa Truffini di Tradate in occasione del seminario “Mettersi in proprio? Con noi l’impresa è possibile” in programma dalle 18.30 nell’ambito del progetto Giovani di Valore.

Eventbrite - Mettersi in proprio? Con noi l'impresa è possibile

La prima difficoltà, Roberta l’ha incontrata quando si è posta come obiettivo l’assoluta qualità dei prodotti: «Ho cercato fra i migliori laboratori artigianali italiani, ho selezionato e scartato. Fin dagli inizi non mi sono mai accontentata». La passione viene per prima; di tutto il resto te ne accorgi dopo: «Stare in negozio, seguire e curare la produzione, gli acquisti, le vendite. Smarcarti dalla burocrazia, tenere in equilibrio quello che ti piace (e vorresti fare) e quello che ti piace un po’ meno ma dà una spinta al fatturato, intercettare i gusti della clientela, cambiare in corsa». Per Roberta, insomma, «si deve sempre provare, capire e chiedere. Anche per quanto riguarda il marketing e la comunicazione. Compresi i social: senza quelli, sei tagliato fuori». E le risorse economiche: «Informare i giovani sui bandi che li possono aiutare a trovare i finanziamenti giusti è fondamentale. Anche perché i bandi non sono semplici e a volte vanno interpretati. Però danno una mano».

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Consolidato il fatto che senza un progetto un’impresa non sta in piedi, per il resto ognuno si deve dare una lista di priorità. E così è stato per la Vanetti: «La scelta della location mi preoccupava. La città di Varese mi è sempre piaciuta perché offre una buona qualità della vita, però risorse economiche per avere qualche vetrina in centro non le ho mai avute. Così ho trovato posto in Vicolo Santa Chiara, proprio dietro Corso Matteotti, in un luogo completamente diverso dagli altri. E senza investimenti iniziali notevoli, a parte quelli sui tessuti».

Come si dice, quando si parte “bisogna starci dentro”. Magari accettando anche qualche compromesso. Con sé stessi e gli altri. Perché «quando inizi i compromessi sono l’ultima cosa, anche per orgoglio. Però poi ti rendi conto che ci sono cose che non riesci a fare per mancanza di risorse economiche o perché fisicamente proprio non ce la fai. Oppure, con il passare del tempo, ti rendi conto che le cose vanno diversamente e allora…Una cosa è certa: compromessi sulle materie prime non ne accetterò mai; magari sulla parte più creativa».

Accettando i rischi e conoscendo sé stessi. «Sono due passi fondamentali per chi vuole diventare imprenditore – interviene ancora Roberta – I rischi ci sono, anche se io tendo a tenerli bassi. D’altronde quando diventi imprenditore la tua vita, e quello che ci gira intorno, cambia. Non hai più il tempo di prima; ne hai uno diverso e lo devi gestire in modo diverso. In pratica, devi investire sulle cose importanti e non farti prendere la mano. Poi devi sapere come sei fatta, perché a prevalere su quello che fai e sul rapporto con gli altri è la tua personalità».

Dopo tanto impegno, vantaggi e soddisfazioni non devono mancare: «Il primo vantaggio è che devi rendere conto solo a te stesso. Per quanto riguarda le soddisfazioni, posso dire che nel mio caso si bilanciano abbastanza bene con le preoccupazioni», conclude l’imprenditrice.gallarate - seminario 4.0 -

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