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Quattro testimonianze e cinque domande per mettere benzina nelle neo imprese


«Se vuoi cambiare lavoro, impara un lavoro». Ivano Pessina, con il figlio Lorenzo, è l’anima della gelateria “La Piramide” a Castellanza. Una start up a tutti gli effetti che, come tutte le nuove attività, ha dovuto affrontare e risolvere problemi, fare piani, cambiarli in corsa. Un rimettersi in gioco, giorno dopo giorno. Perché se hai un progetto è una cosa; se hai una semplice idea, un’altra.

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Nelle parole di Pessina, così come in quelle di Elena Orpelli, Roberta Vanetti e Micaela Toscano, ci sono tutto il sacrificio, la passione, l’impegno e la pianificazione di chi, a un certo punto, ha scelto di trasformare un progetto magari a lungo tenuto nel cassetto, in un progetto di impresa vero e proprio. E, di conseguenza, in una attività imprenditoriale.

Quattro storie diverse, cinque domande dalle quali tutti loro sono partiti per riuscire ad arrivare (bene) a destinazione

La prima: il progetto di impresa tiene conto dei requisiti normativi richiesti? E lo stesso vale per la sede scelta?

Quest’ultima è la domanda che si è posta Elena Orpelli, che da poco più di tre settimane ha aperto Pazzerello, un negozio di abbigliamento, accessori e giochi per bimbi e di abiti premaman con sede in via Turconi 4 a Cantello. Elena ha 36 anni, due bimbe, e una nuova vita: «Facevo la barista, ma non mi sentivo più felice. E, al contempo, desideravo realizzare qualcosa per Cantello, qualcosa che avesse una logica nuova, ancora poco diffusa in Italia ma sdoganata all’estero». Pazzerello, realizzato a immagine e somiglianza di Elena, è nato così: «Ho voluto fare tutto io perché, in questa avventura, mi sono sempre detta che avrei dovuto entrare nel mercato al 100%, neppure un punto in meno». La strada dei sogni, però, di solito non è in discesa, complici burocrazia, incombenze, autorizzazioni, investimenti da fare e conti da far tornare.

Un’altra domanda fondamentale è: sono stati valutati adeguatamente punti di forza e di debolezza del prodotto/servizio nel confronto con il mercato e i competitor?

Prosegue Pessina: «Abbiamo puntato sul food, nello specifico sul gelato, ma con l’idea di superare la stagionalità del prodotto, che può essere fatto in mille modi diversi: è per questo che una start up deve trovare una sua nicchia nella quale muoversi. Per farlo, Lorenzo (il figlio, ndr) sta studiando ancora».

E qui entra in campo il terzo punto di riflessione: è stata avviata un’analisi realistica di costi e ricavi?

Roberta Vanetti, che da neo imprenditrice di Kaleidos, in vicolo Santa Chiara a Varese, la sua idea di autoimprenditorialità l’ha coltivata per anni: Tenendo un punto fermo: il business plan: «Deve essere sempre aggiornato con gli eventuali cambiamenti dettati dalle tue scelte ma soprattutto da come e dove va il mercato. L’obiettivo finale dell’imprenditore, però, non deve cambiare mai».

Che dire, poi, della valutazione di investimenti e relativi fabbisogni finanziari?

Micaela Toscano fa scarpe. Le ha fatte prima a sé stessa e ora le fa agli altri. Su misura. Secondo un artigianato visto e vissuto con spirito giovane. Mettersi in proprio? Micaela lo sa: «Vedi tanti muri: da superare, scavalcare, scalare e abbattere. Poi c’è il muro delle difficoltà, degli investimenti (non solo in denaro), del mettersi alla prova ogni giorno. Ti chiedi sempre: ce la farò?». Alla fine ce la fai, ma con un punto fermo: «C’è stato più studio che impresa», afferma.

L’ultimo elemento da focalizzare con attenzione è relativo agli strumenti finanziari, ai contribuiti e ai bandi funzionali a sostenere l’avvio del progetto di impresa.

Per dare un futuro alle sue bimbe, Elena Orpelli ha pensato anche a questo: «Ho scoperto, grazie a Confartigianato, la Dote Unica Lavoro, erogata da Regione Lombardia per supportare le idee d’impresa». E le è servita.

Il 21 novembre, dalle 18.30, si parlerà di “Mettersi in Proprio” anche in occasione del seminario promosso da Confartigianato Varese e Giovani di Valore a Villa Truffini di Tradate. Ci si potrà confrontare sia con esperti che con nei imprenditori.

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Seminario pubblico gratuito "Mettersi in proprio? Con noi l'impresa è possibile"



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