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Home Da Elvis a Dybala: la bottega di Natale racconta cinquant’anni di stile e di storia

Da Elvis a Dybala: la bottega di Natale racconta cinquant’anni di stile e di storia

natale-turanoVanno bene i ricordi, i cinquant’anni di attività, le mode che passano e ritornano, la “barba disegnata” o le creste punk. Ma per Natale Turano la promessa più bella che ogni giorno rinnova a sé stesso, è una sola: «Finché me la sento, vado avanti». Lo fa per dire ai giovani che il futuro è «nella bottega» e nelle soddisfazioni che dà un lavoro fatto bene: «Da cinquant’anni, dal 6 febbraio 1968, sono sempre qui in via Umberto Maddalena a Sesto Calende. Mi hanno offerto spazi in centro, ma ho sempre rifiutato. Non sono diventato ricco, ma ho vissuto degnamente. Per chi vuole imparare il mestiere di barbiere c’è sempre posto». Allora si parte da qui: «Non bisogna scoraggiarsi, perché qualsiasi lavoro è difficile se lo vuoi fare seriamente».

PROFESSIONE A RISCHIO DI ESTINZIONE 
Per Turano, festeggiato pochi giorni fa dalla città in riva al fiume Ticino, l’anniversario è la giusta occasione per raccontare il bello di una «professione a rischio estinzione che ha due soli segreti: la voglia di imparare e quella di riuscire in quello che si fa».

Non ditelo a questo settantaseienne in splendida forma, che a quattordici anni si è trovato in bottega senza sapere come tenere tra le mani forbici e rasoio: «In una sola giornata sono passato da un datore di lavoro (che non aveva voglia di insegnare) ad un altro (dal quale ho imparato tutto). E che mi ha buttato subito nella mischia dicendomi di tagliare i capelli a un bambino: non sapevo da dove cominciare e ci misi due ore. Dopo poco tempo, però, ero già in grado di fare qualsiasi cosa».

A diciotto anni Natale lascia il piccolo paese di Acri, in provincia di Cosenza, per raggiungere Sesto Calende con un suo amico alla ricerca di lavoro. «Vedrai – mi disse – ti porto in fabbrica», ricorda ancora il barbiere, «ma la fabbrica non faceva per me. Avevo desiderato così tanto imparare quel mestiere, e mi piaceva così tanto, da non volerci rinunciare».

NON SMETTERE MAI DI IMPARARE
Apprendistato, scuola professionale e riqualificazione stanno alla base di un mestiere che cambia con il cambiare della moda. Quindi, cambia sempre e in fretta. Dallo stile lanciato da Elvis Presley ai capelli a spazzola, dalle cotonature degli anni Sessanta alle novità di Dybala e Paul Pogba della Juventus (che fanno impazzire i ragazzini), Natale non ha perso un colpo. Anzi, un taglio. Mantenendo fede a due principi base: la serietà (perché senza quella non si fa niente) e mantenersi in forma nel rispetto del cliente, perché «se sei stanco, se non te la senti, se hai festeggiato per Capodanno ne risente il tuo lavoro. E le esigenze del cliente potrebbero non essere soddisfatte».

GLI ARNESI DI UN TEMPO
La bottega di Turano è rimasta quella di un tempo: in una vetrinetta all’entrata i prodotti e gli arnesi del barbiere di tanti anni fa, alle pareti diplomi e attestati incorniciati, in un angolo un seggiolino a forma di cavalluccio per il taglio ai bambini. Perché in cinquant’anni Natale ha accontentato tutti servendo quella che lui, oggi, definisce «una bella clientela». Che ancora oggi chiede la barba «scolpita a rasoio» (una specialità che dal lontano 1965 ha fatto il successo dell’acconciatore di Sesto Calende) oppure quella a metà, rasata su un solo lato del viso.

Come ci si riesce lo abbiamo già detto, ma Turano non lesina consigli: «L’alternanza scuola-lavoro va anche bene, ma si dovrebbe tornare a quando ero giovane: la mattina si andava a scuola, il pomeriggio in azienda e la sera si facevano i compiti. Per riuscire però non basta questo: se nel proprio lavoro ci vuole tanta passione, nella vita serve un po’ di fortuna».

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