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Home Mettersi in proprio è… non dire mai “non si può fare”

Mettersi in proprio è… non dire mai “non si può fare”

Da due anni e mezzo non hanno una giornata libera. Complice anche la nuova sede dell’impresa, che da Gorla Minore si è spostata a Busto Arsizio: «Qui siamo più centrali rispetto al mondo, ma per avere sempre nuove commesse partiamo da un’altra convinzione: non diciamo mai “non si può fare”», sostengono Silvia Rimoldi e Corrado Caldiroli.
Proseguono le nostre storie di chi ha deciso di diventare imprenditore o di chi imprenditore lo era già e ha deciso di rimettersi in gioco. A proposito, il prossimo appuntamento di “Mettersi in proprio”, gli eventi organizzati da Confartigianato Imprese Varese per il progetto “Giovani di valore” sostenuto da Fondazione Cariplo, è fissato per martedì 27 febbraio, dalle ore 18.30, nella sala consiliare del Comune di Malnate. Le iscrizioni sono già tante, ma aspettiamo anche la vostra.

LUSSO, MA NON SOLO
La Creazioni Tessili Smc è nata nel 2015 dall’esperienza di due imprenditori che nel settore tessile hanno sempre lavorato: Corrado è specializzato in borse, mentre Silvia nell’abbigliamento. E puntano tutto, o quasi, sui prodotti di lusso firmati dai grandi marchi della moda mondiale. E può accadere, come è già accaduto, che qualche borsa preparata dalla Smc si guadagni la copertina di Style: «Il nostro nome non compare mai – dicono i due imprenditori – però ti rendi conto che quello che hai fatto è apprezzato ovunque». Qui però si fa anche altro: biancheria per la casa, pantofole, cestini portapane in cotone per alberghi e ristoranti. Quei prodotti che, dice Corrado, «sono di basso costo ma servono». Trasportini e cucce per i cani sono un discorso a parte: «E’ difficile immaginare quanto si possa spendere per il proprio fido».

CI SIAMO (RI)MESSI IN PROPRIO
Insomma si lavora, ma non è sempre stato così. Silvia e Corrado lo sanno bene perché entrambi arrivano da esperienze imprenditoriali che, per motivi familiari, sono finite. Allora la stanchezza prese il sopravvento: «Reinventarsi all’età di cinquant’anni non è facile, così tutti e due ci siamo messi alla ricerca di lavori da dipendente: Silvia ha ricevuto due sole risposte (una remunerata a voucher); io una sola proposta per tagliatore a strappo. Dopo trent’anni di esperienza anche nella gestione del magazzino, sono rimasto deluso. Ci siamo convinti che quello che sappiamo fare forse non serve a nessuno perché a cinquant’anni sei fuori mercato. Ci vuole coraggio, un po’ di fortuna e devi scegliere: mettersi in proprio è una valida alternativa». Così hanno fatto i due imprenditori: «Tre anni fa ci abbiamo fatto un pensierino e poi ci siamo buttati. D’altronde abbiamo le conoscenze e le professionalità per poterlo fare; ai sacrifici siamo abituati. A volte entriamo in laboratorio alle sette del mattino e, in fase di campionario, magari ne usciamo alle ventitre. L’importante è mantenere un controllo qualità di alto livello ed essere seri in quello che si fa».

FACCIAMO QUELLO CHE CI PIACE
Ma non è tutto, e prontamente interviene Corrado: «Lavoriamo con imprese piccole e medie che, a loro volta, servono i nomi della moda. Poi abbiamo trovato i clienti giusti che hanno voglia di collaborate con noi, ma da parte tua devi essere sempre disponibile». I vantaggi? «Lavoro assicurato per tutto l’anno, perché le tirature dei prodotti di lusso sono limitate e non tutti gli stessi prodotti sono presenti in ogni negozio di quel marchio». Poi ci sono le soddisfazioni: «Fa piacere ricevere i complimenti da uno stilista che decide una linea di abbigliamento a livello mondiale. Inoltre i disegni non sempre sono imposti dalla casa madre: a volte li creiamo noi e allora è ancora più bello. La soddisfazione sta in quello che riesci a fare, perché sei tu a dover dare al cliente la soluzione al problema. Allora ti ingegni, passi al setaccio le finiture più adatte, motivi la tua scelta e spieghi perché quel materiale è meglio di altro». Però, prima di tutto ci vuole l’impegno: «E’ quello di differenziare il più possibile la produzione perché bisogna sempre tenere le porte aperte. In questo rientra anche il nostro piccolo e-commerce e il sogno di lanciare prodotti con un nostro brand. Ma per questo c’è ancora tempo. Ora quello che conta è fare il lavoro che ci piace».

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