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Home Salasso da 35 euro nella bolletta elettrica? Una bufala. Ma il rischio rincari mobilita le Pmi

Salasso da 35 euro nella bolletta elettrica? Una bufala. Ma il rischio rincari mobilita le Pmi

 

energiaLa “bufala”, perché di questo si tratta, circola da giorni tra social e WhatsApp. E più o meno, recita così: “Nel mese di aprile la bolletta elettrica subirà un rincaro di 30-35 euro per coprire i milioni di euro accumulati dai morosi”. Segue invito a non versare il dovuto in attesa di una presunta pronuncia del Tar.

Niente di vero (o quasi): trattasi, infatti, di una delle “fake news” dalle quali tenersi alla larga per non ritrovarsi – questo sì – morosi e senza luce. A far chiarezza sulla questione sono intervenuti in queste ore Confartigianato Imprese e Cenpi (Confartigianato Energia per le Imprese), il consorzio che – operando come gruppo d’acquisto – ha l’obiettivo di individuare i migliori fornitori di energia elettrica e gas e di ridurre il costo finale in capo ai clienti.

A beneficio di chiarezza, occorre dire che la bufala della super bolletta di aprile nasce da una cattiva interpretazione della delibera 50/2018 dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera). Delibera, peraltro, che fino al 26 febbraio resterà in visione da parte delle associazioni dei consumatori e che, dopo aver incassato i relativi pareri, dovrà ottenere l’eventuale via libera definitivo da parte dell’Authority prima di entrare in vigore. I tempi? Difficile prevederli.

MOROSITA’ DEI FORNITORI
Seconda precisazione: con la delibera finita nel tritacarne delle fake news, l’Autorità per l’Energia non intende far pagare a cittadini e imprese oneste il debito lasciato da cittadini e imprese “morose”, ma punta a inserire nelle bollette il conto del mancato versamento degli oneri di sistema allo Stato da parte delle società che vendono energia elettrica agli utenti finali.

Un beffa certo non gradita, il cui eventuale “peso” sulle bollette degli onesti pagatori risulterebbe tuttavia inferiore rispetto al carico da novanta paventato dalla “bufala delle super bollette”. L’uso del condizionale, in questa fase, è d’obbligo per due motivi. Il primo: la delibera non è ancora in vigore e gli eventuali importi in capo a imprese e cittadini non sono noti; il secondo: sono in molti, a cominciare da Confartigianato, a premere affinché la delibera rimanga lettera morta.

SCELTA INIQUA CHE DERESPONSABILIZZA E FRENA LA CRESCITA
«È inaccettabile la decisione di far pagare ai consumatori in regola gli oneri di sistema non riscossi dai clienti morosi. Si tratta di una scelta iniqua, che deresponsabilizza l’intera filiera energetica e danneggia le dinamiche concorrenziali del mercato» si legge nella nota con la quale l’associazione giudica peraltro «incomprensibili le ragioni dell’Autorità», alla quale chiede di «ritirare la consultazione e di convocare al più presto tutti gli operatori del mercato dell’energia».

NON SI FACCIA CASSA CON LE PICCOLE IMPRESE
Anche perché si finirebbe col sommare rincari a rincari. Non va dimenticato, infatti, che il 21 dicembre scorso, un decreto del Mise ha introdotto «agevolazioni destinate a ridurre il differenziale di prezzo dell’energia elettrica pagato dalle imprese più esposte alla concorrenza estera, introducendo anche in Italia nuove misure per l’allineamento dei costi per la fornitura di energia elettrica delle imprese italiane ai livelli degli altri competitor europei». Detto in parole semplici, dal primo gennaio l’importo degli sgravi concessi alle circa tremila grosse imprese energivore, circa 1,7 miliardi di euro, è finito nelle bollette di famiglie e Pmi.

«Seppure le cifre non siano quelle diffuse nelle ultime settimane – aggiunge Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varesenon possiamo accettare un ulteriore ostacolo alla ancora timida ripresa delle piccole e medie imprese, già messe sufficientemente sotto pressione da fisco, burocrazia e rincari».

No, dunque, a «balzelli che trasformano le bollette delle piccole imprese in strumenti per “fare cassa” e compensare inefficienze in attività di legislazione, regolazione e controllo» conclude la nota di Confartigianato.

FOCUS: COSA DICE LA DELIBERA
Tutti i consumatori sono obbligati a versare, attraverso la bolletta elettrica, i cosiddetti oneri di sistema. Tali oneri vengono pagati ai fornitori che, a loro volta, li restituiscono ai distributori che – per conto dell’utente finale – hanno provveduto a versarli alle società statali che ne sono destinatarie.

Se un fornitore diventa insolvente (benché abbia incassato le bollette dai propri clienti), i distributori – ovvero i gestori della rete – rimangono esposti a crediti che diventano irrecuperabili. La delibera punta a introdurre un meccanismo finalizzato a restituire ai distributori locali gli eventuali oneri di sistema (e solo quelli) versati alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali e al Gestore Servizi Energetici ma non incassati dai fornitori insolventi.

Al momento le bollette non sono influenzate dagli effetti della delibera, così come non è stata resa nota una stima degli importi (di sicuro nettamente inferiori ai 30-35 paventati dalla bufala delle maxi bollette).

Per ulteriori informazioni 

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