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Se siete affamati e curiosi, mettetevi in proprio

Willin Marini ha 39 anni e lavora da quando ne aveva sedici; Agostino Africano ne ha trentasette e in azienda ci sta da ventitre. Da poco più di un mese sono passati dall’essere dipendenti a inventarsi un futuro da imprenditori. Perché? «Ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: lavoriamo dalla mattina alla sera, passano i giorni, ci sappiamo fare.

La domanda, forse retorica per chi è giovane e ha esperienza da vendere, è arrivata subito: ti immagini se lavorassimo solo per noi?». Tradotto: mettiamoci in proprio. Al tema è dedicato l’incontro del 15 marzo, dalle ore 18.30, nella sala consiliare del Comune di Bisuschio organizzato da Confartigianato Imprese Varese nell’ambito del progetto “Giovani di Valore”. ISCRIZIONI QUI

SIAMO AFFAMATI E VOGLIAMO CRESCERE
Lì per lì ci si prova, però per fare il salto serve una motivazione sufficientemente forte che non convinca solo i diretti interessati ma anche la famiglia. Di motivi, Willin e Agostino, ne avevano due: «Come dipendenti non c’erano più prospettive e noi, invece, avremmo voluto una crescita professionale e anche economica. Perché sapevamo di poter dare di più. Poi siamo sempre “affamati” di novità e di lavoro, perché quando entri in officina da giovanissimo sai quanto pesano le fatiche e i sacrifici. Solo se hai “fame” riesci a migliorare quello che fai».
Africano ha due figli e Marini diventerà presto padre, ma la scelta di essere a capo de “La nuova carpenteria” non li spaventa. Anzi, «diventare imprenditori ci ha offerto stimoli nuovi, siamo più motivati, ci mettiamo in gioco. Perché ora dipende tutto da noi. Se prima alle 17.05 te ne andavi a casa, ora ti fermi fino a quando il pezzo è pronto per essere consegnato. Ma è questo il bello: nelle tue mani non c’è solo il lavoro fisico, intendo quello sulla lamiera, ma anche l’organizzazione, la pianificazione, il contatto con i clienti e i fornitori, andare da loro di persona e puntare ad un servizio migliore».

LE MOGLI: «PROVATECI»
D’accordo, ma le mogli cosa hanno detto? «Mio suocero – dice Willin – era imprenditore e il cognato ha un’azienda, quindi ci intendiamo». Gli fa eco Agostino: «Mia moglie mi ha detto una sola cosa: stai sereno e provaci. L’importante è che tu sia sicuro della scelta così come è importante la tua felicità». Il nome dato alla loro azienda, “La nuova carpenteria”, non è nato lanciando i dadi. E il concetto che fa la differenza è proprio quel “servizio migliore”. Lo dice Marini: «Ci sarebbe piaciuto “New carpentry”, ma poi ci siamo messi a ridere. Ci siamo detti: aspetta un attimo, siamo in Italia. Allora abbiamo tradotto ma cercando di uscire dall’idea tradizionale della carpenteria. Ci distinguiamo dai nostri concorrenti andando direttamente nelle aziende per confrontarci su ciò che vogliono, soprattutto se si tratta di lavorazioni particolari. D’altronde con la lamiera si può fare di tutto, quindi noi facciamo di tutto: progettiamo, lavoriamo e costruiamo».

SERVIZIO SU MISURA
Questo fatto del servizio su misura, e completo, è sempre stato un loro obiettivo perché i due, insieme, sono in grado di passare dal disegno allo sviluppo del pezzo (come realizzarlo) alla sua programmazione sulla macchina fino all’assemblaggio e alla rifinitura. Ognuno è specializzato in quello che sa fare. Con piglio organizzativo, calma e testa Willin e Agostino sono «fiduciosi e ambiziosi – dicono. Se non fai niente non ottieni niente, e aprire una nostra attività ha aumentato le responsabilità ma anche il gusto della sfida: vedremo se saremo all’altezza».

IL LAVORO TE LO PORTI A CASA, MA NON PESA
A Cassano Magnago hanno trovato un capannone adatto dove trattano qualsiasi materiale con la voglia di imparare ogni giorno: «Il nostro core business è legato alla carpenteria leggera, ma passiamo senza problemi anche a quella media perché l’aggiornamento professionale e la riqualificazione servono proprio a questo. Ad accettare anche lavori che prima non avresti mai fatto».
Paure, perplessità e insicurezze fanno parte del bagaglio di chi decide di mettersi in proprio, ma Agostino e Willin non mostrano alcuna preoccupazione. A dire il vero, «da quando abbiamo iniziato con la nostra attività non avvertiamo alcun peso, anche se a volte il lavoro te lo porti anche a casa. Ma questo fa parte del gioco». Un consiglio ai giovani che stanno pensando ad un’attività in proprio? Marini e Africano sono pratici, come tutti gli imprenditori: «Tutto ruota intorno a due parole: impegno e sacrificio. Il resto viene dopo».

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