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Home Alexia, dallo shopping al tornio per amor di meccanica

Alexia, dallo shopping al tornio per amor di meccanica


Chi in ufficio e chi in negozio, ma mai in officina. Per chi in tasca ha un titolo da “addetta alle vendite”, la scelta sembra essere naturale. Alexia Begossi, invece, ha scelto diversamente: lasciato il corso ha messo un po’ di pepe tra i banchi dell’Enaip di Varese: «Dopo poco mi sono accorta che come addetta alle vendite proprio non mi ci vedevo, così io e una mia amica ci siamo iscritte a “operatore macchine utensili”». Per intenderci: torni, fresatrici, macchinari a erosione. In una parola: meccanica. Convincere compagni e professori del cambio improvviso non è stato facile: «A scuola erano tutti scettici, ma poi si sono dovuti ricredere», dice orgogliosa Alexia. Che a diciassette anni, accompagnata dal padre Riccardo, ha bussato alle porte della Min-tor G.s.v. Srl di Besozzo. E la prima cosa che ha detto a Tiziano Stella, a capo dell’azienda insieme a Gianluca Ghiringhelli e Davide Vanoli, è stata questa: «Voglio lavorare e imparare».

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NON LO STIPENDIO, MA LA VOGLIA DI IMPARARE
Subito un punto a suo favore: «Mi ha colpito in modo positivo il fatto che non abbia messo al primo posto lo stipendio, così come fa la maggior parte dei ragazzi oggi. Prima bisogna dimostrare di voler apprendere e di saper fare qualcosa, poi si parla del “quanto”», dice Stella. E così è stato: la curiosità di Alexia, il suo interesse e la sua passione hanno fatto breccia.

Oggi, compiuti da poco i diciotto anni, la giovane sta terminando il sui periodo di prova ed è felicissima: «Ogni giorno ho una piccola soddisfazione, perché ho un obiettivo da raggiungere e cerco di arrivarci nel migliore dei modi. Poi non faccio mai la stessa cosa, riesco a concentrarmi sui miei compiti e sono soddisfatta». Il primo giorno in azienda? «Sono molto timida, lo riconosco, ma il primo giorno è stato bello anche se avevo tanta paura – prosegue Alexia. A dire il vero, di paura ne ho ogni giorno ma i colleghi mi considerano come una figlia».

L’UNICA DONNA, LA PIU’ COCCOLATA
In officina è l’unica donna tra uomini «e diciamo che la coccolano un po’ tutti. Inoltre ammetto che sentire profumo di donna nel reparto produzione, un po’ mi disorienta», sottolinea Tiziano. Alexia è cresciuta tra chiavi inglesi, motori, spinterogeni, bulloni e marmitte. Il papà ha sempre avuto un’officina di riparazioni auto e per lei è stato facile entrare in confidenza con la meccanica: «Anche se – interviene – mettere mano sulle automobili non mi ha mai ispirato tanto quanto lavorare al tornio: è il sogno della mia vita». Di sogni ne aveva anche papà Riccardo, ma qui Alexia pensa di aver fatto la sua parte: «E’ così: mio padre ha sempre voluto un figlio maschio, e invece si è ritrovato cinque femmine. Diciamo che io ho compensato affezionandomi ad un lavoro che, ancora oggi, è considerato per soli uomini». Ma c’è un altro sogno che potrebbe essere realizzato grazie al lavoro alla Min-tor: «Risparmierò il più possibile perché da mamma ho preso l’amore per le moto, e non nascondo che prima o poi me ne comprerò una. Una Yamaha R1 600, anche se ce ne sono così tante che sono indecisa». In famiglia nessuno l’ha ostacolata nella sua scelta: il papà è contentissimo e la mamma le ha semplicemente detto “se fai quello che ti senti, io sono felice”.

Alexia è felice: nell’azienda di Besozzo non smette mai di imparare, passa da una macchina all’altra, apprende i segreti del mestiere e la vedi muoversi sicura affiancando i colleghi che, nella miglior tradizione della piccola impresa, la guidano e la rassicurano.

LA MISSIONE DELL’IMPRENDITORE: FAR SPAZIO AI GIOVANI
D’altronde, come ricorda Stella, la vocazione imprenditoriale comprende anche la «missione di dare spazio ai giovani. Lo studio è importante (abbiamo avuto ragazzi in stage che si sono fatti un po’ di esperienza per capire come si sta nel mondo del lavoro e poi si sono iscritti all’università), ma è altrettanto importante entrare in azienda con la mentalità giusta: non credersi mai capace perché il lavoro lo si impara qui. Da parte nostra incontriamo tanti giovani e cerchiamo sempre di capire se c’è terreno fertile nel quale far crescere una professionalità».

Alexia ha convinto la Min-tor anche su questo fronte: la disponibilità ad ascoltare, ad impegnarsi, a capire che il mondo del lavoro è fatto di preparazione e consapevolezza. Tutto questo lo acquisisci nel tempo, ma se la voglia non manca – questa giovane ne ha da vendere – uno spazio lo si può trovare, per poi tenerselo stretto.

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