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Privacy: «Improvvisare non aiuta». Lo dicono le imprese

foto_saronno_privacy_1Preoccupate non tanto, anche se qualche pensierino – dopo il convegno organizzato giovedì 29 marzo, allo Starhotel di Saronno, da Confartigianato Imprese Varese – le imprese se lo sono portate a casa.

TUTTI ATTENTI: IL CASO FACEBOOK INSEGNA
Capitolo privacy: sotto i riflettori il nuovo Regolamento europeo 679/2016 in materia di protezione dei dati personali. Lorena Basello, della Stilplast Snc, non ha perso una sola battuta dell’avvocato Giuseppe Vaciago su quello che le imprese devono e non devono fare: «In passato, ci dice l’imprenditrice, ci hanno rubato tutti gli strumenti informatici: da allora qualche timore c’è, e anche se non è semplice essere sempre in regola ormai anche le imprese sanno che ci sono cose sulle quali non si può derogare. Facebook ha fatto alzare le antenne un po’ a tutti, ma da domani non cambierà niente: si parla di adempimenti, quindi bisogna allinearsi».

L’AVVOCATO ALLE IMPRESE: «IMPROVVISARE NON AIUTA»
Lo dice il nuovo Regolamento europeo e lo dicono anche le imprese, che al convegno di ieri non si sono fatte trovare (del tutto) impreparate. Anzi, tra i settanta presenti anche alcuni che hanno già nominato un responsabile per il trattamento dei dati. Però, anche per loro, quello che hanno fatto non basta: c’è il Registro dei trattamenti, la persona autorizzata a trattare i dati in azienda, la valutazione del rischio. L’avvocato Vaciago lo sottolinea più volte: «Il Regolamento c’è e va seguito con tutte le valutazioni del caso. Però prestate attenzione a questo: improvvisare non aiuta, perché per compilare quello che è richiesto dal Regolamento ci vogliono competenze che, da soli, non si hanno. Poi ricordate che le sanzioni sono particolarmente pesanti». La Vieffe lo sa bene: «Siamo rimasti alla vecchia normativa. Come dire: fermi al palo. Il convegno è stato una vera doccia fredda, e proprio per questo è servito: non riuscivo a quantificare l’impatto del Regolamento sull’attività, e sui conti, della mia azienda. E’ impegnativo, non c’è che dire, ma da domani bisogna mettersi sotto: ci sono tante cose da fare, e mi sembra di aver colto che sono quasi tutte importanti. Partiamo dai preliminari e poi andiamo avanti». E i preliminari stanno in una domanda: come mettiamo in sicurezza i dati?

PRIVACY: PER LE IMPRESE UN SERVIZIO SU MISURA
E’ ancora l’avvocato a ricordare che tutto gira intorno «al principio di accountability: i titolari del trattamento dei dati devono essere responsabilizzati. Quindi devono dimostrare di adottare approcci e politiche privacy adeguati e in conformità con il Regolamento. E misure che tengano conto costantemente del rischio che un determinato trattamento di dati personali può comportare per i diritti e le libertà degli interessati». E’ qui che entra in gioco il servizio di Confartigianato Imprese Varese illustrato da Dorina Zanetti dell’AreaImpresa dell’associazione varesina: semplice, diretto, su misura e modulabile. Un’analisi preliminare gratuita, inserita in un percorso personalizzato, aiuta gli imprenditori a gestire al meglio tutti gli aspetti della nuova normativa. Con la possibilità di essere assistiti da remoto o con affiancamento fisico in azienda. Il servizio è composto da: una fase di consulenza, la formazione per i titolari e quella per il personale dipendente, un check up videosorveglianza e un check up informatico.

ANCHE LA MAIL E’ UN DATO SENSIBILE
La parola ancora alle imprese. Erika Mascheroni, della Nuova Tecnostampa: «Ho sempre delegato tutti questi aspetti privacy alla mia consulente; ora lo spettro si fa più ampio. Ammetto di non essere aggiornata, e meno male che oggi mi hanno ricordato che la mail è un dato sensibile…Quello che mi piace di questo Regolamento, è che porta le imprese a fare un passo in più per tenersi stretti i loro clienti». E per farlo, interviene anche la ISO/IEC 27001 che – sottolinea Maurizio Genna di Bureau Veritas – «descrive i requisiti chiave per implementare un efficace sistema di gestione per la sicurezza delle informazioni. Un aiuto prezioso per garantire proprio la conformità al Regolamento europeo». Partendo da una percentuale: la prima causa di perdita dei dati, nel 49% dei casi, è dovuta al furto dei propri portatili.
Anche se Facebook…Ci risiamo, ed è Vincenzo Todero della M C Computer di Gerenzano a rimarcare l’effettiva importanza del Regolamento sulla vita delle imprese. «Io lavoro nel campo dell’informatica – commenta l’imprenditore – quindi mi sono mosso in anticipo sui tempi. Vero, una certa preoccupazione c’è anche perché il caso Facebook ha dimostrato quanto non si possa stare tranquilli. Da parte delle imprese ci dovrà essere un’attenzione piuttosto alta e un impegno maggiore in tutto quello che fanno ogni giorno, ma con la guida giusta si farà prima».

 Per tutte le informazioni, rivolgersi ai nostri consulenti presenti nelle sedi territoriali di Varese, Gallarate, Busto Arsizio, Saronno, Luino e Tradate.

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