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Cambia il lavoro e la sicurezza diventa “una nuova sfida per tutti”

varese - dottor duccio calderini ats varese«Meno infortuni sul lavoro, ma non solo: con Industria 4.0 e il lavoro che cambia, ci sono nuovi equilibri da cercare anche sul fronte della sicurezza». Parola di Duccio Calderini, direttore del servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (Psal) Ats Insubria di Varese, che commenta con noi i dati 2017 dell’osservatorio di Confartigianato Varese.

Si rileva una riduzione degli infortuni sul lavoro dai 187 del 2016 ai 166 del 2017, anche se a fronte di un maggior numero di giorni di malattia conteggiati (da 5203 a 5654). Sono numeri che confermano i trend provinciali?
Confermo. In Provincia di Varese, nel 2017 il numero di infortuni segnalati all’Inail è stato leggermente minore di quello del 2016. Ma è meglio ragionare su “infortuni riconosciuti in occasione di lavoro” (non tutti gli infortuni denunciati sono riconosciuti e non tutti avvengono in occasione di lavoro) e, soprattutto, per fare confronti, bisognerebbe disporre della massa di lavoratori esposti a rischio (n° occupati; ore lavorate) che per il 2017 non è ancora disponibile: secondo la Camera di Commercio di Varese la nati-mortalità delle imprese nel periodo gennaio 2017 – settembre 2017 ha avuto, in provincia, saldo positivo (+ 170) e si registra un andamento in evidente riduzione della Cassa Integrazione Guadagni (ordinaria + straordinaria + in deroga).

In un’intervista di un anno fa diceva che negli ultimi vent’anni gli infortuni sul lavoro sono calati del 40-50%. Dobbiamo aspettarci che sia un trend che prosegue?
Tra il 2008 e il 2016 gli “infortuni riconosciuti in occasione di lavoro” sono diminuiti di circa il 40%; tra il 2008 e il 2014 il calo è stato molto sensibile, ma dopo il 2014 il calo è stato meno evidente, come sempre accade nei periodi di ripresa economica, che è in progressivo crescendo. Anche in questo caso non disponendo ancora del denominatore per il 2017, non è possibile calcolare il “tasso infortunistico” (n° infortuni/n° lavoratori esposti) molto utile per questo tipo di confronti.

Quanto può aver pesato la crisi dell’ultimo decennio sul calo degli infortuni sul lavoro? E quanto invece l’innovazione tecnologica?
In periodi di crisi si lavora meno, ci sono meno lavoratori esposti, conseguentemente gli infortuni calano in numero assoluto. Quando la congiuntura economica migliora, gli infortuni possono tornare a salire in numero assoluto. Per avere un’idea del reale andamento occorre utilizzare i “tassi infortunistici”. L’innovazione tecnologica è certamente uno dei fattori che può modificare l’esposizione a rischio di infortunio: occorre chiedersi quali andamenti subiscano i tassi nell’ambito dell’industria 4.0, con l’introduzione massiccia di lavori svolti da “robot” e interi cicli controllati da sofisticati sistemi computerizzati

Cambierà qualcosa sul fronte della sicurezza sul lavoro?
Il conseguente probabile spostamento di problemi tradizionalmente affrontati via “hardware” a problemi da affrontare via “software”. Sia per le aziende che dovranno adattarsi, che per noi che dobbiamo controllare: una sfida per tutti.

È una delle tante sfide del lavoro che cambia?
Aumenta il lavoro isolato, ad esempio. Penso a chi si trova a lavorare senza contatto con persone più esperte e a prendere decisioni importanti per il lavoro e per la sicurezza: è un problema. Anche se può essere controllato e può comunicare più facilmente grazie alle nuove tecnologie. Vantaggi da una parte, potenziali svantaggi dall’altra: nuovi equilibri da cercare.

Nel 2016 l’Ats svolse controlli sul 5% delle imprese attive in provincia di Varese. Qual è il dato 2017?
Nel 2017 la sede di Varese del Dipartimento di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro di ATS Insubria ha effettuato più di 5000 controlli complessivi in materia di Sicurezza e Salute sul Lavoro: poco più di 1900 aziende, che corrispondono al 5% delle imprese con più di 1 dipendente attive sul territorio di pertinenza, sono state controllate almeno una volta. Questo valore del 5% è il Livello Essenziale di Assistenza che il SSN deve garantire.

Pensa che anche la sicurezza sul lavoro sia un fattore di competitività per un’azienda (meno infortuni, meno costi imprevisti)?
Fra i tanti elementi coinvolti, certamente anche quelli pertinenti la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro e la prevenzione sono fattori di competitività per le aziende: forse più costi a breve termine ma certamente meno costi a medio e lungo termine, più facile accesso a incentivi (es. OT24 INAIL, ecc.), immagine migliore verso i clienti, i partners, gli stakeholders, ecc.

Investimenti in sicurezza sul lavoro: ad un piccolo imprenditore consiglierebbe di più investire in tecnologia o in corsi di aggiornamento per il proprio personale?
Probabilmente è necessario un mix delle due cose, innovazione tecnologica e formazione non possono infatti procedere disgiunte. Un imprenditore, piccolo o grande che sia, se dispone di un serio Documento di Valutazione dei Rischi ha molti elementi utili che contribuiscono alle decisioni sulle priorità degli investimenti e verso quale direzione sviluppare l’azienda. (3. continua)

LA NOSTRA INCHIESTA

  1. SICUREZZA SUL LAVORO – TUTTI I NUMERI DELLA SICUREZZA
  2. INVESTIRE IN SICUREZZA E’ INVESTIRE SULLA PERSONA. OGNI GIORNO 
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