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Contratto Meccanica e installazione di impianti: flessibilità oraria e organizzativa le principali novità

ccnl-meccanica«Al di là dell’accordo economico che possiamo considerare di soddisfazione per le imprese, siamo soddisfatti per aver introdotto ulteriori elementi di flessibilità e per aver finalmente trovato il giusto riconoscimento per la figura del meccatronico per il settore dell’autoripararazione». Così l’imprenditore cassanese Paolo Rolandi, presidente di Confartigianato Meccanica, nel giorno della firma dell’accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dell’area Meccanica. 

Il contratto si applica alle imprese artigiane dei settori metalmeccanica e installazione di impianti, autoriparazione, orafi, argentieri ed affini, odontotecnici.

L’accordo introduce molte novità per quanto riguarda il mercato del lavoro, la flessibilità oraria e la flessibilità organizzativa. Tra queste si amplia la possibilità di assumere lavoratori con contratto a tempo determinato e si prevede l’adeguamento della disciplina al Decreto Legislativo 81/2015 (la nuova disciplina sui contratti di lavoro e le mansioni prevista dal Jobs Act), in particolare per quanto riguarda la normativa dell’apprendistato professionalizzante. Inoltre si introduce un nuovo regime di flessibilità oraria che non stabilisce un monte orario massimo annuale. Vengono anche aggiornate le ipotesi di licenziamento per mancanze, viene esclusa l’applicazione del lavoro straordinario ai lavoratori con funzioni direttive (quadri e impiegati con funzioni direttive) e viene introdotto il riconoscimento di una specifica indennità.

Dal punto di vista retributivo, l’intesa siglata prevede un aumento salariale a regime di 42 euro per il livello 5° Settore Metalmeccanica ed Installazione di Impianti, di 42 euro per il Livello 5° Settore Orafi, Argentieri ed Affini e di 41,50 euro per il Livello 4° Settore Odontotecnica.

Continua Rolandi: «E’ stato un negoziato impegnativo che si è concluso dopo una lunga fase di stallo. Ed è importante aver escluso l’eventualità che nel paventato “contratto di cantiere” vengano ricompresi anche i lavoratori del comparto metalmeccanico, in particolare quelli del settore dell’impiantistica».

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