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Come tagliare i sette sprechi dell’azienda e diventare davvero un’Impresa 4.0

shutterstock_149483966Sono sette, ci si può lavorare su a costi irrisori e una volta eliminati l’impresa si ritroverà con basi molto più solide sulle quali innestare un processo di digitalizzazione efficace e performante. Parliamo dei muda, ovvero delle attività prive di valore aggiunto che pesano sulle aziende in termini negativi.

Muda significa spreco in giapponese. E non è un caso che sia il Giappone ad aver esportato le fondamenta della cosiddetta “lean production” – produzione snella – termine con il quale gli studiosi Womack e Jones hanno passato al microscopio il sistema di produzione di Toyota, la casa automobilistica giapponese che sulla produzione snella, la riduzione degli sprechi, il conseguente risparmio dei costi e l’incremento della qualità ha costruito un successo planetario.

LA TOYOTA PRIMA DEL GRANDE BOOM
Partendo, per la verità, dal piccolo e da una necessità: trasformarsi da piccola impresa con poche risorse in azienda competitiva grazie ad un’ottimizzazione delle risorse, e al taglio degli sprechi. Il sistema Toyota risale, infatti, al periodo compreso tra la fine degli anni Quaranta e la metà degli anni Settanta quando l’azienda giapponese (come buona parte delle aziende connazionali) navigava in acque tutt’altro che calme.

Da necessità a virtù, il metodo s’è trasformato in pochi anni nel precursore della cosiddetta “lean production”. Di come “tagliare i costi della produzione” e di “lean production all’epoca di Industria 4.0” si parlerà anche in occasione del seminario tecnico promosso nella sede di Faberlab a Tradate (viale Europa, 4A) per avvicinare le piccole e medie imprese industriali e artigiane a quella combinazione vincente di fattori sui quali costruire un forma di digitalizzazione effettivamente performante.

L’appuntamento è per martedì 12 giugno dalle 18 alle 20 con Angelo Morlacchi (ingegnere esperto di lean production) e Davide Baldi (responsabile Faberlab) che tratteranno rispettivamente i temi “Lean production e Industria 4.0” e “Lean production, metodologie e opportunità di risparmio”.

tradate - intervista di tecniche nuove al faberlab«Il punto di partenza – spiega lo stesso Baldi – sono i muda, ovvero gli sprechi che non portano effettivo valore aggiunto all’azienda. Agendo su questi muda si arriverà ad una produzione snella sulla quale innestare i principi di fondo di Industria 4.0». Sovrapproduzione, tempo, scorte, trasporti, movimenti, difetti e processi: i sette pilastri dello spreco in azienda altro non sono che un freno allo sviluppo. Come eliminarli? «Iniziamo col dire che intervenire senza per forza dover mettere in campo investimenti elevati, ma basandosi su una logica di elevata semplicità».

A quel punto la digitalizzazione sarà vera e non, per paradosso, un’accelerazione degli sprechi nel processo produttivo. Liberando risorse indebitamente sprecate, aumentando il livello di semplicità e beneficiando di processi produttivi snelli si potrà aumentare il grado di efficienza, sarà possibile investire anche su nuovi prodotti e aumenterà la generazione di valore aggiunto.

IL PREREQUISITO DI INDUSTRIA 4.0
«Il lean – prosegue Baldi – è il vero e proprio prerequisito per un’impresa 4.0: quanto più i processi produttivi sono semplici, snelli e stabili, tanto più l’azienda è in condizione di affacciarsi alla quarta rivoluzione industriale e ai suoi paradigmi in modo realmente funzionale a creare e gestire le fabbriche del futuro».

Il seminario tecnico si inserisce in un ciclo interamente dedicato a Impresa 4.0 e si propone di offrire ai partecipanti tutti gli elementi necessari per intervenire su programmazione della produzione, gestione delle risorse, analisi e progettazione di layout, ottimizzazione dei flussi, industrializzazione e innovazione.

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