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Contro l’instabilità, il coraggio delle imprese

foto_imprese_economyLo spread che supera i 200, le borse che vanno in picchiata, le “chiamate a raduno” di M5s e Lega contro il Presidente della Repubblica, l’ulteriore stretta sul capitale bancario approvata dai ministri europei dell’Ecofin, la volatilità dei mercati, l’incertezza e l’instabilità di un governo che ancora non si vede. Le elezioni a ottobre. E le imprese che fanno? Guardano avanti.

L’ultima, in ordine di tempo, l’abbiamo incontrata ieri a Marnate. Produce protesi (ausilii delicati, che correggono il corpo e sollevano lo spirito), è una realtà d’eccellenza del settore ma la Pubblica Amministrazione le deve centinaia di migliaia di euro. Eppure non si ferma: le banche hanno “degradato” la “eSseDi da cliente d’elite a cliente a rischio (perché la PA non è più un partner così sicuro), le risorse per la ricerca sono contate, l’occupazione è sotto attacco, i clienti pretendono di più perché sono sempre più informati. I dettagli della storia di Sergio e Diana ve li racconteremo nei prossimi giorni, ma ci sembra giusto ricordare quanto l’Italia debba contare più su queste persone che su altre. Girando per la provincia – lo facciamo tutti, qui in Confartigianato Imprese Varese – i rumori che provengono dai capannoni sono il vero termometro della salute di un territorio.

La manifattura, dunque, «non è stata né annichilita dalla Grande Crisi e né minata dai nuovi impulsi protezionistici», scrive il Sole 24 Ore. E’ piegata, invece, da un credito bancario che è sempre stato misurato (a volte come acqua nel deserto) e di cui le imprese artigiane e micro, soprattutto loro, hanno beneficiato ben poco rispetto alle grosse industrie. E i prestiti diventeranno ancora più difficili. Lo rimarca l’economista Jean-Paul Fitoussi, quando afferma che l’ultima mossa europea «fa ridere, perché affronta il problema alla rovescia. Anziché permettere alle banche di partecipare alla ripresa dando credito alle imprese, si spingono le banche a non dare prestiti».

Nel frattempo, in provincia di Varese il sindaco di Arsago Seprio, Claudio Montagnoli, si fa sentire. Perché Malpensa cresce più forte del previsto e dal Piemonte s’alza il grido d’allarme: inevitabile la terza pista. Da rivedere il target di 32,5 milioni di passeggeri che Sea ha fissato per il 2030 nel nuovo Masterplan? Se si va verso i 40 milioni di passeggeri, Montagnoli si dice deciso a chiedere per primo la terza pista. D’altronde Malpensa è diventato il nuovo hub di Air Italy, la compagnia ex Meridiana che punta entro cinque anni a 8 milioni di transiti sulla Brughiera, e dunque la terza pista sarà necessaria per garantire la convivenza del territorio di Arsago con l’aeroporto.

Dal cielo alla terra, anche la rotaia sta vivendo il suo momento di gloria. Il diretto Varese-Malpensa è realtà: mancano meno di due settimane al debutto della nuova linea ferroviaria transfrontaliera S40 che prolungherà fino all’aeroporto di Malpensa il tracciato della Como-Mendrisio-Varese. Finalmente dal 10 giugno, il Ticino verrà collegato direttamente con Malpensa con un treno ogni due ore. E il mondo si farà più piccolo.

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