Cerca:
Home Credito alle imprese tra «turbo-leasing» e garanzia all’80%

Credito alle imprese tra «turbo-leasing» e garanzia all’80%

credito_imprese_31-05-2018Probabilmente arriverà un’ulteriore stretta sul capitale bancario: che fine farà il credito alle imprese?

Sul quotidiano “La Prealpina” di oggi, giovedì 31 maggio, Confartigianato Imprese approfondisce la questione (qui la pagina) e rilancia l’importanza di rivolgersi ad un partner affidabile, ricco di esperienze e professionalità per puntare su crescita e sviluppo imprenditoriale. In sintesi, come mantenere e rafforzare la propria competitività.

Qui Credito, società compartecipata dalle società di servizio di Confartigianato Imprese e dal consorzio ConfidiSystema!, vanta numeri importanti: 19 sedi distribuite in tutta la Lombardia, 24 specialisti dedicati alle imprese e 35mila clienti complessivi. E non si tratta di parlare di “semplici” finanziamenti. Anzi, il “fenomeno leasing” sta conquistando l’attenzione di sempre più imprenditori. Veloce, snello e dinamico è uno strumento che si adatta alle esigenze di tutti perché richiede meno garanzie collaterali, i tempi di istruttoria della pratica sono molto più veloci rispetto ad un finanziamento diretto, il cliente può utilizzare subito il bene senza pagarlo in un’unica soluzione, l’Iva è raterizzata e i canoni si possono dedurre fiscalmente.

Però Qui Credito fa molto di più: attraverso ConfidiSystema! arriva a concedere garanzie anche fino all’80% e propone “pacchetti” di credito agevolato che vanno dal contributo in conto capitale a quello in conto interesse, dal credito d’imposta ai voucher. Partendo, però, da un check up aziendale e finanziario che mette in chiaro punti di forza e di debolezza dell’impresa.

Tutto questo, però, da solo non può bastare. Creare un contesto istituzionale ed economico favorevole alle imprese richiede tempo ed energie. Perché tra i difetti strutturali che ancora minano il potenziale del nostro sistema vanno inclusi le inefficienze e i ritardi delle pubbliche amministrazioni e della giustizia civile, le regole inadeguate relative all’entrata e all’uscita delle imprese dal mercato e distorsive della concorrenza, l’illegalità diffusa sotto forma di evasione fiscale, corruzione e criminalità organizzata. La sfida è aperta, e questa volta dovrà andare al di là degli effetti annuncio e degli slogan contenuti nei programmi elettorali o nei contratti di governo.

Nel frattempo c’è chi vuole cambiare pelle. Si sviluppa tra strumenti di pagamento, e servizi di logistica fino all’ultimo miglio, l’offerta di Poste Italiane per merchant ed e-shopper. Con «ScegliTu», per esempio, l’acquirente sceglie dove, quando e con quali modalità ricevere il prodotto acquistato online; «PuntoPoste» prevede il progressivo ampliamento del network di punti di consegna e di reso (ci saranno convenzioni con tabaccai, pubblici esercizi e negozi); «Paga con Postepay» è invece la piattaforma per i pagamenti digitali. Pagamenti che potranno essere accettati dal portale di e-commerce o dalla App del venditore. Insomma, Poste Italiane si prepara a diventare l’«Amazon italiana».

 

TORNA SU