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Home Flat Tax e non solo: la vera rivoluzione punta diritta su deduzioni e detrazioni/3

Flat Tax e non solo: la vera rivoluzione punta diritta su deduzioni e detrazioni/3

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Mentre si fa sempre più concreta l’introduzione nel programma di Governo giallo-verde di una flat tax, continuiamo il nostro viaggio alla scoperta di pregi, difetti e formule della “tassa piatta” che potrebbe cambiare drasticamente il rapporto con il Fisco.

#inchieste2018 «Flat Tax, risparmi veri anche per le imprese. Ma il vero nodo da affrontare per tagliare la pressione fiscale sono le “tax expenditures”». Ad affermarlo è Alberto Mingardi, direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni, il think tank pro-libero mercato che ha partorito la prima proposta organica di “tassazione piatta” per l’Italia. La proposta dell’Ibl è quella meno ambiziosa o, se vogliamo, più sostenibile per le attuali casse pubbliche, visto che fissa l’aliquota unica al 25%. Una soglia estendibile anche alla tassazione sul reddito d’impresa.

Ma a quali condizioni? «Il progetto Ibl prevede, per quanto riguarda le imprese, una aliquota Ires al 25% e l’eliminazione dell’Irap – spiega Alberto Mingardi – In questo modo, nel complesso, la tassazione delle imprese passerebbe dal 28% circa (il 24% di Ires più il 3,9% di Irap, ndr) attuale al 25%». Risparmi reali, dunque, che andrebbero ad assommarsi ai benefici prospettati dall’introduzione di una Flat Tax sulle persone fisiche. Su questo fronte, la proposta del think tank presieduto dal professor Nicola Rossi è leggermente diversa da quelle di Lega e Forza Italia.

«Ibl propone un’aliquota del 25% – spiega Mingardi – a quel livello non verrebbe fissata solo l’imposta sul reddito, ma anche altre, abolendo contestualmente non solo l’Irap ma anche Imu e Tasi. È chiaro che un Irpef al 15% sarebbe molto difficile da finanziare ma una Flat Tax al 25% riporterebbe sostanzialmente la pressione fiscale complessiva, nel paese, ai livelli del primo anni 2000, non di inizio ‘900, collocandosi lievemente al di sotto (anziché regolarmente al di sopra) della media europea».

Per coprire i minori introiti Irpef l’ipotesi è di compiere «un’operazione di spending review di circa 27 miliardi, dimensioni non incompatibili con i rapporti Cottarelli e Perotti». Per quanto riguarda invece la costituzionalità, la Flat Tax dell’Ibl «indipendentemente dal minimo vitale, prevede la progressività per deduzione». Ci sarebbe una quota esente, ad esempio per un single settemila euro annui, cifra che cresce in caso di famiglie composte da più di una persona: così un singolo che guadagnasse 20mila euro l’anno pagherebbe il 25% non di 20mila ma di 13mila, la differenza tra il suo reddito e la deduzione base. «Per questo – argomenta il direttore – è difficile sostenere che l’esito sarebbe un sistema fiscale più iniquo di quello attuale, che concentra tutta la progressività su modesto segmento di contribuenti».

Tornando alla riduzione fiscale sulle imprese, resta una questione dirimente su cui l’Ibl è consapevole che sia necessario intervenire con decisione: «La tassazione sulle imprese è già in larghissima misura “flat” e quindi non si farebbe che uniformare ad essa anche la tassazione delle famiglie – sottolinea Mingardi – rimane aperto un punto di grande importanza: il tema delle “tax expenditures” riguarda in misura significativa le imprese. Non lo abbiamo ancora affrontato, ma affrontarlo potrebbe aprire spazi importanti di revisione della tassazione del reddito da impresa». Insomma, sfoltendo la “giungla” di agevolazioni ed esenzioni, che valgono miliardi, i margini per l’abbattimento della pressione fiscale sulle imprese potrebbero decisamente aumentare.

Intanto, nel “contratto” di Governo si fa largo una nuova ipotesi di flat tax: la formula scelta andrebbe ad individuare due sole aliquote fiscali in sostituzione delle attuali cinque (dal 23 al 43%). La prima, al 15%, per i redditi fino a 80mila euro e la seconda, al 20%, per quelli da 80mila euro in su. Via, invece, l’attuale sistema di detrazioni e deduzioni, che verrebbero sostituite da due deduzioni ad hoc in gradi di assicurare progressività al nuovo sistema di prelievo fiscale. La prima sarebbe di tipo personale e ammonterebbe a tremila euro per ogni componente il nucleo familiare (reddito complessivo fino a 35mila euro all’anno); la seconda sarebbe riferita ai soli carichi di famiglia e be avrebbero diritto i contribuenti con familiari a carico con un reddito compreso tra 35 e 50mila euro. Nessuna deduzione sopra quest ultimo reddito (3. CONTINUA)

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