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La Lia perde un altro pezzo: la Commissione di Vigilanza chiude i battenti

tool-2222458_960_720-e1511197641189La Lia, formalmente, esiste ancora. Ma da oggi quello che dal febbraio 2016 è stato l’organismo preposto alla sorveglianza del rispetto della Legge sulle Imprese Artigianali chiude i battenti. Aggiungendo un ulteriore tassello al progressivo smantellamento della norma alla quale il Canton Ticino aveva affidato l’onere di disciplinare l’attività delle aziende del settore casa, per «prevenire gli abusi nell’esercizio della concorrenza e favorire la qualità dei lavori delle imprese artigianali che operano sul territorio cantonale».

La comunicazione è arrivata nella giornata di oggi, venerdì 25 maggio, dalla stessa Commissione di Vigilanza che in una nota rappresenta la svolta maturata in seno al Governo Cantonale, con la richiesta inviata al Gran Consiglio di procedere all’abrogazione della legge. «La Commissione considera che, con la sua presa di posizione, il Consiglio di Stato impedisce di fatto l’operatività della medesima. Pertanto, nell’ottica di non pregiudicare future decisione, ha deciso di sospendere le proprie attività tenuto conto che il futuro della legge attualmente in vigore è subordinato alle decisioni del Gran Consiglio e che esistono valide proposte alternative elaborate dal gruppo di lavoro misto (Unione Associazioni Edilizia-sindacati-rappresentanti politici)».

Un addio amaro che segue quasi due anni di braccio di ferro tra gli stessi cantoni elvetici, due sentenze del Tribunale amministrativo Cantonale e differenti punti di vista sulla reale applicabilità di una norma che ha imposto anche alle imprese italiane la presentazione di numerosi documenti attestanti la reale professionalità nell’esercizio dell’attività svolta oltreconfine.

«La Commissione di Vigilanza Lia – prosegue la nota – ritiene con questa sua decisione di dimostrare senso di responsabilità, rispetto delle istituzioni e rispetto nei confronti della stragrande maggioranza di aziende che credono nella Lia e la sostengono. Per quanto attiene alla struttura operativa, unitamente all’Unione associazioni dell’edilizia, saranno intrapresi i passi necessari per il suo ridimensionamento, nei tempi e nei modi necessari, prestando particolare attenzione alle problematiche legate alla gestione delle risorse umane».

Restano, a margine del confronto politico ancora in atto e degli sviluppi futuri della normativa, diversi interrogativi e qualche certezza. Tra queste ultime, il punto fermo per le imprese è che sono da considerarsi sospesi tutti i pagamenti del rinnovo dell’iscrizione all’Albo Lia: «Nonostante le ultime fatture siano ancora in arrivo, tra l’altro proprio in questi giorni, vale per le imprese il fatto di non procedere con i pagamenti» spiega Matteo Campari, servizio Internazionalizzazione/AreaBusiness di Confartigianato Imprese Varese.

Qualora qualcuno avesse già provveduto, il servizio affiancherà le aziende nel recupero della somma versata. Così come si procederà a fornire tutte le informazioni relative all’evoluzione del caso-Lia.

Analogo consiglio – ovvero la sospensione delle attività – vale per il deposito della documentazione per rinnovo ed iscrizioni, anche a fronte della sospensione dell’attività della Commissione deputata a valutarla.

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