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Home L’Europa, l’Italia e le priorità di Governo: per le Pmi ogni scelta può valere la vita

L’Europa, l’Italia e le priorità di Governo: per le Pmi ogni scelta può valere la vita

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Quanta Europa ci sarà nel futuro dell’Italia e delle imprese? È inevitabile porsi questa e altre domande, oggi, con l’attenzione collettiva mai così orientata sulla collocazione del Paese nel quadro dell’Ue, sull’eventuale revisione dei trattati che ci legano all’Eurozona e sull’analisi del livello di autonomia concessa a ciascuno Stato nel quadro dei 28.

galli_officinaStiamo seguendo con attenzione, e talvolta preoccupazione, l’evoluzione del quadro politico maturato in seguito al voto del 4 marzo e il complesso iter per la formazione di un Governo. E constatiamo una difficoltà diffusa nel focalizzare ruolo, efficacia e potenzialità dell’Europa a supporto dell’imprenditorialità locale. Di qui la decisione di avviare con urgenza un approfondimento mirato a esplicitare l’attuale stato delle cose attraverso voci, cifre e punti di vista indispensabili per fornire a tutti – cittadini e imprenditori – strumenti di interpretazione efficaci e completi.

Europa, dunque. Ma anche e soprattutto Italia. Perché a pagare il conto del delicato quadro politico attuale rischiano di essere soprattutto le imprese, per le quali non possiamo che continuare a chiedere interventi mirati a non disperdere i fragili segnali di ripresa delineatisi nel 2017 e tutt’altro che consolidatisi nel 2018.

GIUSTIZIA, WELFARE E PRESSIONE FISCALE
Impresa 4.0, welfare aziendale, semplificazioni burocratiche e normative, giustizia veloce e di prossimità, infrastrutture strategiche ma anche contenimento della pressione fiscale, semplificazione degli adempimenti tributari, valorizzazione del contratto di apprendistato, accelerazione dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione: su questi temi per noi prioritari, le scelte del futuro Governo potranno fare la differenza tra sviluppo e tracollo di molte Pmi.

montecitorioSpero, da imprenditore, in un deciso cambio di passo nella considerazione della reale composizione del tessuto imprenditoriale nazionale e in soluzioni coraggiose nella risoluzione di problemi che rischiano di strangolare la ripresa delle Pmi. A cominciare dai processi di semplificazione degli adempimenti e delle norme che impongono ad aziende di medio-piccole dimensioni gimcane burocratiche inammissibili in un’epoca
di competitività legata a doppio filo alla rapidità di reazione.

Lo stesso dicasi per la pressione fiscale: ribadiamo la necessità di introdurre la deducibilità dell’Imu degli immobili strumentali e il riparto delle perdite per i soggetti in contabilità semplificata e sottolineiamo l’importanza dell’eliminazione di split payment, reverse charge in edilizia e obbligo di comunicazione delle liquidazioni Iva.

SI’ ALLA FLAT TAX E AGLI APPALTI A CHILOMETRO ZERO
Fondamentali anche il chilometro zero e la filiera corta, da inserire tra i criteri di aggiudicazione degli appalti per permettere alle piccole e medie imprese del territorio di rientrare nel mercato delle gare pubbliche.

Nell’elenco delle priorità figurano inevitabilmente il mantenimento, e rafforzamento, delle politiche di sostegno al welfare aziendale, sempre più diffuso anche tra le Pmi e determinante per produrre un benessere sociale allargato e concreto; la formazione 4.0 e il completamento del piano nazionale Impresa 4.0. Anche perché, dopo un’iniezione di incentivi sostenuti da iper e super ammortamento, il rischio è di non acquisire le necessarie competenze nell’utilizzo dei nuovi macchinari.

Sì anche alla flat tax che darebbe ossigeno alle Pmi, specie in una prospettiva di attenzione al bilanciamento della medesima con le attuali agevolazioni o con i costi deducibili mentre, per la giustizia, la logica della prossimità deve essere funzionale al contenimento delle attuali lungaggini e di una migliore capacità di smaltimento delle pratiche.

 

Davide Galli
Presidente Confartigianato Imprese Varese

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