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Come far crescere un’azienda? Provate con il “Prof”

senza-titolo-2La formazione non è solo un bisogno, ma un vantaggio. Acquisire nuove competenze significa spingere la propria visione imprenditoriale verso una competitività di medio e lungo termine.

Perché l’imprenditore che vuole cambiare passo (e vuole farlo cambiare ai suoi collaboratori sostenendone le aspirazioni) trova nei percorsi formativi, ben pianificati e magari anche finanziati dai fondi interprofessionali, uno strumento efficace al quale riservare sempre più risorse da mettere in bilancio. Risorse anche di tempo, perché la formazione è un investimento che rende.

La nuova formazione, quella che si sgancia dai soli corsi per patentini e abilitazioni, sta nell’unione funzionale tra le soft skills (competenze legate alle caratteristiche della personalità) e le hard skills, cioè l’esperienza professionale, i titoli, gli studi. Così si consolida il rapporto tra impresa e collaboratori nello scambio reciproco di esperienze.

MOTIVAZIONE E ORGANIZZAZIONE
Uno scambio fondato sulla persona, sui suoi modelli comportamentali e relazionali e sulle azioni – personalizzate – rivolte, per esempio, a migliorare l’organizzazione interna, gli aspetti strategici del business, la motivazione dei dipendenti.

Un passo diverso richiesto dalle stesse imprese e che Davide Dalla Valle di VersioneBeta, la scuola di formazione permanente di Confartigianato Imprese Varese/AreaLavoro, racchiude in un concetto essenziale: «L’azienda sa che oggi servono competenze che sappiano uscire dalla tradizionale modalità del lavoro, perché il modo di lavorare è completamente cambiato». Un’azienda ancora legata ai ritmi di vent’anni fa non è attuale perché non considera che la formazione, al pari di un tornio, è indispensabile per dare lo sprint giusto al momento giusto, per investire sul futuro e per crescere in dimensione e/o negli affari.

NON CORSI MA PIANIFICAZIONE
E’ per questo che oggi si deve abbandonare la vecchia logica dei corsi a spot, per abbracciare invece una programmazione di quei bisogni formativi che «stanno al di fuori» del recinto normativo e che le aziende chiedono con sempre maggiore convinzione. E’ quello che VersioneBeta definisce “Progetto di Sviluppo”: un percorso che può occupare da uno a due o tre anni partendo da un check up dell’impresa e delle sue competenze.

AUMENTARE LA PRODUTTIVITA’
Essere consapevoli dei propri punti di forza e di debolezza, con l’affiancamento di un professionista – un vero e proprio «professore di impresa» che consiglia e monitora costantemente l’avanzamento formativo definendo strumenti, ambiti di intervento e priorità – fa la differenza per un’impresa che ha voglia di mettersi in gioco guardando a un orizzonte temporale aperto.

Alla domanda degli imprenditori «cosa posso fare per cambiare?», Versione Beta risponde con l’ascolto e consigliando sulla base di quello che serve veramente all’azienda: dagli strumenti manageriali al miglioramento dell’efficienza all’internazionalizzazione.

«Alcuni imprenditori hanno una loro visione della formazione – conclude Dalla Valle – però non è detto che faccia al caso loro. Il nostro compito è proporre anche piccoli accorgimenti in grado, però, di aumentare la produttività della loro azienda».

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