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Confartigianato Lombardia: confermato Massetti, Davide Galli vicepresidente

dsc_3114Eugenio Massetti confermato alla guida di Confartigianato Lombardia per i prossimi quattro anni. Davide Galli, numero uno di Confartigianato Imprese Varese, tra i vicepresidenti insieme a Gianni Barzaghi (Confartigianato Milano, Monza e Brianza), Giacinto Giambellini (Confartigianato Bergamo) e Marco Galimberti (Confartigianato Como).

L’elezione questa mattina – venerdì 22 giugno – nel corso del Congresso lombardo sul tema “Confartigianato in Lombardia è motore d’impresa a valore artigiano”, che ha chiuso i lavori della decima Conferenza Organizzativa. Al centro dell’attenzione per i prossimi anni “l’impresa a valore artigiano”, un’impresa – parole di Massetti – non più «caratterizzata da un’appartenenza settoriale o da aspetti dimensionali ma connotata dall’attenzione alla qualità del ben fatto, dal legame con il territorio, dalla flessibilità e rapidità nel cogliere i cambiamenti, dalla capacità di introdurre innovazione e di personalizzazione dei prodotti».

«Il vero capitale dell’impresa a valore artigiano sono le persone, che non a caso chiamiamo collaboratori e non dipendenti, ed è questa la nostra grande forza. Da anni scommettiamo su questa formula, e continueremo come Confartigianato ad accompagnare le nostre imprese nel cambiamento» l’analisi del presidente nazionale, Giorgio Merletti.

Al congresso ha preso parte anche il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana: «Dedizione al lavoro, creatività, capacità di usare le mani per fare prodotti unici sono caratteristiche di imprese preziose per la nostra regione, una delle anime fondamentali della Lombardia. Innovazione, ricerca e digitalizzazione sono altri aspetti chiave, in cui anche come Regione Lombardia stiamo investendo molto, che è giusto che oggi vadano di pari passo con le altre caratteristiche». Fontana ha parlato anche di Piano dello Sviluppo – da una maggiore efficienza nella spesa pubblica alla semplificazione – e di autonomia: «Oggi Regione Lombardia avrebbe necessità di assumere 1.600 medici ma non lo può fare, ne può assumere solo 840, in base a normative nazionali che hanno senso per altre Regioni ma non per la nostra; dovremmo essere liberi di poter decidere con le nostre forze e risorse proprio perché la nostra sanità funziona. Allo stesso modo avviene per molte altre scelte che ci permetterebbero di essere proattivi, in grado di decidere il futuro della nostra Regione, avendo le risorse per poterlo fare».

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