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«Cosa succede se…?»: domande (e risposte) per autotrasportatori

foto_2_faq_autotrasportoFermo servizi, sciopero, blocco o “Tir Day”: le definizioni non mancano, ma il risultato è sempre lo stesso. Il settore dell’autotrasporto non trova soluzione ai tanti problemi che lo assillano da anni: l’accesso al mercato e alla professione, i tempi di guida e di riposo, il distacco dei lavoratori, la decontribuzione degli autisti impegnati nelle tratte internazionali e gli incentivi marebonus e ferrobonus. A tutto questo si aggiunge una normativa particolarmente complessa che deve essere tradotta e applicata. Inevitabile dedicare la nostra “Rubrica FAQ” ad uno fra i comparti più attivi del nostro Paese. Perché le domande non mancano, ma le risposte non sono sempre semplici o corrette. E qualcosa può sfuggire.

Ogni quanto si deve rinnovare la patente CQC?
La Carta di qualificazione del conducente ha scadenza quinquennale dalla data di rilascio.

Quanti anni di validità ha la carta del conducente per l’utilizzo di mezzi dotati di cronotachigrafo digitale?
La carta ha validità 5 anni.

Sono esentati dalla CQC i conducenti dei veicoli che trasportano materiale o attrezzature, utilizzati dal conducente nell’esercizio della propria attività, a condizione che la guida del veicolo non costituisca l’attività principale del conducente?
Sono esentati così come previsto dalla circolare Prot. Div6 77898/8.3 del 10 agosto 2007 del Dipartimento per i Trasporti Terrestri.

Quali le infrazioni dei tempi di guida e riposo che comportano la maggior perdita di punti della partente?
Il superamento del periodo di guida giornaliero oltre il 20% e riposo giornaliero incompleto oltre il 20% (entrambi portano alla decurtazione di 10 punti).

Quando si perdono tutti i punti della patente/CQC, cosa si deve fare?
In caso di perdita di tutti i punti, l’autista è soggetto alla revisione della patente/CQC. Per non rischiare di restare a quota zero, all’autista di consiglia di frequentare, in caso di punteggio basso, un corso di recupero punti della durata di 20 ore che permette di recuperare 9 punti.

Chi, dopo la notifica della prima violazione (decurtazione di almeno 5 punti) commette nell’arco di dodici mesi dalla prima dataa della violazione altre due violazioni non contestuali che portano alla perdita di almeno 5 punti, è sottoposto a revisione della patente?
Lo è. Infatti si consiglia di tenere sempre sotto controllo il proprio punteggio per evitare brutte sorprese.

Quante ore può guidare un autista nell’arco della giornata, in una settimana e in due settimane?
I tempi di guida giornalieri, settimanali e bisettimanali sono disciplinati dal Regolamento UE 561/2006, articolo 6. In una giornata, il conducente può guidare al massimo 9 ore con l’eccezione di due volte nell’arco di una settimana (fino a 10 ore). In una settimana, il periodo che va dal lunedì alle 0.00 sino alla domenica alle 24, l’autista può guidare fino a 56 ore e in due settimane (consecutive) fino a 90 ore.

Quante ore di riposo deve fare un autista nell’arco di una settimana e di due settimane?
Anche il riposo settimanale è disciplinato dall’articolo 8 del Regolamento UE 561/2006. E si distingue in “regolare” e “ridotto”. Il primo consiste in un riposo ininterrotto di almeno 45 ore, mentre il secondo consiste in un riposo ininterrotto di almeno 24 ore. La riduzione è tuttavia compensata da un tempo di riposo equivalente preso entro la fine della terza settimana successiva. Attenzione: non è possibile usufruire di due riposi settimanali ridotti consecutivi.

Quanti punti si possono perdere per il sovraccarico?
Le infrazioni per il sovraccarico sono stabilite dall’articolo 167 del Codice della strada e, a seconda dell’eccedenza, portano alla decurtazione sulla patente da 1 a 4 punti.

Come è sanzionato in termine di decurtazione di punti, l’autista che effettua un’interruzione alla guida inferiore ai 45 minuti?
Con la decurtazione di 2 punti.

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