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Facciamo due conti dando fiducia ai giovani

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Il governo fa due conti. La pace fiscale (la possibilità di saldare il debito con il Fisco pagando una percentuale minima dell’importo della cartella Equitalia) è in prima fila nell’elenco delle priorità. Perché potrebbe essere una delle prime misure per reperire risorse utili al finanziamento della flat tax: la maxi rottamazione, infatti, dovrebbe portare nelle casse dello Stato 35 miliardi di euro. La strada verso il nuovo fisco è per ora fitta di ostacoli. E trovare i fondi sarà un esercizio acrobatico, perché ancora prima di ridurre le tasse e semplificare la complessa macchina del fisco, ci si dovrà occupare di altro: con la Legge di Bilancio 2019 sarà necessario reperire 12,4 miliardi di euro. Ad oggi i conti non tornano, ma bisogna avere fiducia.

Largo ai giovani. Erano in sessanta, ieri, al Teatro Santuccio di Varese per presentare i lavori realizzati durante il loro periodo di alternanza scuola-lavoro a Faberlab e Versione Beta (l’hub digitale e la scuola di formazione permanente di Confartigianato Imprese Varese). Sotto i riflettori, il design: di prodotto e di servizio. Protagoniste le classi 3E, 4E (Design) e 3G (Multimediale) del liceo artistico “Frattini” di Varese. Passando dall’idea al prototipo, i giovani si sono immaginati e hanno realizzato prodotti belli ma anche funzionali. Pronti ad essere lanciati sul mercato. Usando le nuove tecnologie digitali e abbinando la fantasia alla praticità in due luoghi diversi – Faberlab e Versione Beta – dove si sperimenta un workflow il più vicino possibile a quello del mondo del lavoro reale.

L’UE “bacchetta” l’Italia. La storia della “eSseDi” di Sergio Carpenteri e Diana Scardanzan ha lasciato il segno. E il tema dei ritardati pagamenti della PA nei confronti delle imprese, scalda anche le colonne dei quotidiani nazionali. Ne scrive Italia Oggi, ricordando che «le PA sono tenute a pagare le merci e i servizi acquistati entro 30 giorni o, in circostanze eccezionali, entro 60 giorni dal ricevimento della fattura». Questa la motivazione che ha indotto ieri la Commissione europea a inviare un parere motivato all’Italia, in quanto il suo diritto nazionale non è conforme alla direttiva sui ritardi di pagamento. La Relazione annuale del Consiglio nazionale dell’economica e del lavoro (Cnel) cerca di calmare le acque: da una media di 180 giorni (invece dei 90 previsti nei contratti), i tempi dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni sono scesi a 95 giorni nel 2017. Una riduzione del 47% in sei anni. Speriamo…

Banche senza soldi. Potrebbe subire un arresto anche il settore monetario svizzero. I rossocrociati, domenica 10 giugno, saranno chiamati alle urne per decidere se il Paese dovrà passare dalla moneta bancaria alla “moneta pubblica”. Si dovrà decidere, in altre parole, se togliere alle singole banche private la possibilità di creare denaro sotto forma di erogazione dei crediti, ridando il monopolio dell’emissione alla banca centrale e allo Stato. Chi sostiene l’iniziativa, afferma che «la misura renderebbe il sistema finanziario più sicuro, impedendo alle banche di prestare denaro in maniera incauta, mettendo a rischio i risparmi delle persone. Alle banche, infatti, sarebbe consentito solo prestare denaro che amministrano in conti di risparmio, o quello che possono ottenere dai mercati monetari o dalla Banca centrale». I banchieri svizzeri non sono d’accordo…

 

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