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Occupazione: se le aziende lo dicono, i ragazzi lo fanno

foto_gruppoSono in cinque, hanno superato la selezione di Regione Lombardia (il Bando Lombardia Plus per inserire i giovani nel mondo del lavoro), saranno impegnati fino a settembre (a fine luglio e inizio agosto partiranno gli stage) e in Confartigianato Imprese Varese stanno seguendo parte del corso, ben articolato, di “manutenzione dei sistemi di automazione industriale”.
In sintesi: il futuro, declinato secondo i principi di Industria 4.0, si studia in aula, si sperimenta in laboratorio e poi si attua nelle aziende. Quelle alle quali i giovani stanno dando la caccia oggi. Ma è anche vero il contrario: sono gli imprenditori a chiedere figure professionali che siano in linea con quello che è la produzione quotidiana. E’ il vecchio, eppure sacrosanto, tormentone del gancio che ancora manca tra mondo del lavoro e mondo della scuola. Qualcosa sta cambiando. E se da un lato a dimostrarlo c’è Regione Lombardia con Enaip, dall’altro c’è l’asse Confartigianato – Faberlab – Versione Beta a fare da collante formativo ed esperenziale.

Enrico Ruberti ha 30 anni, un diploma di perito meccanico in tasca e il desiderio di entrare nell’ufficio tecnicoenrico_ruberti di un’azienda come progettista meccanico. Il corso di Regione Lombardia lo sta seguendo per questo: «Ho avuto qualche esperienza in officina, ho lavorato sulle macchine a controllo numerico e ho imparato tanto. Ogni giorno qualcosa. Però mi sono accorto che un’azienda fa il vero salto se, prima fra tutti, lo fanno i suoi collaboratori. Le imprese stanno cambiando, è per questo che voglio entrarci con un bagaglio di conoscenze utili per loro e per me». In questo primo mese di formazione, Enrico ha capito che le figure professionali richieste da alcune aziende occupano anche la programmazione delle macchine con PLC. Dove abbini componenti meccanici e informatici. Ma il primo amore, nel suo caso la meccanica, non si scorda mai.

Di tutt’altra pasta è Mirko Roggiani, ventiseienne laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi in roboetica, l’etica degli umani che progettano, costruiscono e usano i robot. Con nessuna esperienza lavorativa alle spalle, si è buttato con tutto il cuore in questo corso perché «le imprese hanno cambiato lamirko_roggiani loro visione. Ad oggi il mio curriculum non è credibile, però sono qui per imparare». Il suo sogno è quello di «diventare installatore secondo l’idea del maker: realizzare i software che muovono le macchine». E’ sulla strada giusta, perché tra le tante materie del corso ci sono meccanica ed elettronica ma anche tante informatica.

Solomon Conti, con il suo diploma in Servizi socio sanitari, tra i cinque sembra quello con il percorso di studi più lontano dall’automazione industriale. Parlandoci, gioca la carta giusta: «Ho avuto qualche esperienza come magazziniere, avevo a che fare con piccoli componenti, mi sono sempre divertito a montare e smontare i motorini. E mifrancois_cueva trovo qui perché cerco un futuro lavorativo». A lui piace la progettazione di macchine di piccole dimensioni, il PLC e l’elettronica ma l’Autocad è il suo preferito: «Mi vedo come progettista, e se passo l’esame finale spero tanto di essere assunto. Magari in un’azienda in Svizzera».

Ha lavorato come Corriere, non gli hanno rinnovato il contratto, ha avuto accesso alla Dote Lavoro. Ma poi all’agenzia interinale dove si appoggiava, gli hanno detto: «Se sei interessato solomon_contic’è questo corso, però devi rinunciare alla Dote». Nessun problema: Francois Cueva ha ventuno anni, un diploma in manutenzione e assistenza tecnica, conosce le macchine a controllo numerico e la pneumatica. «L’automazione, la manutenzione sulle macchine automatiche, il PLC le sto imparando qui a Confartigianato». Il suo sogno è quello di diventare manutentore, «ma non so ancora di quale tipo», dice con la fretta di tornare in aula. Però un’ultima battuta ce la regala: «Mi piace l’idea di tenere sotto controllo le macchine, di controllarle, farle girare meglio, ridurre gli sprechi e aumentare le loro performance. Però in un’azienda all’estero».

All’Isis di Luino si studia anche elettronica, e Daniele Nicolosi qualche esperienza in azienda l’ha già fatta. A vent’anni ha messo a frutto l’alternanza scuola-lavoro (alla Cavi Zenit di Bedero Valcuvia e alla Rettificatrice Ghiringhelli di Luino) e sa quanto è importante «entrare preparato nel mondo del lavoro». Il corso gli serve per mettersi alla prova, per misurare quello che ha appreso a scuola e per ottenerenicolosi_daniele qualche conferma: «Mi esprimo al meglio nel disegno tecnico all’Autocad e nella parte di pneumatica». A settembre, una volta concluso il percorso di formazione, punta ad essere assunto come manutentore di macchine e addetto alla prototipazione.

Probabilmente ce la farà, così come ce la faranno gli altri. D’altronde il progetto regionale prevede un piano lungo e intenso. Ricorda Pietro Resteghini di Versione Beta: «Le ore sono tante: 250 di formazione e 15 di stage nelle imprese, di qualsiasi dimensione e tipologia produttiva. Dal tessile, alla meccanica, agli impiantisti. La parte di corso affidata a Confartigianato è quella che interessa più da vicino la trasformazione digitale (in tutto sedici ore; otto al Faberlab), poi ci sarà WeMake di Milano che si concentrerà sulla scheda Arduino (altre sedici ore a Versione Beta), Marco Praderio di Regione Lombardia tratterà i sistemi di automazione (quaranta ore) mentre l’ingegnere Stefano Papini affronterà il tema del Cad (venti ore)».

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