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Home Sacconago: le aziende chiedono, il Comune risponde. Ma è vietato fermarsi alle promesse

Sacconago: le aziende chiedono, il Comune risponde. Ma è vietato fermarsi alle promesse

img_3469La mensa di cui si parla da tempo ma anche collegamenti più efficaci, qualche servizio utile e una cura sempre maggiore del verde e della sicurezza. A chiederlo sono le imprese dell’area industriale di Sacconago con le quali Confartigianato Varese s’è confrontata un anno e qualche mese dopo l’incontro del primo cittadino di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli, e di una parte rilevante della sua giunta con gli imprenditori della zona (20 marzo 2017).

L’inchiesta di Confartigianato Varese non è stata solo un modo per tornare a confrontarsi in modo costruttivo e propositivo con l’amministrazione nel merito di quanto già emerso nel passato, ma anche un’occasione per recepire tutte le richieste sul tavolo per pianificare un piano di lavoro articolato e offrire al Comune una visione completa e dettagliata della situazione.

DOBBIAMO SOSTENERE LE INIZIATIVE DI SVILUPPO E RILANCIO DELLE IMPRESE
galli_officinaAttualmente l’area industriale di Sacconago è composta da 140 aziende distribuite su un’area di circa 350mila metri quadrati. Una cittadella attorno alla quale ruotano una media di duemila persone, tra titolari e dipendenti, orientati a crescere in competitività e funzionalità. « – analizza il presidente di Confartigianato Imprese Varese, Davide Galli – Penso alle aziende in generale e, in particolare, a quelle impegnate in processi di digitalizzazione e internazionalizzazione, per le quali le reti digitali e infrastrutturali e i centri per l’accoglienza dei clienti sono elementi imprescindibili».

Tra le richieste avanzate dalle imprese – e censite nelle quattro puntate della videoinchiesta di Confartigianato Varese – figurano, accanto al centro cottura, anche un benzinaio, un bar e un tabaccaio, un ufficio postale e una filiale bancaria. Spiega Raimondo Lancerotto della Autek Srl: «Ci vogliono quindici minuti per raggiungere il centro di Busto, spesso almeno quindici per trovare un parcheggio e poi altri quindici per fare ritorno a Sacconago. Fate voi la somma: i servizi che chiediamo hanno un valore in tempo e in denaro».

Fondamentale anche un miglioramento del servizio di trasporti pubblico. Spiega Anna Laura Carella della BonCar: «Per arrivare fino a qui ci vuole un’auto: sapete quanti giovani non hanno accettato una nostra proposta di lavoro? Negli ultimi anni almeno tre. Uno abitava poco fuori Milano, un altro a Varese: chilometri, benzina, autostrada. Tutto insieme cuba. I trasporti pubblici hanno una loro convenienza, ma qui non si sono mai visti».

«La centralità di Sacconago nell’economia di una città come Busto è rilevante e tornare a palarne ha, in sé, il valore della testimonianza non critica ma propositiva – prosegue Galli – Nessuna delle imprese ha avanzato critiche fini a sé stesse, tutte hanno dimostrato di tenere all’area industriale al punto da volerla migliorare ove possibile per accrescerne le performances».

_el_7605Il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli, dal canto suo, ha accolto la voce delle imprese nel vuoto, entrando nel merito di tutte le richieste confermando la manifestazione d’interesse per la realizzazione del centro cottura (con mensa e ristorante) in project financing, un’area attrezzata per gli autotrasportatori, il via libera ai propositi di allargamento del terminal intermodale delle Ferrovie Nord e un possibile rafforzamento del servizio pubblico.

L’INTERVISTA COMPLETA AL SINDACO DI BUSTO ARSIZIO

 

TUTTE LE PUNTATE DELL’INCHIESTA
– Sacconago chiama Busto: oltre all’auto c’è di più. Serve un bus
– Sacconago, il verde ha bisogno di manutenzione
– Sacconago, la periferia che fa pressing sul centro
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