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L’impresa, tra Lean production e la politica in ascolto

foto_lean_factoryPolitica in ascolto: i segnali arrivano dalle Pmi. Oggi, alle 11.45, nella nostra sede provinciale il viceministro Dario Galli (Lega) e il deputato del Carroccio Matteo Bianchi si confronteranno con il nostro presidente Davide Galli, il direttore generale Mauro Colombo e tutti i componenti di giunta di Confartigianato Varese sullo stato di salute, le aspettative, le prospettive e le politiche a favore delle piccole e medie imprese della provincia di Varese.
Un confronto aperto su un territorio che per vocazione, e per storia, è da sempre considerato la culla dell’imprenditoria di eccellenza. Particolarmente interessato alle mosse future che dovrà prendere la politica in linea, però, con le esigenze reali dell’economia reale. Quella in cui si muovono ogni giorno gli imprenditori delle Pmi.

Lean production: un taglio agli sprechi. Imprese che hanno bisogno di un’organizzazione vivace ma snella per rafforzare o aumentare la loro competitività sui mercati. Una possibile soluzione c’è: la Lean production. Al Faberlab di Tradate, i servizi legati all’innovazione sono all’ordine del giorno. Compresa la razionalizzazione messa in campo con l’obiettivo di ridurre gli sprechi.
Davide Baldi, responsabile del laboratorio digitale, racconta questo processo al quotidiano “La Provincia di Como” con alcuni esempi: «Se io devo produrre delle barre di ferro da 10 cm e compro dei tondini da 2 metri, ne ottengo 20. Se li prendo da 1,95 metri, ogni volta butto via 5 centimetri. Questi sono i tipi di spreco che le aziende vedono più facilmente perché riguardano i materiali». E hanno un riflesso immediato sui conti a fine anno. L’obiettivo, però, è anche un altro: snidare sprechi più nascosti. Che si può fare con la gestione della logistica interna, con l’ordine all’interno dei reparti produttivi e con il cambio delle attrezzature. Insomma, un cambio di passo che parte da un sopralluogo in azienda per tracciare la mappa del valore dell’impresa. Investimenti? Sì, «anche se quello più importante riguarda la consapevolezza che deve essere sviluppata tra i dipendenti», chiude Baldi.

Concorrenza sleale: il preventivo fa la differenza? Ultima puntata della videoinchiesta di Confartigianato Varese sulla concorrenza sleale nel settore degli impianti termici, idraulici ed elettrici. Questa volta ci siamo concentrati sul ruolo che gioca il preventivo nella scelta di un intervento. Perché l’ultima riga conta, eccome, però non è l’unica. Così come un libro non si giudica dalla copertina; un preventivo non si valuta dalla cifra finale. E’ vero che i cittadini vogliono sapere solo quanto spenderanno? È vero che si è disposti a risparmiare sulla qualità sempre e comunque? È vero che nel rapporto con un professionista si va sulla fiducia? Gli interrogativi sono tanti ma i dubbi – da parte della gente – sempre meno: tutti gli intervistati, questa volta nella piazza di Tradate, sanno benissimo quanto si rischia assecondando un comportamento illecito.

Workers buyout: dipendenti-imprenditori. L’Italia, non ancora uscita dalla crisi così come tutti i paesi europei, si scopre terra di workers buyout: i collaboratori di un’azienda che si trasformano in imprenditori. Come? Salvando la loro stessa azienda in crisi, mettendoci il capitale e facendola ripartire con un nuovo “abito”: quello della cooperativa. Emilia Romagna e Marche sono ai vertici nazionali di questo meccanismo che, ad oggi, ha “salvato” 300 imprese in fallimento. La maggior parte dei workers buyout, quasi il 70%, è costituito da realtà con meno di 50 dipendenti. Se guardiamo alle province, a vincere è quella di Forlì-Cesena, che conta 30 casi di workers buyout dal 2012 ad oggi e oltre 300 posti di lavoro in salvo. Un modello per tutta l’Italia.

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