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Persone, merci, tecnologie e idee: siamo tutti in movimento

foto_binariMilano-Torino: veloci ma sostenibili. “Intermedia” ma capace di assumere una notevole importanza anche per il nostro territorio. Stiamo parlando della fermata sulla linea Milano-Torino del “Frecciarossa”. Novara (raggiungibile con la linea delle Ferrovie Nord dalle stazioni di Castellanza, Busto Arsizio, Ferno-Lonate e Malpensa) dovrebbe essere la sede prescelta per il nuovo stop del treno ad alta velocità. L’idea è buona (anche per ripensare e riorganizzare secondo sostenibilità il flusso dei trasporti); ingenti le risorse economiche necessarie: per lo studio di fattibilità (per il quale Rfi ha già stanziato 3 milioni di euro) e per il progetto (collegamento lato Torino che parte dall’attuale Bivio Novara Est e collegamento lato Milano da realizzarsi ex-novo a sud e nord di Galliate) valutato in 173 milioni di euro.

Immigrati-imprenditori: dal 5 luglio la grossa novità. La mobilità non interessa solo le merci ma anche le persone. Dal 5 luglio entrano in vigore in Italia le norme del dlgs n. 71/2018 che, in attuazione della direttiva Ue n. 2016/801, introduce la possibilità per gli stranieri di ricevere un permesso di soggiorno per l’avvio di un’attività o per la ricerca di un’occupazione. Tra i requisiti è richiesta una formazione nel nostro Paese con conseguimento di un dottorato o master universitario, laurea triennale o laurea specialistica, diploma accademico di primo livello o di secondo livello, diploma di tecnico superiore. Il provvedimento modifica il Testo Unico immigrazione (dlgs n. 286/1998) in tema di ingresso e soggiorno per volontariato, per ricerca e studio.

Moda 4.0: la scommessa dei grandi marchi. Studio e formazione anche nel campo della Moda, secondo Industria 4.0. Titola il Corriere della Sera: «La Maison sarà robotica, ma resterà artigiana». Le sneaker di Gucci assemblate da macchine dotate di intelligenza artificiale sono solo un primo esempio. Da Prada a Ferragamo e Caovilla, i big progettano la rivoluzione digitale. E non solo per gestire i magazzini. Il rischio? Perdere il tocco umano. Ma se invece il settore riesce a vincere la scommessa di potenziarlo….Punto primo sul quale ragionare: non pensare solo ai macchinari. Anzi, occorre ripensare in ottica 4.0 i processi chiave all’interno delle aziende e in particolare la relazione con il cliente. E per farlo servono investimenti. Punto secondo: Antonio Achille, senior partner e responsabile lusso a livello globale di McKinsey, dice che «le singole aziende, specie quelle italiane, possono aiutare le più piccole che fanno parte del loro indotto, ad evolversi. Facendo da capofila nei distretti e favorendo e coordinando gli investimenti».

Pensiamo come Socrate: anche nelle imprese. Con il flusso di persone, tecnologia e merci arriva anche quello delle idee. Una laurea in filosofia, oggi, è considerata un titolo accademico difficile da spendere sul mercato del lavoro. Eppure l’attenzione ai valori e alle questioni di natura etica si rivela sempre più spesso strategica per le piccole e medie imprese. «Pensiamo a Facebook: l’azienda di Zuckerberg ha perso 35 miliardi di dollari in tre giorni per aver tradito la fiducia degli utenti. Uber, qualche mese prima, ha fatto lo stesso. Nessun incidente, neppure le dimissioni in tronco dell’amministratore delegato, è in grado di distruggere decine di miliardi di dollari in poche ore come il mancato rispetto delle regole etiche» afferma Alessandro Lanteri, professore di Imprenditoria alla Hult International Business School a Londra e alla Abu Dhabi University e considerato un “moderno Socrate”. Che sull’ultimo numero di “Imprese e Territorio”, bimestrale di Confartigianato Imprese Varese, svela quanto «le risorse umane con competenze filosofiche, attraverso il loro approccio inquisitivo, offrono un modo più profondo, e quindi diverso, di interpretare la realtà». Anche quella delle imprese.

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