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Home Quattro aziende in una: Ets, quando il “fai da te” è la ricetta dell’eterna giovinezza

Quattro aziende in una: Ets, quando il “fai da te” è la ricetta dell’eterna giovinezza

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Sulle prime diecimila vecchie lire incassate quando l’azienda si chiamava ancora “OP” (che stava per Organizzazione Pubblicitaria), il signor Adolfo Scaltritti ha fatto incidere le firme dei soci con i quali ha avviato l’avventura imprenditoriale che, anni dopo, sarebbe diventata la ETS – Engineering Transfer System Srl di piazzale del lavoro 29 a Cavaria con Premezzo, azienda specializzata in tecnologie, inchiostri e presse a caldo per la stampa transfer sublimatica e termoplastica.

Quattro aziende in una, a comporre un incastro perfetto in una location perfetta, il Centro Artigianale, del quale Adolfo Scaltritti è stato tra i fondatori assieme all’amico Walter Baggini (Comec) e ad altri imprenditori. Una scelta lungimirante e sostenibile, grazie al non scontato mix tra capannoni, asfalto, verde pubblico e servizi per tutti coloro che operano in questa vera e propria cittadella della manifattura.

IN AZIENDA C’E’ TUTTA LA FAMIGLIA
Genio e determinazione, tramandato – è il caso di dirlo – a un’intera famiglia:
i tre figli (due maschi e una femmina) e i rispettivi coniugi, che oggi lavorano assieme ai 25 dipendenti in un capannone distribuito su tre piani, nato anch’esso dalla mente di Adolfo Scaltritti che ha voluto separare il piano terra da quelli rialzati, realizzati a mo’ di palafitta per diventare due costruzioni in una.

D’altro canto inventiva, propensione all’innovazione e vocazione allo studio e all’approfondimento sono nel Dna di questa famiglia. Come testimonia il curriculum di Alessandro, 44 anni, figlio di Adolfo, che da una formazione in ragioneria ed economia e commercio è passato all’approfondimento dell’informatica, della meccanica e della chimica. «Esattamente tutte le materie trattate direttamente dalla ETS che, in un unico stabile, fabbrica inchiostri da stampa, si occupa di stampa tessile, realizza presse e macine a microsfere per uso interno e produce prodotti tessili finiti». Perché, quando qualcosa non esiste, gli Scaltritti hanno imparato a farselo da soli, anche per tener testa alla crisi ha fiaccato il tessile e il mercato, costringendo la ETS a ridurre gli organici e a rimodulare le proposte per la clientela.

«E così oggi la nostra filosofia è: quando un prodotto lo fanno tutti, bisogna cambiarlo». E quando un’azienda fa quello che fanno tutti, bisogna ripensarla. È così che la ETS ha investito in sviluppo&ricerca e sulle figure professionali: «Negli anni abbiamo puntato prima su figure in grado di lavorare gli inchiostri per la stampa inkjet – tecnica sulla quale mi sono poi specializzato personalmente – poi abbiamo fatto crescere giovani che oggi hanno responsabilità dirette nella ricerca chimica e nella produzione grafica dei trasferibili per tessuti» spiega Alessandro Scaltritti. L’ultimo arrivato, il genero, si focalizzerà invece sulla stampa digitale. Il tutto per muovere le leve di una produzione di nicchia per la quale la quota di export è cresciuta negli anni dal 35 al 75 per cento, arrivando a soddisfare le richieste di oltre ottanta Paesi.

IL CAPITALE UMANO E’ UNA RISORSA UNICA
«L’importante, per noi – rivelano papà e figlio – è sempre stato credere di potercela fare, lavorando sull’evoluzione continua del prodotto e fidelizzando il più possibile le professionalità interne».

Non è un caso che l’età media dei collaboratori sia attorno ai 45 anni: «Il turnover è basso, chi entra viene sempre stabilizzato e fatto crescere – assicura Adolfo Scaltritti – e se dovessi definire i miei collaboratori, non li chiamerei dipendenti ma collaboratori e amici, perché i rapporti personali sono sempre fondamentali».

Con qualcuno l’imprenditore ha addirittura fatto le ferie, ad altri ha affidato il figlio in giovane età, quando c’era da scarrozzarlo tra l’azienda e i mezzi di trasporto, altri ancora sono cresciuti assieme ai suoi ragazzi: «Non siamo una famiglia ma cerchiamo di sentirci tali e, a ciascuno, ho insegnato ad essere autonomo e ho imparato, a mia volta, ad ascoltare e a condividere».

FARE IN CASA CIO’ CHE NESSUNO FA
Perché quando un prodotto lo fanno tutti, è ora di cambiarlo. E quando una cosa non la fa nessuno, bisogna imparare a farsela da soli. Come quella volta – correva la fine degli anni Ottanta – che l’abituale fornitore di presse ha smesso di produrle e alla ETS si sono messi a lavorarci da soli. O quell’altra, quando papà Adolfo s’è messo in viaggio per gli Stati Uniti per toccare con mano la tecnologia transfer (carta siliconata trasferibile a caldo su tessuto). O, ancora, quando da quasi monopolisti si sono ritrovati a produrre qualcosa che facevano anche altri, e si sono rimboccati le maniche, producendo in proprio gli inchiostri e iniziando a venderli.

L’importante, alla fine, è tirare in porta. Come insegna il calcio balilla che, all’ingresso, testimonia con i fatti ciò che dicono le parole: qui si sta come in famiglia.

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