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Home Cari politici, lavorare al tornio è educativo. Provateci anche voi, vi potrebbe far bene…

Cari politici, lavorare al tornio è educativo. Provateci anche voi, vi potrebbe far bene…

cavaria con premezzo - meccanica marchioro«Una giornata sul tornio fa bene ed è formativa. Dovrebbero farla tutti, politici compresi». A dirlo è Silvano Marchioro, della Meccanica Marchioro Srl di Cavaria, che oggi ha settantadue anni e più di quaranta li ha passati in officina: «Arrivavo prima delle otto e me ne andavo alle sette. Da un anno ho deciso di fare il nonno, ma dall’azienda non me sono ancora andato».

FARE L’IMPRENDITORE NON ERA NEI MIEI PIANI
Niente male per un imprenditore che deve tutto al “caso”: «E’ così – interviene ancora Silvano – Se non ci fosse stato quel mio amico e il suo tornio, probabilmente non sarei qui. La storia è quella di sempre: lui aveva iniziato nel garage di casa sua, aveva lavoro per tutti e così un giorno, per caso, mi butta lì se mi sarebbe piaciuto dargli una mano. Perché no? In un battibaleno mi ritrovo la macchina piena zeppa di pezzi da lavorare, e da lì è cominciato tutto». Malinconia dei tempi passati? «Un po’ sì, perché fare l’imprenditore negli anni Settanta era anche facile; oggi è tutto complicato».

TUTTI IN AZIENDA
Come lo può essere un passaggio generazionale che alla Marchioro, invece, è ormai cosa fatta: le figlie Alessandra (42 anni e una laurea in Economia e Commercio) e Sabrina (46 anni, diplomata ragioniera) gestiscono rispettivamente la parte commerciale  e quella amministrativa. Con loro, in azienda da oltre 20 anni c’è anche Diego, marito di Sabrina, responsabile di tutta la  produzione, dai preventivi alla consegna dei prodotti finiti, supportato da qualche anno dal cugino Alessio, che ha portato la sua esperienza da ex imprenditore.

All’appello mancano un altro cugino, Giuseppe, da poco in pensione,  che per oltre 40 anni è stato un pilastro solido dell’azienda e per finire, ma non per ultima, la mamma Anna Vicario, moglie e fondatrice con Silvano, che è presente anche quando non c’è. Della definizione di “impresa familiare”, alla Marchioro se n’è fatta una regola scolpita nell’acciaio.

REMANDO CONTRO LA CRISI
Anzi, acciai speciali che danno energia al mondo, perché in questa azienda di quindici dipendenti (con un’età media di 40 anni: il più giovane ne ha 25 e il più “anziano” supera di poco i 50) si realizzano componenti di valvole per impianti petrolchimici che arrivano anche ad un diametro di 800 millimetri per un peso di 20 quintali. Valvole che vanno ovunque, remando contro la crisi. Che c’è stata, anche per la Marchioro, ma con modalità forse differenti rispetto ad altre aziende dello stesso settore. Interviene Alessandra: «Gli indicatori delle prime difficoltà economiche sono stati due: il calo del fatturato e lo stop messo alle ore di straordinario, che qui sono sempre state all’ordine del giorno».

I SEGNI “PIU’” CHE FANNO BENE ALL’IMPRESA
Ai segni “meno”, la famiglia Marchioro ha risposto però con tanti segni “più”
. Ricorda ancora Silvano: «Più investimenti in tecnologie all’avanguardia e più metri quadrati: nel 2012 siamo passati da 500 a mille. Dal 2011 ad oggi, invece, abbiamo acquistato otto nuove macchine e altre due arriveranno nei prossimi mesi. Con lo strumento del leasing: le banche ce lo propongono anche senza chiederlo e senza presentare alcun bilancio. Detto questo, detto tutto. Per gli ultimi acquisti, abbiamo deciso di utilizzare i contributi della Sabatini: staremo a vedere».

A pari grado con i centri di lavoro di ultima generazione, i Marchioro pongono l’investimento in assunzioni: «Fosse facile – dicono Alessandra e Sabrina – Qui il requisito minimo richiesto è un’esperienza come tornitore e fresatore con una conoscenza del linguaggio di programmazione macchine Fanuc. A volte accade che alla nostra porta bussino persone di 45 anni che vogliono anche solo affiancare i nostri collaboratori per imparare, ma non si può fare. E’ anche per questo che il turnover, da noi, è pari a zero. A fine agosto, però, è stata fatta una nuova assunzione».

TUTTO TRACCIATO, ANCHE I GIORNI CHE SE NE VANNO IN BUROCRAZIA
Un sito internet e una pagina aziendale su Facebook (ma i nuovi clienti arrivano soprattutto con il passaparola), la qualità come principio inderogabile, visite settimanali in azienda dei clienti più stretti (si è passati da tre a quindici) e una filiera che è tracciata fino al minimo particolare.
Ma alla Marchioro, Industria 4.0 non è ancora arrivata: «Vero, dovremmo metterci la testa – incalza Alessandra – ma ci vorrà ancora un po’ di tempo. Perché in azienda tante, troppe ore si spendono in burocrazia e nel rincorrere i contatti nelle aziende. Tempo fa era più semplice perché ci si confrontava tra titolari e la risposta era quasi immediata. Ora, invece, alcuni nostri clienti storici sono stati assorbiti da aziende multinazionali, e lì per risolvere il problema ci vogliono in media tre giorni».

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