Cerca:
Home I “vecchi” lasceranno il lavoro ai “giovani”?

I “vecchi” lasceranno il lavoro ai “giovani”?

foto_giovani_vecchi_bianconeroIL JOBS ACT E’ FINITO
Il Jobs Act non c’è più. L’ultima scossa risale a ieri: è illegittima la norma che fissa l’indennità di licenziamento in base all’anzianità aziendale. Criterio che, secondo i giudici, sarebbe contrario ai «principi di ragionevolezza e di uguaglianza». Così, come prima della riforma Renzi, toccherà ai tribunali decidere l’ammontare corretto dell’indennità dovuta al lavoratore, assunto con contratto a tempo indeterminato, in caso di licenziamento illegittimo. In quel caso si terrà conto delle dimensioni dell’impresa (piccola o grossa), dei carichi famigliari e di altri fattori. Però sono altri due i punti che hanno minato le fondamenta del Jobs Act: da un lato, con il “decreto dignità”, si sono reintrodotte le causali nei contratti a tempo determinato, limitandone anche la durata; dall’altro ci sarà il ripristino della cassa integrazione per i dipendenti delle aziende che hanno chiuso. Politiche passive, queste, e non attive. Politiche protettive e risarcitorie. Scrive il quotidiano “La Repubblica”: «Il sussidio, l’assistenza, non il lavoro. In coerenza, d’altra parte, con il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza, come finora sono stati annunciati. Un po’ la fine del lavoro».

CAMBIA L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO
Però l’alternanza scuola-lavoro resta al centro dell’agenda del governo; cambierà la “Buona Scuola”; la formazione professionale (quella degli Its in particolare) sarà rifinanziata con 23 milioni di euro. Per fare tutto questo, il governo chiede la collaborazione delle imprese. Il ministro della Pubblica Istruzione, Marco Bussetti, dice che «viviamo in un mondo in continuo mutamento nel quale la formazione permanente e l’aggiornamento sono fondamentali. Già da gli anni della scuola i nostri ragazzi devono “imparare a imparare” in maniera continuativa. Per farlo è importante l’alleanza con le imprese; con i territori. Tra mondo della scuola, dell’università, realtà lavorative e territori ci deve essere un dialogo produttivo e proficuo». Per tornare all’alternanza scuola-lavoro. Verrà dimezzato il totale delle ore di alternanza nei licei, negli istituti tecnici il totale delle ore resterà un po’ più alto, l’alternanza non sarà oggetto dell’esame orale alla maturità e saranno vietate forme di apprendistato occulto nascoste nell’alternanza.

STAFFETTA GENERAZIONALE PER I BANCARI
Il lavoro è un problema; l’alternanza non è una soluzione ma è un primo passo importante; di staffetta generazionale, in Italia, se ne parla da almeno 35 anni. Staffetta tra lavoratori senior che vanno in part time e giovani che entrano per un numero di posti corrispondente alla riduzione di orario. Dopo anni parte la “staffetta” nelle banche: ad esserne interessati saranno gli over 60 del credito. Come funziona? Il Fondo per l’occupazione (Foc) garantisce al lavoratore (interessato dalla riduzione stabile dell’orario di lavoro) tramite il datore di lavoro, un importo pari al 25% della retribuzione persa. La prestazione «è riconosciuta fino alla maturazione dei requisiti di pensione anticipata o di vecchiaia». I dipendenti bancari che utilizzeranno la “staffetta” sono più di 13mila; la circolare dell’Inps renderà operativo l’accordo sul Foc.

SISTRI 2.0, MA LA MACCHINA AMMINISTRATIVA E’ ANCORA “VECCHIA”
C’è chi pensa di uscire dal mercato del lavoro e chi ci vuole entrare. Il Sistri, il sistema elettronico di tracciabilità dei rifiuti, è tutt’altra cosa. Ma sul “lavoro” delle imprese impatta pesantemente: i manuali sono stati aggiornati e il meccanismo (ci saranno altre proroghe?) dovrebbe entrare in vigore per tutti dal 1° gennaio 2019. Però c’è una novità: il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha detto che vuole passare ad un «Sistri 2.0» in grado di digitalizzare l’intera tracciabilità dei rifiuti e i relativi documenti fiscali, superare il doppio binario cartaceo/digitale e il registro carico e scarico. Per rendere operativo il “progetto”, il ministro riunirà una commissione di esperti per la semplificazione ambientale all’interno della quale dovrebbero sedere anche gli imprenditori che si occupano di ambiente e gestione dei rifiuti. Però la macchina amministrativa va avanti, nonostante il Sistri sia un “pasticciaccio” senza fine. Sul sito www.sistri.it, è stato pubblicato un elenco di otto guide riguardanti: gestione rifiuti respinti, mini-raccolta, trasporto intermodale, trasporto transfrontaliero, destinatari dei rifiuti, produttori di rifiuti, regione Campania, trasporatori.

TORNA SU