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Il 2019 cambia le imprese: con la fatturazione elettronica si entra nel digitale

senza-titolo-1Adeguarsi ad un obbligo è una cosa, cogliere le opportunità di una piccola rivoluzione è un’altra. Il primo gennaio 2019, la fattura cartacea andrà in pensione. E arriverà quella elettronica: che porterà a tutte le imprese e alle partite Iva, indifferentemente che si tratti di società o liberi professionisti (ne è esente chi opera in regime dei minimi o in regime forfettario) la gestione dell’emissione, della trasmissione, della ricezione e della conservazione dei documenti – non solo quelli emessi (fatture attive) ma anche quelli ricevuti (fatture passive) – e farà cadere anche le ultime resistenze. Quelle dettate dal timore di non sapere quali strumenti adottare, quali e quante risorse utilizzare, quanti costi sostenere. Confartigianato Imprese chiederà nuovamente al legislatore di dare un «avvio graduale all’obbligo di fatturazione elettronica, scaglionando l’entrata in vigore a seconda della dimensione aziendale», però meglio affrettarsi e arrivare preparati all’appuntamento del 2019.

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SEMPLIFICAZIONE E RISPARMIO
Se da un lato la fatturazione elettronica, da utilizzare in tutti gli scambi commerciali, sarà probabilmente vissuta dal alcuni come un “intralcio” alla routine quotidiana – che spesso, però, soffre di un assurdo sovraccarico burocratico – dall’altro potrà invece rappresentare il primo passo verso un sistema di gestione aziendale migliore proprio perché digitale. Una parola, quest’ultima, che fa il paio con «semplificazione» (per l’appunto, un colpo al caroburocrazia) e risparmio.

A sottolinearlo è l’Osservatorio Fatturazione Elettronica e eCommerce B2b del Politecnico di Milano: il passaggio dalla vecchia fattura a quella “online” sarà un toccasana per il portafogli di aziende e professionisti. «Con la sola fattura elettronica strutturata – evidenzia l’Osservatorio – si possono risparmiare tra i 5,5 e gli 8,2 euro ogni fattura, mentre con la digitalizzazione dell’intero ciclo dell’ordine tra 25 e 65 euro ogni ciclo». Fate voi i conti. Le Pmi si dimostrano fiduciose: solo l’8% delle 218 intervistate dall’Ateneo ritiene che la legge riguardante la fatturazione elettronica sia poco chiara; il 9% non sa ancora come affrontare l’obbligo ma il 32% metterà mano al proprio sistema gestionale (investendo in innovazione e digitalizzazione) per adeguarsi e farsi trovare preparato.

VELOCI E PRODUTTIVI
Ricordiamo che l’Italia sarà la prima nazione nell’Unione Europea a introdurre l’uso della e-fattura: un vantaggio da leggere in senso positivo. Digitalizzarsi, infatti, non è una moda ma un’esigenza competitiva. Ne sono sicure le 16mila imprese inserite in una recente ricerca del Laboratorio di Statistica Applicata dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: il 67% del campione è cresciuto dopo aver avviato un percorso di digital transformation, mentre il 18% ha notato un incremento nel fatturato.

Ma c’è di più: chi digitalizza diventa più veloce, produttivo ed empatico. Fidelizza i vecchi clienti e ne trova di nuovi, migliora i processi di business, rafforza (o aiuta) i percorsi di internazionalizzazione, migliora il clima aziendale (si lavora meglio perché più organizzati), semplifica l’accesso alle informazioni. Insomma aumenta la produttività ma diminuiscono gli errori.

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la_prealpina_26_09_2018

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