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Impresa 4.0: il governo premia le Pmi. Ora, abbassate le tasse

foto_industria4-0_riforma_governoLE TASSE? TROPPE E POCO EQUE
Potevamo immaginarlo, ma avere una conferma di ciò che si pensa non è male: un contribuente italiano su due percepisce il fisco come un nemico; in Italia nove volte su dieci il sistema tributario è considerato non equo; 7 italiani su 10 pensano che mettere mano ai meccanismi che regolano tasse e tributi dia una spinta all’economia. Gli italiani pensano, anche, che la forte evasione fiscale sia generata per il 44% dei casi da un carico fiscale eccessivo (non scusiamo l’evasione ma neppure le tasse esuberanti) e per il 36% da sanzioni troppo leggere (ricordiamo che negli Stati Uniti d’America gli evasori se ne vanno in galera). L’89% degli italiani, secondo l’analisi elaborata da Deloitte e presentata alla quinta edizione dello Strategic Council di Deloitte, ritiene che già da oggi sia sostenibile una riduzione della pressione fiscale attraverso l’eliminazione degli sprechi (il 46%) e la lotta all’evasione (34%). E solo il 29% sarebbe disposto a pagare meno tasse in cambio di una riduzione dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione.

PIANO DELLE RIFORME: NOVITA’ ANCHE PER LE PMI
Anche il governo pensa che agire sulla leva fiscale sia importante per rafforzare la crescita. Quindi:

  • Riforma dell’Irpef con una dual tax in vigore dal 2021: taglio progressivo delle attuali cinque aliquote prima a tre e poi a due con un prelievo del 23% fino a 75mila euro e del 33% oltre questo limite;
  • La flat tax: per le partite Iva l’aliquota sarà del 15% e si applicherà ai ricavi fino ai 65mila euro. Confermata la pace fiscale anche per i contribuenti che hanno cartelle o liti pendenti con il fisco e fino a 100mila euro;
  • Per quanto riguarda la previdenza: nel 2019 ci saranno dai 300 ai 400mila pensionati in più: «Quota 100» con 62 anni minimi e 38 anni di contributi, fino a 64 (anni) e 36 (contributi). Confermato il reddito di cittadinanza a 780 euro.
  • Per le imprese: una piattaforma pubblica per incentivare il venture capital coinvolgendo fondi pensione, casse di previdenza e assicurazioni destinando i Pir (Piani Individuali di Risparmio) anche verso le start up e le imprese non quotate; l’istituzione di una Banca pubblica per gli investimenti; il rafforzamento del Fondo di garanzia e la modifica degli appalti pubblici, assegnando i contratti al di sotto della soglia comunitaria con una riserva di quote per le Pmi.

IN ITALIA, BASSO TASSO DI DIGITALIZZAZIONE NELLE IMPRESE
Novità anche sul fronte del digitale: le imprese non ci sono ancora, e l’allarme questa volta lo lancia il Ceo di EY in Italia Donato Iacovone. L’85% delle Pmi è impreparato al mondo digitale, però «fino al 2020, su 2,5 milioni di nuovi assunti previsti da Unioncamere, più di 800mila saranno legati al digitale nel settore Ict. In più il digitale contribuirà alla creazione di circa il 32% dei nuovi posti di lavoro fino al 2023». Che si fa? Bisogna spingere sull’innovazione all’interno delle imprese, con particolare attenzione a quelle più piccole. Dunque, il governo deve insistere sugli incentivi Industria 4.0 e sulla formazione 4.0. Dice ancora Iacovone: «La manifattura italiana è la seconda in Europa, ma rischia di essere spiazzata se non sarà in grado di digitalizzarsi rapidamente». Nel 2016 sono stati 81mila gli italiani con più di 24 anni che si sono trasferiti all’estero: più della metà si sono spostati per motivi di lavoro, e 25mila erano giovani laureati tra i 25 e i 39 anni.

IMPRESA 4.0: BENEFICI FISCALI A VANTAGGIO DELLE PMI
Tante le novità positive proprio per le Pmi. Le aliquote dell’iperammortamento diventeranno quattro: con maggiorazione del 180% (costo ammortizzabile totale del 280%) fino a 500mnila euro di investimento; del 150% per investimenti tra i 500mila e i 2 milioni di euro; del 100% oltre i 2 e fino ai 10 milioni di euro; del 50% oltre i 10 e fino ai 30 milioni. La proroga riguarderà gli investimenti effettuati nel 2019 con la possibilità di finalizzare l’acquisto all’atto della consegna fino al 30 giugno 2020. Per le Pmi si alleggerirà anche l’onere della perizia tecnica, necessaria per attestare che il bene possiede le caratteristiche tecniche per renderlo ammissibile al beneficio fiscale. Probabilmente, anche il credito di imposta per la formazione 4.0 (in scadenza a fine 2018) sarà interessato da una proroga. Sul tavolo c’è anche la proposta di ridurre l’Ires, passando dal 24 al 15%, per incentivare il reinvestimento degli utili delle imprese anche in macchinari.

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