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Home Io sono digitale, tu sei digitale, egli è digitale: coniughiamo il futuro

Io sono digitale, tu sei digitale, egli è digitale: coniughiamo il futuro

foto_trio_1LA FINANZA SI IMPARA SULL’APP
La notizia è stata ripresa anche dal quotidiano La Prealpina: affiancati dalle competenze presenti a Versione Beta e Faberlab, i ragazzi dell’indirizzo classico e linguistico del Liceo “Crespi” di Busto Arsizio hanno presentato a #FuturaVarese la app che aiuta i giovani a prendere confidenza con la finanza. E non solo quella di tutti i giorni: il Financial School Game (questo il nome dell’invenzione gradita anche dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, presente a #FuturaVarese) da un lato accompagna i giovani nella gestione del patrimonio famigliare, ma dall’altro li coinvolge in progetti più impegnativi. Come può esserlo quello dell’amministrazione finanziaria di un’attività imprenditoriale. Un gioco educativo, formativo ed etico che genera consapevolezza nei giocatori. Giulia Vaccarino, Giulia Forasacco e Alessandra Muru – le studentesse che hanno collaudato la app – sono state seguite dalla professoressa Grazia Deld’Acqua, mentre l’ideatrice del gioco – Giuseppina Dosio – è stata supportata dai professionisti di Confartigianato Imprese Varese e dallo sviluppatore Gabriele Biucchi.

PMI NEL DIGITALE: LA RIVOLUZIONE CHE FA BENE A TUTTI
E che digitalizzazione sia: i giovani sono sulla buona strada, anche perché non siamo ancora entrati in pieno nel 4.0 che già si sta parlando – sarà una fake news? – di Industria 5.0. L’argomento lo affronta Klaus Helmrich (prossimo AD della nuova operating company Digital Industries di Siemens) sulle colonne di Capital. «E’ nostro compito essere in grado di anticipare i cambiamenti globali che aumentano in maniera costante», e l’espansione dovrà focalizzarsi proprio sulla digitalizzazione industriale. Che è ormai indispensabile per tutte le imprese, grosse e piccole: «Per mantenere un vantaggio competitivo – dice Klaus. Perché con il digitale, il tempo di lancio di nuovi prodotti può essere ridotto del 25-5’%, i costi di progettazione possono essere ridotti fino al 30%, il risparmio energetico potrebbe aumentare del 70%». Non ci sarebbe altro da aggiungere, se non questo: la digitalizzazione definisce un nuovo livello nell’organizzazione e nella gestione dell’intera catena del valore, nei sistemi di produzione e nel ciclo di vita dei prodotti. Fabbrica intelligente e disoccupazione? Helmrich ha una risposta anche per questo: «Aumenterà la domanda di forza lavoro qualificata ed emergeranno nuove professioni: a breve termine si prevede che gli investimenti per Industria 4.0 aumenteranno l’occupazione del 6%. Ciò significa che verrà impiegato forza lavoro in aree di maggiore valore con risvolti umanistici. Perché l’attività umana potrà concentrarsi in opere preziose e creative invece che in quelle ripetitive».

BONUS FORMAZIONE 4.0: CHIARIMENTI DAL MINISTERO
A proposito: oggi mancheranno anche le competenze in molti dei nuovi campi della digitalizzazione, ma il bonus formazione 4.0 è un valido aiuto per formare i professionisti di cui hanno bisogno le aziende. Un chiarimento: il credito di imposta è stato inserito nella legge di bilancio dello scorso anno, vale solo per il 2018 in forma sperimentale, e conta su una dote di 250 milioni. L’emanazione del decreto solo a metà anno non ne ha facilitato l’utilizzo. Per sbloccare l’impasse, il ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico emanerà una circolare per estendere l’accesso al beneficio anche ad accordi firmati prima del decreto attuativo. Il credito d’imposta è fruibile nella misura del 40% delle spere relative al personale dipendente impegnato e nel limite massimo di 300mila euro per ciascun beneficiario. Tra i requisiti, prevede anche che le attività formative siano pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali. Potrebbero restarne fuori i corsi di formazione che, avviati nel 2018, erano stati approvati nel 2017. Il credito, infine, non interessa solo le imprese della manifattura ma anche il terziario.

A ROMA IL PRIMO COMPETENCE CENTER DI FACEBOOK. CHE INTERESSA TUTTI
Obiettivo: Facebook vuole colmare il gap tra Pmi e social. Come? Organizzando percorsi di formazione. Dove? Anche a Roma, dove aprirà uno spazio di 900 metri quadrati nelle vicinanze della Stazione Termini. Il nome dello spazio sarà “Binario F”, e in occasione della sua apertura si terranno 2 giorni di training rivolti alle Pmi. La prima giornata sarà dedicata al “Made in Italy” (i social come strumento di crescita nei contesti globali), mentre la seconda sarà un workshop per i giovani su come accrescere la propria presenza online. Il progetto prevede la “convivenza” di 3 modalità operative: corsi gestiti interamente da Facebook, workshop organizzati con i partner di Facebook (da Confcommercio a Skuola.net), infine da soggetti terzi compreso il mondo delle associazioni di categoria. Il target di riferimento è composto da aziende, start up, scuole, no profti e Ong, studenti e genitori, fondazioni ed enti culturali, mondo della comunicazione e dell’editoria.

 

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