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Home L’Italia si divide tra “Pop” e “Rock”: ma il governo rischia di “stonare”

L’Italia si divide tra “Pop” e “Rock”: ma il governo rischia di “stonare”

Die Zukunft des Pendlerverkehrs - der komfortable neue Zug für das Londoner Thameslink-Netz wurde am 24. Mai 2016 am Bahnhof Blackfriars vorgestellt. Die 115 Züge der Klasse 700 werden von Siemens gebaut und geliefert, viele von ihnen sind rund 50 Prozent länger als fast jeder Thameslink-Zug der derzeitigen Flotte. Die Züge haben ein geräumigeres Design und wurden speziell für das gestiegene Fahrgastaufkommen auf den Thameslink-Strecken ausgelegt. Allein in den letzten fünf Jahren stiegen die Fahrgastzahlen hier um 40 Prozent. On 24 May 2016, Thameslink is set to showcase the future of commuting when it unveils the spacious new Class 700 Thameslink train at Blackfriars station. 115 ‘Class 700’ trains are being delivered by Siemens, many of them 50% longer than almost every train in the Thameslink fleet which, with its spacious new design, will help meet the huge growth in passenger numbers on Thameslink which have soared 40% in the past five years.

LOMELLINA, “70+1”
Partiamo da una notizia di “casa nostra”: domenica 23 settembre, nell’Aula Magna del Seminario Vescovile di Vigevano, Confartigianato Lomellina ha compiuto 70 anni. Ma ha deciso di festeggiarne “70+1” per sottolineare l’importanza della sinergia tra le due società di servizi amministrativi, gestionali e professionali (Artser) di Confartigianato Varese e Confartigianato Lomellina. Che da un anno, insieme, seppur conservando l’autonomia e l’identità della rappresentanza nei singoli territori hanno amplificato la capacità di rispondere alle sempre nuove richieste delle imprese sotto il profilo dell’offerta di servizi dedicati allo small e al medium business. Un’occasione di festa con le quattro le imprese premiate che hanno superato il traguardo dei settant’anni (la Comer, la Chiesa Artorige, la Mario Bazzigaluppi di Gianfranco Bazzigaluppi e la Giraninterni) e quelle che, compiuti i trent’anni di attività, si sono viste consegnare il “premio Fedeltà al Lavoro Artigiano”. Alla giornata erano presenti più di 150 imprenditori. Ricordiamo che in Lomellina, le aziende con meno di 50 dipendenti rappresentano il 99,3% delle aziende totali.

TRENI DEL FUTURO: L’ITALIA C’E’ CON “POP” E “ROCK”
Innotrans 2018 è la più grande fiera del traporto su binario del mondo. E l’Italia ha detto la sua presentando “Pop” e “Rock”, i due prototipi di quei convogli che, da maggio 2019, circoleranno sui nostri binari. Le Ferrovie dello Stato ne hanno affidata la produzione a Aiston e Hitachi: l’investimento è di 6 miliardi di euro; la flotta verrò rinnovata in cinque anni. Obiettivo: rivoluzionare la vita degli oltre 5 milioni di pendolari del Bel Paese. Perché oggi, da noi, il 70% dei viaggi avviene su mezzi privati e solo il 30% su mezzi pubblici. Il contrario di quanto avviene in Europa. A dire il  vero, questa diversa visione del trasporto l’Italia ce l’ha anche per quanto riguarda le merci: infrastrutture permettendo, la gomma gioca ancora il ruolo della leonessa. E i treni non sono ancora entrati in una logica di competitività economica delle imprese. Fatto sta che a Berlino, dove si è tenuta la Fiera, il futuro è già iniziato con treni a guida autonoma, digitalizzazione delle reti ferroviarie, convoglio “green” riciclabili al 95%, carrozze (ma Roberto Brunelli su “La Repubblica” parla, giustamente, di capsule) che volano in una specie di tubo a bassa pressione. Tra le novità a maggior impatto, i treni a idrogeno. Tutto bello e fantastico, ma in Italia il tema “infrastrutture” sembra essere ancora molto delicato.

IL GOVERNO DALLA PARTE DELLE IMPRESE? NI
“L’Economia” del Corriere della Sera dedica un articolo (a firma di Dario Di Vico) sulla stretta relazione che dovrebbe esserci tra governo e classe imprenditoriale. E invece, tra i due sembra generarsi un certo gap dovuto anche alla decisione del ministro dello Sviluppo di non confermare le agevolazioni per chi ristruttura la casa e acquista mobili. Il caso: il costo dell’incentivo (il bonus mobili) è di circa 80 milioni di euro, ma ha generato 1,8 miliardi di fatturato. Quindi, scrive Di Vico, «non solo ripaga ampiamente in gettito fiscale lo sforzo di finanziamento, ma concorre anche a sostenere in maniera robusta produzione e lavoro». Ricordiamo, inoltre, che è stata di un +3,3% la crescita del volume d’affari generato nei primi mesi del 2018 dal settore dell’arredamento. Invece, prosegue il giornalista, «il ministero dello Sviluppo economico considera prioritari i provvedimenti proposti dal ministro del lavoro (leggesi reddito di cittadinanza) ed è più che disposto a sacrificare gli interessi della propria constituency (gli imprenditori)». In poche parole, non sempre tenere fede ai propri principi significa fare il bene dell’economia reale, dei suoi protagonisti e del fisco.

SPECIALISTI DEL WELFARE, E’ IL VOSTRO MOMENTO
Però, che bello: in questo mondo che va veloce, si sta riscoprendo un modello di Welfare più che mai interessante. Anzi, si potrebbe dire “modelli” perché ciascuna azienda può costruirsi il suo. E così molti consulenti del lavoro si stanno specializzando per trasformarsi in “specialisti del welfare”: partendo dalla consulenza previdenziale (dal 1° gennaio 2019, le misure che il governo metterà in campo cambieranno nuovamente il quadro dei requisiti per accedere alla pensione) si arriva all’affiancamento delle aziende nella predisposizione di Piani Welfare. E’ un lavoro che sta prendendo quota e che può occupare anche il 10% delle attività di uno studio di discreta dimensione (circa 35 persone). Gli specialisti di entrambi i settori – quello previdenziale e quello del Welfare – si pensano come “sarti”. Perché, in effetti, è questo che fanno: ritagliano un “abito” personalizzato all’impresa basato su risorse disponibili e obiettivi da centrare, meccanismi da mettere in campo e opportunità da cogliere. Ovviamente, un lavoro non tanto del futuro quanto del presente: che richiede professionalità ben calibrate.

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