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Con le Pmi i sapori di Varese diventano un brand da esportazione

sapori-di-vareseLo dicono le cifre: il 92% delle produzioni tipiche italiane nasce nei Comuni con meno di cinquemila abitanti. Se la fonte della ricerca è autorevole, l’orgoglio è alle stelle. Anche perché per contrastare l’“italian sounding” (beni prodotti e commercializzati all’estero con nomi di marchi che ricordano quelli italiani) c’è solo il sapore italiano. Anche a Varese. Dove i piatti tipici non mancano (alcuni si sono guadagnati l’etichetta Dop, denominazione di origine protetta, e altri quella di De.Co, denominazione comunale), e se sono in parte conosciuti non sempre sono valorizzati. I produttori locali scavano nelle radici delle nostre tradizioni, anche con particolare inventiva, per rilanciare ed esportare la genuinità, la freschezza e l’originalità del nostro territorio.

Ora grazie a Confartigianato Imprese Varese e Provex, attraverso il sito www.isaporidivarese.it, nato in occasione di Expo 2015, le imprese del food varesino potranno entrare a far parte di una community pensata appositamente per far conoscere ovunque la tipicità dei loro prodotti. Che hanno un “suono” del tutto particolare in grado di coprire un interno menù: salumi, carni, latticini, pasta, prodotti da forno, liquori, dolci, birra e vini.

26992417_1975016602512582_363218277222813659_n“Farina e Passione”, che ha sede a Cislago, è una di queste. Barbara Esposti Appicino e Laura Berardi, così come il Liquorificio Garbini di Samarate e la Legù di Albizzate, hanno aderito all’iniziativa un po’ «perché una vetrina online in più non fa male, ma anche perché fa parte della nostra filosofia». «Le ragazze dei biscotti», come le hanno soprannominate con simpatia i loro clienti, da sempre credono nella tradizione della cucina domestica. Prodotti tipici varesini non ne producono, vero, però «la nostra impresa è varesina, i nostri dolci li facciamo in casa e per di più come li si faceva una volta».

Inoltre molte materie prime provengono direttamente da casa nostra e «si può fare rete: noi usiamo il miele biologico per produrre dolci e torrone, e chi ci rifornisce di miele usa a sua volta i nostri dolci per confezionare omaggi aziendali e regali. E così accade anche con un giovane imprenditore di Gerenzano che coltiva lo zafferano».  Insomma, localismo al centro con la voglia di premiare i «prodotti vicini» creando nuove sinergie.

Perché www.isaporidivarese.it da un lato soddisfa la voglia di entrare a far parte di un circuito di vere eccellenze («ci piace che i nostri prodotti siano associati all’idea di qualcosa di buono», incalza Barbara), e dall’altro quella di «lasciarsi coinvolgere per porre le basi, perché no, di un nuovo prodotto varesino». Nel frattempo “Farina e Passione” punta sulle sue Lingue di gatto: «La gelateria “Le piscine” di Busto Arsizio – conclude Barbara – le usa al posto delle cialde. Ed è stato un successo».

15403824_1166930406689589_6307705964836234630_oEnrico Gacati, che è a capo del Liquorificio Garbini di Samarate con la figlia Marzia, dice che «si stanno riscoprendo i prodotti del territorio anche con un certo entusiasmo, però il Made in Varese non ha ancora espresso tutte le sue potenzialità». L’impresa è un tutt’uno con il territorio: rifornisce di aperitivi alcuni bar di Varese, di Sesto Calende e del Lago Maggiore; produce l’Amaro del Sacro Monte e il suo “Un Quai Cos” (liquore che ha ormai 80 anni di età) è utilizzato da un ristoratore di Cuasso al Monte anche per farci il risotto. Al liquorificio, così come a tante piccole imprese, non interessano i numeri: «Da parte nostra vogliamo mantenere alta la qualità dei prodotti e spenderci in collaborazioni nuove. Preservando però sempre questa spinta localistica che ci fa credere nel prodotto di zona: come liquorificio facciamo di tutto per far conoscere la nostra piccola realtà. Lo spirito di iniziativa e la voglia di mettersi in gioco faranno il resto».

27657226_822916834560439_7409154124232572018_nE’ anche per questo che Monica Neri della Legù, l’antipasta di Albizzate, ha deciso di accogliere il progetto: «A livello gastronomico, la nostra provincia non vanta una grande tradizione ed è per questo che www.isaporidivarese.it rappresenta un’occasione. Insieme le imprese si sentono più forti, possono arrivare dove da sole non arriveranno mai, acquisiscono maggiore visibilità e una conoscenza che definirei “globale”. Nel senso che il confronto fa crescere». Certo, gli imprenditori non sono abituati a fare filosofia: «Il primo obiettivo è quello di aumentare le vendite – prosegue Monica – e di trovare nuovi clienti anche al di fuori della regalistica natalizia».

Comunque le feste si avvicinano, e basta un click per conoscere buona parte delle ghiottonerie varesine.

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