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Home Diamoci una mossa: la “pace fiscale” fa scoppiare la guerra

Diamoci una mossa: la “pace fiscale” fa scoppiare la guerra

pace_fiscale_2018Preoccupa l’età pensionabile (è scattato il “toto-.pensioni” con la “quota 100” che nasce dalla somma tra età e contributi versati), preoccupa il braccio di ferro con l’Europa (revisione del deficit-Pil dal 2,4 al 2,3%?), preoccupa il reddito di cittadinanza (le risorse ci sono oppure no?), ma a preoccupare soprattutto gli italiani è il rapporto con il Fisco. E’ per questo che la famosa “pace fiscale” ha ormai i riflettori puntati sui suoi – così sembra – tanti difetti. E proprio la “pace fiscale” arriverà domani in commissione Finanze al Senato per un percorso che semplice non sembra affatto. Il Sole 24 Ore propone alcuni esempi particolarmente calzanti di queste «incertezze, storture o situazioni paradossali generate dal decreto».

AVVISI BONARI
A partire dagli avvisi bonari, che solitamente non sono sanabili. Però se nei mesi scorsi il Fisco ne ha inviato uno – e questo è stato ignorato dal suo diretto interessato – ora si potrà rottamare la cartella esattoriale che ne è scaturita. Chi invece «ha scelto di pagare e ha rateizzato l’importo contestato – prosegue Il sole – non potrà sfruttare la pace fiscale neppure per le somme ancora dovute». In sintesi, in base all’attuale formulazione del decreto legge gli avvisi non avranno alcun beneficio, sia che si debba ancora pagare e sia nel caso in cui la rateazione sia già iniziata.

SCONTI SUI PROCESSI CON IL FISCO
Altro problema, è quello degli sconti per chi ha un processo in corso con il Fisco. E il problema interessa, in prima battuta, coloro i quali ha dato ragione il giudice. Un esempio: «Un’impresa si è vista contestare dal Fisco imposte non versate per un totale di 93.500 euro. Anche se questa ha vinto il processo di secondo grado, per chiudere la lite dovrebbe comunque pagare 18.700 euro d’imposta (il 20%) e farsi carico delle proprie spese legali (simuliamo 10mila euro). Tutto questo per evitare il giudizio in Cassazione». Altro ostacolo è quello generato dall’impossibilità i recuperare le somme già versate in eccesso rispetto a quanto richiesto per la pace fiscale.

FATTURA ELETTRONICA
E’ l’argomento di questi ultimi mesi, anche perché l’obbligo del suo utilizzo è fissato al 1° gennaio 2019. Il governo, però, ha già comunicato che alcune soluzioni normative renderanno più semplice l’adempimento. Il decreto 199/2018, infatti, prevede:

  • Un regime transitorio dal 1° gennaio al 30 giugno 2019
  • Una nuova regola generale che partirà dal 1° luglio 2019 e permetterà l’emissione ritardata di 10 giorni della fattura immediata
  • L’adeguamento dei termini per la registrazione delle fatture

Per quanto riguarda la fattura immediata: dal 1° luglio 2019, la sua emissione corretta deve avvenire entro 10 giorni dall’operazione; se la data di emissione è diversa da quella di effettuazione deve essere indicata in fattura. La fattura differita, invece, deve essere messa entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione se, per le cessioni di veni, alla data di effettuazione la consegna o la spedizione risulta da documenti idonei a identificare i soggetti tra i quali è avvenuta l’operazione.

DIGITALIZZAZIONE: NON CI SIAMO ANCORA
Però, ci sono anche altri temi sui quali è giusto dibattere con una certa continuità. Per esempio quello della digitalizzazione che, negli ultimi anni, ha interessato (seppur con diverse modalità) più di 6 aziende su 10. Secondo un rapporto del Mecspe il 47,4% delle PMi sono digitalizzate ma solo in modo parziale, il 37,8% per intero e il 9,6% solo per quanto riguarda alcuni elementi. E il 26% delle piccole e medie imprese non prevede di aumentare l’investimento nel digitale perché ritiene costi troppo. A volte, però, gli imprenditori non ne valutano i reali vantaggi: costi che si abbattono, fatturati che crescono, mi mercati internazionali che si aprono. Perché Impresa 4.0, scrive il Corriere della Sera, «accorcia la distanza tra il produttore e il consumatore in ogni settore: più è rapido il feedback che mi fornisce il mio cliente, più in fretta sono capace di aggiustare il tiro nella produzione». E anche il mercato del lavoro potrebbe ricevere una scossa positiva, grazie alle nuove figure professionali legati al digitale e alla formazione dedicata ai giovani al di fuori del mercato, ma non solo.

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