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Home Gilegno, la segheria a impatto zero: «Qui il legno diventa anche energia»

Gilegno, la segheria a impatto zero: «Qui il legno diventa anche energia»

Nel gergo comune, una persona efficiente è colui che è capace e attivo. Se spostiamo l’attenzione su una macchina, vuol dire che funziona bene. Parlando di una casa o di un capannone, l’efficienza è quasi sempre energetica: si scalda o si raffredda l’ambiente, senza alcuno spreco. Anzi, non solo risparmiando ma possibilmente guadagnandoci. Ce lo raccontano tre imprese completamente diverse fra loro (una segheria, una azienda attiva nel settore dell’elettronica e un’altra specializzata nell’installazione impianti), in occasione dell’evento “L’efficientamento energetico: smart building e smart manufacturing” organizzato da Confartigianato Imprese Varese per mercoledì 24 ottobre, alle ore 18, nella sala convegni della sede di Gallarate (in Viale Milano 69) in seno alla programmazione di eventi pensati per la “Settimana dell’energia”. La prima puntata di questo viaggio inizia con la segheria Gilegno di Somma Lombardo, in via Giuseppe Giusti 101.

LO SFRIDO: MACINATO MA SOLO SE E’ VERGINE
foto_segheriaDaniele e Severino Grossoni sono a capo dell’omonima segheria fondata nel 1959 da papà Ernesto
, che in azienda ci va ancora ogni giorno. E’ qui che la sfida ai mercati si allea a quella del risparmio energetico recuperando gli scarti di lavorazione. Lo sfrido, quella parte del legno ottenuto dal tronco vergine (pensando al truciolato, i Grossoni un po’ si irrigidiscono), non può avere altra sorte se non quella di essere venduto per poi essere macinato. Per produrre energia. Ma con l’arrivo della crisi economica, i prezzi della vendita si sono fatti al tal punto irrisori che i fratelli Grossoni un pensierino ce l’hanno fatto: «Ci siamo concentrati sull’idea di ciclo continuo interno: tutto quello che entra sotto forma di legname, qui ci resta trasformandosi in energia termica ed elettrica», dicono i due. Che con questa scelta hanno sposato il concetto dell’etica a quello della gestione aziendale: «Per una segheria il rispetto dell’ambiente, delle sue risorse e delle fonti energetiche rinnovabili è un punto a favore anche nei confronti dei propri clienti e fornitori. Lo stesso brand ne guadagna in riconoscibilità, identità e serietà».

LA BIOMASSA: TRE CHILI DI LEGNA PER UN KW/H DI CALORE
Il percorso è stato particolarmente complesso, ma ad oggi le valutazioni non possono che essere positive. Così nel 2009 e 2010 i Grossoni hanno installato sui tetti dei capannoni un impianto fotovoltaico prima di 20 e poi di altri 80 Kw/h. Nello stesso anno è stata la volta dell’impianto a biomassa legnosa: «Un investimento di centinaia di migliaia di euro che funziona con una turbina ad acqua surriscaldata e che ha come obiettivo quello di trasformare lo scarto in energia termica. Una vera avventura, ma ci siamo fatti ingolosire», dice con un pizzico di orgoglio Daniele. Parlare di avventura è più che mai lecito: «Non è stato facile. Qui alla Gilegno – commentano i fratelli – ci abbiamo messo un anno per installare l’impianto (che agli inizi qualche problemino lo ha dato) e un altro anno per chiudere tutta la trafila burocratica con Vigili del Fuoco, Comune di Somma Lombardo, Provincia di Varese, certificazioni ambientali, Gse, Enel, Arpa». Per produrre un Kw/h di energia servono tre chili di legna e «il legno duro rende molto di più rispetto a quello morbido: quindi meglio il rovere o il frassino che il pioppo». Ad oggi l’azienda è autonoma al 100 per cento per quanto riguarda l’acqua calda e al 50 per cento sul fronte dell’elettricità.

NIENTE VA IN FUMO
Come se tutto questo non bastasse, alla Gilegno si recuperano anche i fumi che fuoriescono a 230 gradi dalla caldaia utilizzata nell’impianto a biomassa: «Per non disperderli nell’atmosfera – prosegue Severino – li convogliamo in un’altra caldaia e li utilizziamo per generare calore utile per scaldare gli uffici, i capannoni e i forni di essicazione del legno».

2zzuy_1pENERGIA ED ETICA: LE CERTIFICAZIONI “ECOSOSTENIBILI”
Ecco il ciclo continuo interno, e per di più a chilometro zero. Dice ancora Daniele: «Ci piace pensare a noi come ad un’impresa capace di generare energia pulita. E questa ecosostenibilità non nasce da una strategia di marketing ma dalla necessità di contenere anche i costi di produzione. Una scelta che dimostra quanto all’aspetto etico si possa dare un contenuto misurabile e pratico». Con una spinta in più generata da alcune fra le certificazioni più prestigiose che interessano il settore del legname: la Pefc/18-31-720 (che tutela a livello europeo) e la Fsc, con copertura mondiale. Entrambe attestano la provenienza del legno utilizzato dalla Gilegno, il controllo delle foreste e garantiscono l’ecosostenibilità e la qualità del lavoro svolto nell’azienda di Somma.

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