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Officina delle Idee: dove nascono le piccole “Ikea”

La riflessione alla quale si tende oggi, nel momento in cui si decide di aprire una nuova attività, è sul modello di impresa al quale si deve guardare con attenzione per soddisfare, da un lato, le proprie aspirazioni e inclinazioni e dall’altro per rendere la propria azienda un’organizzazione sostenibile.

OFFICINA DELLE IDEE: UN PERCORSO DI CRESCITA
Il ciclo “Officina delle Idee”, che si accompagna da anni al progetto “Mettersi in Proprio” (Giovani di Valore), anche in questo 2018 propone tre appuntamenti per aiutare i neo-imprenditori a prendere confidenza con le novità che fanno di un’azienda un’entità in continuo movimento. Gli incontri sono gratuiti.

officina_idee_01Nuovi modelli organizzativi
8 novembre – ore 18.30
Castello di Monteruzzo a Castiglione Olona, via Guglielmo Marconi 1 Iscriviti

 

officina_idee_02Multifactory: modelli di economia collaborativa per la crescita di professionisti e PMI
15 novembre  – ore 18.30
Comune di Sesto Calende, Piazza Cesare Da Sesto Iscriviti

 

officina_idee_03Stesura guidata di un Business Plan
29 novembre 
– ore 18.30
Comune di Induno Olona, Via Porro 35 Iscriviti

 

 

COME PASSARE DALLA TEORIA ALLA PRATICA
In questi ultimi tre anni, con “Officina delle Idee”, Confartigianato Imprese Varese ha affrontato in modo pragmatico l’organizzazione della singola impresa, lo sviluppo delle competenze trasversali e il modello di business della piccola impresa. Ora con Giulio Focardi (progettista sociale specializzato in modelli formativo/organizzativo dell’azienda) e Lorenza Salati (antropologa, specialista nella costruzione di comunità tra pari) si affronteranno in termini pratici i modelli di business sorti dopo la crisi economica.

8 novembre: “Nuovi modelli organizzativi” (Castello di Monteruzzo a Castiglione Olona, via Guglielmo Marconi 1)
Per rispondere alle richieste dei mercati, l’imprenditore – o chi vuole aprire una propria attività – deve scegliere ciò che vuole essere. E lo deve comunicare anche con la scelta del modello imprenditoriale che meglio lo rappresenta. Focardi e Salati illustreranno il caso reale di un’azienda che, di fronte ad alcune difficoltà economiche, ha deciso di adottare un modello sostenibile che si potrebbe definire “lean”. Due i modelli sui quali si rifletterà con i presenti: quello orizzontale e quello Ikea.

  • Il modello orizzontale o “a isole”. Elimina la gerarchia verticale e i confini tra unità organizzative. Il vantaggio nasce dal fatto che i dipendenti, organizzati attorno a processi chiave e che lavorano in un particolare processo, sono riuniti per facilitare la comunicazione fra loro, coordinare i propri sforzi in modo ottimale e fornire valore direttamente ai clienti.
  • Il modello Ikea. Si articola con strategie diversificate per potersi innovare continuamente e differenziarsi dai propri competitor. I suoi punti di forza: il brand Ikea ha saputo legarsi in modo emotivo al cliente rendendolo interattivo ma anche più autonomo; ogni prodotto nasce come risposta ad un preciso bisogno della clientela ed è quello giusto per ogni situazione; l’azienda mostra pubblicamente i propri valori, sono diverse le modalità di fruizione dei servizi, adatta sempre la propria offerta ed è innovativa e social.

Entrambi i modelli aiutano le imprese a rilanciarsi sui mercati, a creare maggiori responsabilità all’interno dell’organizzazione e ad ottenere soluzioni dai propri collaboratori nel momento stesso in cui si presentano i problemi. Da ogni segmento del processo, quindi, si è in grado di estrarre il maggior valore lavorando sulle risorse umane: il miglioramento delle competenze sta alla base di entrambi i modelli.

15 novembre: “Multifactory: modelli di economia collaborativa per la crescita di professionisti e PMI” (Comune di Sesto Calende, Piazza Cesare Da Sesto)
Il modello della multifactory si lega direttamente all’economia di comunità. E interessa la riorganizzazione aziendale attraverso la costituzione di “reti” sociali. Nella multifactory – spazi ricavati da capannoni abbandonati o invenduti con due o tre anni di vita – artigiani, piccoli imprenditori e liberi professionisti lavorano a stretto contatto mantenendo, però, la loro autonomia. La loro collaborazione si basa sullo scambio di servizi, consigli e suggerimenti. E sulla gestione collettiva di alcune risorse comuni come acqua, gas, elettricità ma anche le attività di comunicazione o la partecipazione alle fiere. E’ come se si fosse in un condominio: ognuno paga per i metri quadri che occupa, ma con la possibilità di poter abbattere le spese per progetti comuni che soddisfano le esigenze di tutti o di molti. La forza del numero è strategica. Inoltre si entra a far parte di una struttura veloce che aiuta gli imprenditori ad adeguarsi ai cambiamenti, perché di fronte a mercati e a concorrenti sempre più aggressivi serve una grande flessibilità. La multifactory aiuta ad innovare velocemente i propri prodotti perché risponde alla velocizzazione dei mercati.

29 novembre: “Stesura guidata di un Business Plan” (Comune di Induno Olona)
Uno strumento che “mette le gambe” all’impresa. Nel senso che prima di camminare bisogna tracciare la strada, e definire le proprie strategie aziendali con un’autovalutazione interna e una valutazione esterna. Il Business Plan è valido tanto per una start up quanto per un’azienda già operante e interessata a dare il via ad una nuova iniziativa o ad un nuovo prodotto. Perché permette di allineare la stimata dinamica del progetto imprenditoriale, delle sue linee strategiche, dei suoi obiettivi con le correlate pianificazioni patrimoniali, economiche e finanziarie. Il Business Plan non tralascia nulla: investimenti, descrizione della tipologia d’impresa, analisi di mercato, caratteristiche della concorrenza, fattori critici, piano marketing, fattibilità tecnica del progetto, piano di fattibilità economico-finanziaria, informazioni sulla redditività attesa, indicazione degli investitori coinvolti, piano di comunicazione esterna, piano temporale di sviluppo delle attività. Questo nell’economia che conosciamo tutti, ma in quella di comunità quanto diverse saranno le voci da inserire in un Business Plan? 


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