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Smart, autonome e low cost: così le imprese si trasformano in smart building

carlo_lodi_pasiniProsegue il nostro viaggio nelle imprese che hanno deciso di investire risorse e tempo nelle energie rinnovabili, con impianti che puntano all’efficientamento energetico tra scelta etica ed economica. Imprese, insomma, che hanno investito su smart building.

Tema (L’efficientamento energetico: smart building e smart manufacturing) che mercoledì 24 ottobre sarà al centro della tappa gallaratese della Settimana per l’Energia, in programma dalle 18 alle 20 nella sede di Confartigianato Imprese Varese in viale Milano, 69 (ingresso gratuito).

Per illustrare meglio il senso di una serata utile sia alle imprese che ai privati, siamo dunque andati a visitare due aziende che su questo fronte hanno già lavorato. Si tratta della Lopar Srl e della Tea (Tecnica e Applicazioni Srl), attive nel Centro Artigianale di Cavaria con Premezzo e legate da una collaborazione che ha portato entrambe a riflessioni simili seppure con strumenti in parte diversi: la prima con i pannelli fotovoltaici tradizionali (fissati orizzontalmente sul tetto del capannone), mentre la seconda con i pannelli fotovoltaici astronomici sospesi a inseguimento solare. Da parte di entrambe, l’attenzione nei confronti dell’ambiente, la possibilità di ricevere una bolletta “leggera” e l’obiettivo di rendersi il più possibile autonome nella produzione di energia.

ALLA LOPAR, LA BOLLETTA SI FA “LEGGERA”
La Lopar Srl ha terminato l’installazione del proprio impianto nel dicembre 2010 (in funzione dal 23 maggio 2011) e ad oggi, dopo sette anni, l’azienda è già rientrata dall’investimento fatto grazie al cumulo ottenuto dagli incentivi statali (del Secondo Conto Energia, introdotto con il D.M. del 19 febbraio 2007), dal risparmio sulla bolletta e da una parte di energia venduta all’Enel. «In realtà poca – dice Daniele Lodi Pasini, figlio di Carlo e nipote di Giuseppe – perché l’azienda funziona con macchinari particolarmente energivori. Quindi i conti sono subito fatti: di tutta l’energia che riusciamo a produrre, solo il 30% copre il nostro fabbisogno». Però il colpo d’occhio è impressionante: una volta saliti sul tetto, si assiste ad una pannellatura di settecento metri quadrati composta da 402 moduli. Grazie a questo impianto, la Lopar evita che all’anno 55 tonnellate di CO2 vengano emesse in atmosfera. Perché questa scelta? Facile immaginarlo, anche se Daniele lo sottolinea con particolare convinzione: «Alla Lopar crediamo da sempre nell’energia pulita e in tutto quello che può aiutare l’efficientamento della produzione. Ma qui tutto è pensato per dare una marcia in più, e sostenibile, all’azienda: dalle due auto ibride (che nel prossimo futuro saranno sostituite da altre di tipo elettrico) alla digitalizzazione “mangia-burocrazia”. D’altronde, anche la diminuzione nell’uso della carta fa bene all’ecologia. E alla produzione».

LA TEA: I PANNELLI “ASTRONOMICI” PER ELETTRICITA’ E ACQUA CALDA
Al 2008, invece, risale l’esperienza della Tea. Qui si progettano e si assemblano impianti elettrici tradizionali ma anche speciali. Come lo sono quelli di supervisione e controllo (presenze e parcheggi automatici), antintrusione, rilevazione gas e incendio, trasmissione dati, protezione da scariche atmosferiche.

Ma Renato Mapelli, titolare dell’azienda, ha sempre creduto nell’innovazione e da qui ai pannelli a inseguimento solare (in silicio mocrocristallino o policristallino) il passo è stato breve: mille metri quadri di pannellatura per circa 80 moduli. Ogni struttura (di circa 1,5 metri quadrati) ne conta quattro della misura di 1 x 1,60 metri. A debita distanza l’uno dall’altro «perché non possiamo correre il rischio che i pannelli si facciano ombra», commenta il titolare. In aggiunta, si è fatto un passo in più: tra i pannelli per la produzione di energia elettrica, ce ne sono anche due “ibridi” per la produzione di acqua calda. Per quanto riguarda la resa, è errato pensare che sia più alta quando più elevato è il calore atmosferico: «La temperatura ideale si aggira sui 25 gradi, perché anche le cellule fotovoltaiche soffrono il clima», sottolinea Massimo Caspani. L’impianto, installato in due settimane, non necessita di particolari cure: «Una volta l’anno lo si pulisce con acqua demineralizzata, e poi tutto ritorna come prima». Per garantire un risparmio che interessa sì le imprese attive sul fronte dell’efficientamento energetico ma anche le famiglie: «E’ vero che gli incentivi del 50% per il fotovoltaico sulle abitazioni si esauriranno in questo 2018 – incalza Mapelli – però dobbiamo anche dire che oggi un impianto di 3 Kw/h ha un costo che supera di poco i 5mila euro, e i vantaggi li si vede nel breve tempo». Un esempio su un impianto installato due anni fa: «Le emissioni di CO2 che non sono andate nell’atmosfera si contano in 4.170 chilogrammi, corrispondenti alla piantumazione di quasi 14 alberi».

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