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Vita-lavoro e welfare aziendale: scelte per dare valore al futuro dell’impresa

prealpina-conciliazione_1028x400_varianteCambierà tutto e dovranno cambiare anche aziende e società. In un futuro non lontano saranno significative le sfide sociali alle quali bisognerà far fronte con il sostegno meno rilevante del welfare statale e con un coinvolgimento personale e familiare sempre più impattante, perlopiù in capo alla popolazione femminile.

MENO ASSISTENZA STATALE
Dalla non autosufficienza, all’invecchiamento della popolazione (e alla relativa necessità di assistenza) passando per la precarietà dei giovani e della popolazione over, l’Italia del futuro riuscirà a rispondere con minore puntualità alle crescenti esigenze di supporto sociale e sanitario. E dovrà essere il sistema privato a intervenire, attraverso un sistema di sinergie condivise finalizzate al benessere collettivo.

Qualche dato: il Rapporto sull’innovazione in campo farmaceutico e salute dell’Istituto per la Competitività ha certificato che la spesa sanitaria totale del Paese incide  oggi per l’8.9% del Pil, distanziandosi dai valori registrati in Germania (11.3%), Francia (11%) e Belgio (10.4%) e arretrando progressivamente rispetto agli anni passati.

Enorme anche l’incognita legata all’invecchiamento della popolazione con il recente sorpasso degli over 60 sui trentenni (28.7 % contro il 28,4% – dati Istituto di studi e ricerca Carlo Cattaneo su dati Istat) così come le difficoltà, per le donne, di conciliare occupazione e cura di figli e/o parenti anziani. Con il corrispondente aumento – forzato – dell’inoccupazione.

Cambiamenti demografici e sociali che rischiano di indebolire il “primo welfare” e che richiedono l’introduzione di modelli di conciliazione vita-lavoro e welfare aziendale ai quali affidare le risposte ai nuovi bisogni, specie nei contesti aziendali piccoli e medi dove la dimensione familiare rimane prevalente e determinante.

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UN IMPEGNO PER TUTTI
«È a fronte di un quadro che abbiamo ben presente da anni che abbiamo scelto di far convergere il nostro impegno sulla diffusione culturale del welfare aziendale e delle politiche di conciliazione vita-lavoro all’interno delle nostre imprese, aderendo contestualmente alla Rete territoriale coordinata dall’Ats dell’Insubria» spiega Lucia Pala, chief manager AreaLavoro di Confartigianato Varese.

«Siamo convinti – prosegue la dirigente – che lo sviluppo delle aziende e, di conseguenza, quello dei territori, siano correlati e dipendano dall’incisività con cui saremo in grado di fornire risposte, prima di tutto valoriali, ai nuovi bisogni di lavoratori e imprenditori». È in quest’alveo che si inserisce il percorso di informazione, sensibilizzazione e comunicazione attuato da Confartigianato Imprese Varese nei confronti delle piccole e medie imprese: «Un impegno non semplice, fatto di soddisfazioni, valorizzazione della produttività, miglioramento della qualità della vita degli imprenditori e dei rispettivi collaboratori ma anche di costi, tempo, risorse e burocrazia – commenta Pala – In questo senso siamo convinti che l’avvio di questi percorsi dipenda prima di tutto da una scelta di valore e di valori».

NON PUO’ ESSERE D’IMPULSO
Insomma: il welfare aziendale e la conciliazione vita lavoro non devono essere scelte “d’impulso”, bensì percorsi condivisi, ponderati e costruiti passo dopo passo anche attraverso forme di regolamentazione interna nuove e il supporto di personale esperto e qualificato.

la_prealpina_31_10_2018«La nostra stessa associazione si è mossa in questa direzione sin dagli anni Ottanta, arrivando a inanellare una serie di interventi che vanno dal work life balance, al welfare aziendale a chilometro zero fino all’estensione del congedo parentale e del congedo di paternità e alla possibilità di godere le ferie a ore» riferisce il direttore generale Mauro Colombo. Altrettanto strutturali sono gli interventi messi in atto anche per le imprese per aggiungere valore allo strumento della piattaforma welfare. Ne sono esempi la Fondazione San Giuseppe, la Moa, la bilateralità, la formazione, l’accompagnamento a forme di alternanza scuola-lavoro qualificate, i servizi per l’autoimprenditorialità e l’innovazione.

NON SOLO UNA FORNITURA DI BENEFIT
«Si tratta di scelte e azioni strategiche per il futuro, così come strategica è l’adesione alla Rete territoriale di conciliazione vita-lavoro di cui è capofila l’Ats dell’Insubria, che mette a sistema sinergie e relazioni evitando di appiattire il percorso sulla semplice fornitura di buoni, ticket o piattaforme ma, piuttosto, traducendo il percorso di welfare in azienda in un vero e proprio welfare di comunità, in grado di rispondere da un lato ai problemi contingenti e dall’altro di prevenire e affrontare quelli futuri».

Aziende costruttrici di opportunità e territori in grado di moltiplicare queste opportunità, mettendole a sistema. Questo oggi è il senso del welfare e dell’alternanza vita-lavoro.


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