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Design Group e Faberlab: il seminario che avvicina macchine utensili e design

500x262_fb_design-e-macchine-utensiliIl design e le macchine utensili: un connubio possibile? Giovedì 29 novembre dalle 20.30 alle 22.30 nella sede di Faberlab a Tradate (viale Europa 4/A) saranno Christopher Schutte, director di Design Group Italia e il collega Pasquale Cirulli, Sr. designer di Design Group Italia a spiegare che il connubio non solo è possibile ma è addirittura inevitabile, sia per le grandi aziende che per le piccole e medie imprese che compongono il 99.3% del tessuto produttivo della provincia di Varese.

La ragione è semplice ed è strettamente connessa all’avanzare delle tecnologie: il mondo si muove e le macchine, per restare sul mercato, non possono più permettersi il lusso di essere “solo” ottime macchine, ma devono ricercare una forte riconoscibilità anche sulle piazze internazionali, devono offrire all’acquirente servizi, utilizzo dei dati, interfaccia digitale in grado di capire cosa succede all’interno dei processi e un’interconnessione con il resto delle apparecchiature presenti in fabbrica o in laboratorio.

Christopher Schutte è americano e rappresenta una delle sedici nazionalità presenti in Design Group Italia, azienda con una forte tradizione tricolore che impiega settanta dipendenti e opera tra Milano e New York con le migliori imprese del mondo, fornendo soluzioni di progettazione strategica che combinano il pensiero creativo con la gestione di un progetto su misura per le esigenze di ogni singolo cliente.

Spiega il director di Design Group Italia: «Ci sono molti brand italiani, anche di piccole e medie dimensioni, molto noti in Italia ma poco conosciuti all’estero». Stiamo parlando del 90% circa delle imprese. E non fanno eccezione quelle che compongono il variegato universo nazionale delle macchine per la produzione industriale, per le quali l’espansione sui mercati internazionali dipenderà sempre di più dalla capacità di salire sul treno delle nuove tecnologie per rispondere alle esigenze di clienti con il palato sempre più fino e per evitare il lento decadimento di prodotti d’eccellenza.

È in quest’ottica che si sono mossi, insieme a Design Group Italia, colossi come Negri Bossi, azienda leader nella progettazione e vendita di presse e tecnologie per lo stampaggio a iniezione e piccole imprese in fase di start-up come Cloud Leaf.

Quelle di Negri Bossi e di Cloud Leaf sono storie di aziende diverse che si sono trasformate in case history e che saranno presentate in occasione del seminario tecnico in programma giovedì 29 al Faberlab perché unite da un comune denominatore. Ovvero la considerazione che il buon prodotto non basta più: «L’azienda deve essere più aperta e più collaborativa, deve combinare la cultura della usability con il bello, la sicurezza e il digitale». Una esperienza a 360 gradi che attraverso il design è possibile trasferire agli oggetti, «lavorando con il cliente e mantenendo la massima coerenza con l’identità del brand». È questo che si aspettano i consumatori: ottimi risultati, perfetta usability e sistemi di machine learning. Nulla di meno, non in un mondo proiettato già oltre Impresa 4.0.

Chiarisce ancora Cirulli: «Il design nel settore tecnico è molto diverso dal settore consumer, non si compra una macchina perché è bella ma perché si ha fiducia del brand che lo produce e del progetto tecnico che ci sta dietro, e questo è espresso anche dal design». «L’estetica di una macchina industria – conclude – deve essere in grado da sola di comunicare il livello tecnologico raggiunto dall’azienda produttrice».

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