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E-fattura: riflessioni (sparse) sulla semplificazione

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E-FATTURA: LAVORI IN CORSO E SI TIRA DRITTO. MA DOVE STA LA SEMPLIFICAZIONE?
Il governo conferma l’applicazione dello strumento a partire dal 1° gennaio 2019 senza concedere proroghe. Anche perché rimandare l’applicazione della fattura elettronica al 2020 costerebbe allo Stato circa 2 miliardi di euro. Inoltre la sostituzione dello spesometro con la E-fattura è già costata all’erario 70 milioni di euro. Al di là dei numeri, le riflessioni dilagano: la platea dei soggetti esclusi dall’uso della fattura elettronica continua ad allargarsi riducendo l’efficacia ma anche la portata dello strumento in termini di recupero del tax gap Iva.
Dopo l’esonero dall’ambito applicativo della e-fattura dei contribuenti minimi e dei forfettari, compresi quelli 2019 con ampliamento dei ricavi a 65mila euro, dovrebbe arrivare quello per tutti gli operatori che già trasmettono i dati delle fatture al portale Tessera Sanitaria (TS), così come già avveniva con lo spesometro. Quella che dovrebbe essere una semplificazione, però, si potrebbe trasformare in ostacolo burocratico. Perché di fronte ai contribuenti che potrebbero chiedere l’esonero dall’invio dei propri dati sensibili al sistema Tessera sanitaria, «il medico – scrive Italia Oggi – si troverebbe nella complessa situazione di dover effettuare per alcuni pazienti l’invio dei dati tramite portale TS, mentre per altri utilizzare la fatturazione elettronica vedendo quindi duplicato il lavoro e gli adempimenti».
Altro punto sul quale il governo dovrà riflettere, questo, considerato il fatto che entro dicembre l’Agenzia delle entrate e il Garante privacy dovranno trovare una soluzione per far partire uno strumento che al momento sembra essere poco chiaro e non così semplice.

LA SEMPLIFICAZIONE HA UN NOME: eBOX. ZERO COSTI E TANTI VANTAGGI
Dal mese di gennaio 2019, le fatture cartacee non potranno più essere pagate né registrate in contabilità. Come funziona la fatturazione elettronica? Come prepararsi? Confartigianato Imprese Varese – Artser ha pensato ad una soluzione ad hoc: l’applicazione web eBOX, semplice e sicura, per ricevere, compilare, trasmettere e conservare (per dieci anni) tutte le fatture elettroniche. Con questa soluzione “tutto incluso”, riservata ai clienti del servizio fiscale dell’Associazione varesina, si trova tutto ciò che serve in pochi clic. Un unico box che l’imprenditore potrà gestire tranquillamente dal proprio Pc o tablet. Un web service che conterrà del 15-20% i tempi richiesti dalla fatturazione elettronica e che, di conseguenza, taglierà i costi (anche burocratici) che pesano sulle imprese aumentando la loro competitività.

GIOVANI, E STRANIERI, RISCOPRONO I VECCHI MESTIERI. ANCHE IN LOMBARDIA
A dirlo sono i dati della Camera di commercio di Milano: in Italia sono 733mila le imprese che svolgono i mestieri di una volta, cioè panettieri, lavandai, sarti, pescivendoli, venditori di tessuti. Un giro d’affari di 30 miliardi l’anno e che conta, in tutto il Paese, 862mila addetti. Giovani e stranieri sono le categorie che si dedicano maggiormente a questi lavori dell’artigianato di un tempo che oggi, però, si stanno riscoprendo anche grazie ad un abbinamento fra tradizione e innovazione. Gli imprenditori under 35 impegnati registrano una crescita del +3,9% rispetto lo scorso anno per un totale di oltre 54mila impresa attiva in Italia, di cui 7mila in Campania, 6.672 in Sicilia, 5.686 in Puglia seguite da Lombardia (3.688), Piemonte (3.606) e Calabria (3.488). Anche gli stranieri sono in crescita del +4,1% rispetto al 2017, per un totale di circa 6mila imprese, concentrate principalmente in Lombardia (circa 3mila).

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